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Ferruccio Lamborghini, chi è, la storia, il fondatore della casa del toro

Nato sotto il segno del toro, Ferruccio Lamborghini, è il self-made man che ha fondato l’azienda di supercar che tutti oggi conosciamo. Ritiratosi presto dalla conduzione della casa di Sant’Agata Bolognese, scopriamo meglio la sua storia e gli aneddoti legati a questa figura leggendaria.

Chi è Ferruccio Lamborghini? Proveniente da una famiglia di contadini di Renazzo, una frazione in provincia di Ferrara, Ferruccio Lamborghini, classe 1916, si scopre appassionato di motori studiando a Bologna per poi mettersi alla prova durante la Seconda Guerra Mondiale come tecnico riparatore dei veicoli militari a Rodi. E’ uno dei papà dell’automobile, un imprenditore italiano fondatore della casa automobilistica Lamborghini. Nel 1969 è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro nel settore dell’industria.
Ma partiamo dalla fine della storia.

Ferruccio Lamborghini e il “sangue di Miura”, solo un vino?

È il 1972 e Ferruccio decide di vendere le quote della Lamborghini Automobili e di ritirarsi, due anni dopo, nella sua tenuta di campagna, in provincia di Perugia. Qui riscopre il legame con la terra e le sue origini: curando i vigneti e lavorando dalle 6 alle 18 perché “quando si smette di lavorare, si inizia a morire”. Al tempo stesso il lato imprenditoriale che lo ha caratterizzato per tutta la vita non molla: il frutto di questo impegno è un’azienda agrituristica e un vino in particolare, il “Sangue di Miura”.

Lamborghini P400 Miura
Lamborghini P400 Miura

Miura. Così si chiama una razza di tori che prende il nome dal suo allevatore, Don Eduardo Miura Fernandez. Un’immagine della tauromachia ripresa da Ferruccio nella Lamborghini Miura. Presentata nel 1965 al Salone di Ginevra, è l’auto che fa invecchiare di colpo tutte le altre vetture in esposizione.

È dotata di un sistema di sospensioni a ruote indipendenti di concezione Formula 1, un motore posteriore centrale e 12 cilindri con 4 alberi a camme in testa; tutti accorgimenti usati all’epoca nelle competizioni ma non sui veicoli stradali. La doppia accensione, la lubrificazione a Carter secco ed un motore con più cavalli (350 CV) rispetto alle antagoniste, come la Ferrari 250 GTO, ne fanno un successo di pubblico e di critiche.

Ferruccio Lamborghini con la Jarama e uno dei suoi trattori
Ferruccio Lamborghini con la Jarama e uno dei suoi trattori

Il celebre scontro tra Ferruccio Lamborghini ed Enzo Ferrari

“Lei probabilmente saprà guidare molto bene i trattori ma non saprà mai guidare una Ferrari.”

Enzo Ferrari nel celebre scontro con Ferruccio Lamborghini, all’epoca proprietario della Lamborghini Trattori

Queste le parole di Enzo Ferrari, quando Ferruccio andò a lamentarsi per l’ennesima rottura della frizione sulle sue Ferrari 250. E’ stato il celebre diverbio con Enzo Ferrari a portare Lamborghini a costruirsi da solo auto sportive all’avanguardia.

Tuttavia, non è partita col botto la storia automobilistica Lamborghini, se pensiamo al primo modello uscito da Sant’Agata Bolognese, la 350 GTV Prototipo. Presentata al Salone dell’Automobile di Torino nel 1963 come prototipo, rimase invenduta.

Lamborghini 350 GT Prototipo, la prima auto uscita da Sant'Agata Bolognese
Lamborghini 350 GT Prototipo, la prima auto uscita da Sant’Agata Bolognese

Due gli affronti ad Enzo Ferrari sulla prima prova di Lamborghini: un motore progettato da Giotto Bizzarrini, ex ingegnere e designer ferrarista e un differenziale con minori vibrazioni e meno rumoroso rispetto alle Ferrari dell’epoca, una sfida al “Grande Vecchio“.

Una forte personalità quella di Ferruccio, che nel 1948 e poi per tutto l’arco della sua vita, decide di prendersi dei rischi e crea qualcosa di unico: oggi, dei trattori studiati su misura per gli agricoltori “della Bassa”, domani in risposta a un diverbio, delle supersportive mai viste.

Ferruccio Lamborghini accanto alla sua Miura

Trattori Lamborghini, la genesi del toro

Tornato in Italia dalla guerra e dalla sua vita a Rodi come meccanico, l’animo imprenditoriale di Ferruccio Lamborghini nota la crescente domanda di mezzi agricoli. La manualità non gli manca e parte con la produzione di trattori robusti e a buon mercato, il passo è breve.

L'iconico toro Lamborghini
L’iconico toro Lamborghini

Ferruccio compra del materiale bellico con il quale migliora motore e alimentazione, poi produce un telaio piuttosto semplice, il risultato è il Carioca, che riceve un ampio consenso di pubblico. Man mano la produzione aumenta e nel 1951 nasce la Trattori Lamborghini. Lo stemma sarà il toro che ormai tutti conosciamo bene, un toro come il suo segno zodiacale, tenace e combattivo.

Lo spirito poliedrico del Cavalier Lamborghini

È grazie ai trattori che Ferruccio può dar sfogo alla sua passione per le automobili veloci e rumorose. Arriva ad avere una macchina per ogni giorno della settimana, tra le quali Jaguar, Alfa Romeo, Maserati e Ferrari, naturalmente.

Ferruccio Lamborghini nella sua tenuta umbra con la sportiva Miura ed un trattore
Ferruccio Lamborghini nella sua tenuta umbra

Nessuna però riesce a soddisfarlo appieno, e all’apice della sua carriera da imprenditore, decide di costruirsele da solo. Non accontentarsi e migliorare sempre: è questo l’approccio che Ferruccio adotta per realizzare vetture di livello superiore, pur essendo l’ultimo arrivato in un mondo nuovo. Gli errori? un rischio calcolato, necessari per raggiungere dei risultati.

La vita di Ferruccio Lamborghini ed il successo

Risultati arrivati da subito con il successo della P400 Miura, un’opera d’arte che sarà esposta dal 1968 al MoMa di New York, insieme ai grandi miti italiani come la Fiat 500.

Ma Ferruccio è riuscito in tanto altro, sia a livello commerciale che umano.

Ha creato la Lamborghini Bruciatori e Condizionatori, per fornire i comfort del riscaldamento e della climatizzazione dentro le case; dimostrando di avere, anche in questo settore, una visione futuristica rispetto a quanto proposto in Italia in quei lontani anni ’60.

Museo Ferruccio Lamborghini a Funo di Argelato (BO)

È stato un uomo capace di sostenere i suoi lavoratori, di offrire un bicchiere di vino ai giornalisti e dialogare con chiunque lo andasse a trovare a “La Fiorita“.

La stessa persona che, sfrecciando per la strada provinciale sulla sua Miura, scalava le marce facendo alzare i giri del motore per far sì che tutti i passanti potessero ascoltare il rombo del 12 cilindri a V.

Un uomo per cui la famiglia modesta, il contesto rurale, lo smacco del “Drake” e le difficoltà di partire da zero non sono stati elementi così rilevanti visto che il carisma del toro di Sant’Agata ha dimostrato di saper vincere la corrida.

La storia di Ferruccio Lamborghini

La storia di Ferruccio Lamborghini in video con Tonino Lamborghini che racconta del padre

Ferruccio Elio Arturo Lamborghini è nato a Renazzo il 28 aprile 1916 e morto a Perugia il 20 febbraio 1993.

Tonino Lamborghini

Tonino Lamborghini è il figlio di Ferruccio, erede della dinastia Lamborghini. Ha proseguito l’attività di famiglia, dedicandosi in particolare alla diversificazione del marchio a livello internazionale investendo in diverse attività che hanno fatto accrescere il suo impero economico. Chi è Tonino Lamborghini.

Ferruccio Lamborghini Jr

Ferruccio Lamborghini è nato il 9 gennaio 1991 a Bologna da Tonino Lamborghini e Luisa Peterlongo. Primogenito di 5 figli è stato sempre attratto dal mondo dei motori. Ferruccio ha iniziato a gareggiare in moto e nel 2005 ha vinto il titolo di vice-campione europeo di mini-like. Nel 2007 ha esordito nel campionato italiano 125 GP e ha partecipato a quattro corse in qualità di wildcard con Aprilia.

A SX Ferruccio Lamborghini Junior con il papà Tonino
A SX Ferruccio Lamborghini Junior con il papà Tonino

Dopo essere entrato nel Marketing Lamborghini a soli 24 anni, nel 2016 è stato nominato vice-presidente della Tonino Lamborghini Spa e nel 2018 ha assunto l’incarico di amministratore delegato.

Nel ’93, dopo la morte di mio nonno – annuncia Ferruccio Lamborghini – le strade di Tonino Lamborghini e Tenuta Lamborghini (e i rispettivi marchi) si sono separate. Oggi è un grande giorno: le strade del marchio Lamborghini e del marchio Sangue di Miura si riuniscono. Una mia idea, appoggiata da mio padre, ha portato ad una immediata intesa con Silvio Tschang, azionista di maggioranza di Tenuta Lamborghini, e alla volontà di creare un nuovo percorso insieme: attraverso una JV, riuniremo i marchi e creeremo una linea di vini italiani per i palati sia nostrani che internazionali, offrendo qualità, tradizione e made in Italy. Sarò parte attiva del progetto, oltre che socio“.

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Carlotta Mancini

Giornalista automotive classe ‘89 con una smisurata passione per le quattro ruote, possibilmente modificate. Indole da pilota, do il meglio di me in pista, su newsauto.it e sul mio blog Gentlewomandriver. Scrivo su Elaborare perché lì ho imparato a leggere e su Handmade per darmi un tono.
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