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Motore diesel Volkswagen 2.0 TDI, caratteristiche tecniche

Il motore Turbodiesel Volkswagen 2.0 TDI si è evoluto ed ora integra la tecnologia twin dosing che prevede due catalizzatori SCR per la riduzione degli ossidi di azoto (NOX). Il 2.0 TDI equipaggia T-Roc, Golf, Tiguan e Passat.

Il motore diesel Volkswagen 2.0 TDI si è evoluto. Grazie all’avanzata tecnologia di trattamento dei gas di scarico twin dosing, rispetta i severi limiti alle emissioni degli standard Euro 6d (obbligatori dal 1 gennaio 2021 per tutte le auto nuove).

Il quattro cilindri Turbodiesel TDI da due litri identificato dalla sigla EA288 ha fatto il suo debutto nel 2012. Sei anni dopo, ha ricevuto un notevole lavoro di sviluppo che gli ha fatto guadagnare il suffisso “evo”. In sintesi, questa evoluzione ha comportato minori consumi, emissioni inferiori, maggiore silenziosità e migliore erogazione, oltre a più coppia e potenza. Il motore è stato anche predisposto all’integrazione con un sistema mild hybrid. Attualmente equipaggia la Golf, la T-Roc, la Tiguan e la Passat.

Motori diesel Volkswagen 2.0 TDI, caratteristiche

Per l’utilizzo sulla nuova Golf, nell’estate del 2019 il motore Turbodiesel da due litri ha ricevuto un ulteriore sviluppo tecnologico, con una variante di minore potenza che ha sostituito il precedente 1.6 TDI.

nuova Golf motore diesel 2.0 TDI turbodiesel
Sulla nuova Golf il motore diesel 2.0 TDI ha sostituito il precedente 1.6 TDI

Le specifiche di riferimento imponevano che il motore dovesse rispettare gli standard di emissione Euro 6d e allo stesso tempo avere un funzionamento più fluido e regolare.

Motore diesel Volkswagen 2.0 TDI doppia rigenerazione

La Volkswagen ha adottato una strategia su due linee: misure di dettaglio per ottimizzare il processo di combustione e ridurre le emissioni grezze, oltre all’adozione della tecnologia twin dosing nel sistema di scarico che converte gran parte degli ossidi d’azoto (NOX) in sostanze innocue.

Le prestazioni del raffreddamento per il sistema di ricircolo dei gas di scarico a bassa pressione sono state migliorate del 25%: questo riduce la formazione di ossidi di azoto nella camera di combustione ai carichi elevati, quando si chiede al motore il massimo dell’erogazione. L’iniezione del carburante nella camera di combustione opera con una precisione elevata e costante grazie a un sensore che monitora la chiusura degli iniettori.

Tecnologia twin dosing Volkswagen, con due catalizzatori SCR che lavorano in serie
Tecnologia twin dosing Volkswagen, con due catalizzatori SCR che lavorano in serie

Questi possono effettuare fino a nove iniezioni per ciclo, con singole quantità inferiori alla punta di uno spillo. La pressione massima d’iniezione arriva a 2.200 bar, equivalente al peso di due Golf per centimetro quadrato. La schiuma isolante sotto al cofano motore e un nuovo silenziatore migliorano l’acustica. Come in precedenza, il 2.0 TDI nelle potenze a partire dai 150 CV (110 kW) adotta due alberi di equilibratura che eliminano le vibrazioni indesiderate.

Motore diesel Volkswagen twin dosing

La Volkswagen ha sviluppato la tecnologia twin dosing per il trattamento dei gas di scarico. Due catalizzatori SCR lavorano in serie per scindere gli ossidi di azoto in acqua e azoto, tramite la soluzione di urea AdBlue. Grazie al twin dosing, le emissioni di entrambi i 2.0 TDI disponibili per la Golf sono ben al di sotto dei limiti degli standard Euro 6d ISC-FCM, che ora permettono solo 80 mg di NOX per km.

Si tratta di una riduzione del 50% nell’emissione di NOX rispetto al precedente standard Euro 6d-Temp. Il primo catalizzatore SCR si trova subito a valle del motore. Ha un volume di 3,4 litri e svolge anche la funzione di filtro anti particolato. Converte oltre il 90% degli ossidi di azoto quando la temperatura dei gas di scarico è tra i 220 e i 350 °C e la vettura viene guidata in modo normale. Grazie alla sua vicinanza al motore, entra in funzione poco dopo l’avviamento a freddo.

Grazia all’AdBlue i due catalizzatori SCR riducono notevolmente le emissioni

Il secondo catalizzatore SCR è sotto il pianale della vettura. È composto di due parti e, a seconda del modello, ha un volume di 2,5 o 3 litri. Poiché si trova più lontano dal motore, la sua funzione è la conversione degli ossidi di azoto in particolare ai carichi elevati, cui corrispondono alte temperature dei gas di scarico.

Questi, che possono superare i 500 °C all’uscita dal motore, si sono intanto raffreddati fino a circa 350 °C, una temperatura che assicura un alto tasso di conversione.

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