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Olio da cucina al posto del gasolio, si può usare sul motore diesel?

Il problema più grande è la netta differenza di viscosità rispetto al gasolio convenzionale. Gli oli vegetali portano a difficoltà di avviamento e hanno un effetto negativo sulle prestazioni del motore e sulla vita utile.

A causa della guerra in Ucraina e delle speculazioni in atto i prezzi dei carburanti benzina e diesel sono schizzati oltre 2 euro al litro, con il gasolio che ha addirittura superato il costo della benzina. Nella speranza di qualche aiuto governativo, almeno sulle accise, gli automobilisti si interrogano come risparmiare e fare fronte al caro carburanti e fra i proprietari di auto diesel, soprattutto di veicoli più datati, c’è qualcuno che ha provato a mettere nel serbatoio l’olio da cucina (olio di colza) o quello per riscaldamento più economico.

Olio da cucina qual è

L’olio da cucina o ad uso alimentare sono in genere oli vegetali e più raramente oli animali. Gli oli vegetali derivano generalmente dalla spremitura di semi oleosi (ad esempio di girasole, arachide, ecc.) o anche da frutti (ad esempio olio di oliva, olio di palma…). Visto il costo minore per friggere si utilizzano oli di semi, con quello di arachidi che è il più raccomandato. L’olio extravergine di oliva non è raffinato e ha di conseguenza una scorta di acidi grassi liberi superiore.

Ciò lo rende ricco di sostanze pregiate, ma che ad alte temperature vengono degradate, assieme all’aroma, che tende a svanire. Per questo motivo e perché ha un costo maggiore, non è indicato per le fritture o per produrre biodiesel.

Biodiesel nei motori a gasolio

L’olio da cucina può essere utilizzato anche come ingrediente per produrre biodiesel. Attraverso un processo chimico si ottiene in casa in maniera naturale, che può essere impiegato solo se l’auto è predisposta dal costruttore (con piccole modifiche o accorgimenti in fase progettuale). Nella produzione chimica in laboratorio del biodiesel, secondo la norma europea EN14214, viene utilizzato l’olio di colza privo di glicerina.

Olio di colza nei motori diesel
L’olio di colza viene utilizzato come ingrediente per la produzione di biodiesel

Il motore di Rudolf Diesel infatti venne originariamente pensato alla fine del XIX secolo dal suo inventore per funzionare con olio vegetale. Solo in seguito fu sostituito dall’olio minerale, denominato gasolio diesel. Successivamente si è dimostrato che l’olio di colza, opportunamente trattato, può essere trasformato in biodiesel e utilizzato come biocarburante per i motori Diesel.

Durante la Seconda guerra mondiale fu usato come carburante per veicoli nautici, a causa delle difficoltà di reperire carburanti di origine minerale.

Come fare il biodiesel a casa, metodo fai da te

Il biodiesel può essere anche prodotto in casa, il cosiddetto fai da te, impiegando oli vegetali, grassi animali o lipidi naturali. Utilizzando oli vegetali si può ricavare un combustibile liquido grazie alla reazione chimica nota come transesterificazione. La ricetta è semplice: partendo dall’olio di girasole si aggiunge alcol etilico anidro al 99,9% (l’alcool a 90% non va bene perché presenta una quantità maggiore d’acqua che inibisce la reazione), ossia il comune etanolo, sciolto con soda caustica. Le proporzioni tra gli ingredienti, per un litro di olio di semi di girasole, sono circa di 250 gr di etanolo e 7 grammi di soda caustica. Al posto dell’alcool si può usare anche il metanolo, che però è difficile da trovare ed è altamente tossico.

In questa “ricetta” si può utilizzare anche l’olio usato in cucina dopo la frittura, ma in tal caso va aggiunta una aliquota in più di catalizzatore per neutralizzare gli acidi grassi liberi e vanno eliminate l’acqua e le scorie di cibo eventualmente presenti.

Poi bisogna mescolare per alcuni minuti con un cucchiaio di acciaio e lasciare riposare per circa un’ora. Al termine la glicerina si deposita sul fondo del contenitore. La parte liquida prima di essere utilizzata come biodiesel va pulita per togliere le impurità, cioè eventuali tracce di idrossido, metanolo e saponi. La pulizia deve essere effettuata con dei lavaggi d’acqua. La procedura è semplice: la miscela ottenuta in precedenza si mette in una botte a cui si aggiunge circa un terzo di acqua. Quest’ultima, essendo più pesante, si deposita in fondo e con una pompetta si soffia aria per farla salire in alto in modo da mescolarsi continuamente con la soluzione. Dopo circa 3 o 4 lavaggi il biodiesel ottenuto deve essere liberato dall’acqua, facendolo riscaldare ad una temperatura di 40°-50° per un’ora o due.

Infine si lascia riposare per qualche giorno finché la soluzione finale assume una colore chiaro giallo pallido. Solo ora può essere utilizzato in alternativa al gasolio.

Olio da cucina al posto del gasolio

Con i prezzi del diesel che schizzano all’insù in tanti si chiedono come sostituire il gasolio. Molti sono tentati ad utilizzare l’olio di colza, proprio come fecero i tedeschi durante il conflitto mondiale, anche perché è molto più economico del diesel al distributore. L’olio di colza si acquista nei supermercati a circa 1,50 euro al litro e rispetto al prezzo attuale del diesel comporta un risparmio dal 10 al 25%.

Tuttavia, né l’olio vegetale né l’olio da riscaldamento, che è anche notevolmente più economico, sono adatti come alternativa per il serbatoio del veicolo.

L’olio di colza

Infatti con l’avvento della tecnologia del common rail e dei sistemi ad iniezione diretta sempre più sofisticati, le cose sono cambiate e questi stratagemmi nei motori diesel sono solo dannosi.

Olio al posto del gasolio, che cosa succede al motore?

Per dissuadere gli automobilisti ad usare l’olio di colza nei motori diesel sono scesi in campo gli esperti dell’Automobile Club Tedesco (ADAC), che hanno elencato una serie di motivi che spiegano perché l’olio di frittura non può essere utilizzato direttamente come carburante alternativo.

Il problema più grande è la netta differenza di viscosità rispetto al gasolio convenzionale. Gli oli vegetali portano a difficoltà di avviamento e hanno un effetto negativo sulle prestazioni del motore e sulla vita utile.

Inoltre, la pompa di iniezione e gli ugelli di iniezione dei moderni veicoli diesel non sono progettati per l’olio vegetale più viscoso, ciò significa che la combustione non è ottimale. Non solo è prevedibile una riduzione delle prestazioni del motore, ma a medio termine il motore e il sistema di alimentazione saranno danneggiati.

Olio di colza nei motori diesel
Se utilizzato come combustibile l’olio di colza rischia di danneggiare seriamente il motore

Inoltre, possono formarsi depositi e ostruzioni nei filtri e nelle tubazioni del carburante. L’olio vegetale incombusto può anche entrare nell’olio motore, il che a sua volta può causare danni al propulsore. Inoltre, i componenti acidi degli oli vegetali possono attaccare le foche e distruggerle permanentemente.

I motori diesel più vecchi funzionano con pressioni di iniezione molto più basse. Inoltre, spesso non hanno sensori sensibili che riconoscono immediatamente le differenze nel comportamento di marcia con il carburante sbagliato. Questo è il motivo per cui i vecchi motori diesel con pompe di iniezione del distributore funzionano con oli vegetali, almeno a volte. Tuttavia, anche qui la vita utile di questi propulsori è limitata a lungo termine.

Diesel alternativo, che cos'è e come si ottiene
Non è conveniente utilizzare l’olio di colza al posto del diesel

Affinché l’olio vegetale viscoso sia utilizzabile come combustibile, dovrebbe essere reso più fluido e infiammabile. Oppure il motore deve essere convertito per il carburante speciale. Tuttavia, i costi per questo sono elevati e, a seconda della portata, sono compresi tra 1.500 e 5.000 euro (compresa l’installazione).

Olio per il riscaldamento, si può usare nei motori diesel?

Come l’olio di colza anche quello usato normalmente per il riscaldamento non può essere utilizzato nei motori diesel. Oltre ad essere vietato dalla legge a causa della diversa tassazione dal punto di vista tecnico non è consigliabile fare il pieno di olio combustibile, anche se entrambi i combustibili sono correlati nella loro composizione chimica.

Olio per il riscaldamento nei motori diesel
Anche l’olio per il riscaldamento rischia di fare danni nei motori diesel

Durante la guida con gasolio da riscaldamento si verificano i seguenti rischi:

  • Numero di cetano più basso (infiammabilità del carburante diesel): la combustione può essere incompleta per via dell’eccessivo ritardo di accensione. Gli effetti sono rumorosi, “battiti d’urto” del motore, con una riduzione delle prestazioni, maggiori emissioni inquinanti dovute a più fuliggine nei gas di scarico e contaminazione del motore causata da depositi più pesanti.
  • Lubrificazione insufficiente: La lubrificazione è caratterizzata, tra l’altro, dalla viscosità. L’olio di riscaldamento provoca una lubrificazione insufficiente della pompa di iniezione e degli ugelli (troppo sottili) o un’atomizzazione insufficiente (troppo spessa). Anche in questo caso, gli effetti sono prestazioni ridotte e maggiori emissioni inquinanti, nonché una maggiore usura dell’alimentazione del carburante e delle pompe di iniezione.

Olio di semi nel serbatoio, è legale?

Oltre ad essere dannoso da un punto di vista tecnico, utilizzare olio di colza nei motori diesel è illegale. Infatti secondo la legge italiana sui carburanti gravano delle tasse ben precise che se fossero evase si commetterebbe il reato di truffa ai danni dello Stato. E proprio a causa di una diversa tassazione anche il gasolio agricolo è vietato nei motori delle auto.

In base all’articolo 21 del Decreto legislativo n. 504 del 26/10/1995, è tassato come carburante qualsiasi altro prodotto destinato ad essere utilizzato, messo in vendita o impiegato come carburante o come additivo per accrescere il volume finale dei carburanti.

Olio di colza diesel illegale, vietato in Italia
L’olio di colza come il gasolio agricolo è vietato dalla legge sulle auto

In base all’articolo 40 del Decreto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa dal doppio al decuplo dell’imposta evasa, non inferiore in ogni caso a 7.500 euro, chiunque destina ad usi soggetti ad imposta prodotti esenti o agevolati.

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