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Ecotassa auto 2019: paga il malus chi emette oltre 160 g/km di CO2

Il malus, l'ecotassa auto che fino al 2021 si paga con il modello F24, importo che si aggiunge a quello dell’Iva, all’imposta provinciale di trascrizione ed alla tassa automobilistica. Altra batosta nel settore automobilistico considerato dallo Stato Italiano un bancomat da spremere all'infinito che penalizza le auto benzina.

ECOTASSA 2019 Cerchiamo di capire chi sta colpendo la tanto discussa ecotassa arrivata per le auto che emettono quantità di anidride carbonica superiori ad un certo valore, un nuovo salasso nel settore automotive arrivato con l’anno 2019. Coinvolge e riguarda la vendita delle nuove auto ovviamente Euro6 D-Temp. Il gettito previsto dall’emendamento dell’ecotassa è di 130 milioni di euro in 3 anni. Ricordiamo per dovere di cronaca che fino a 70 g/km le auto beneficiano dell’ecobonus

Chi paga l’ecotassa malu sulle nuove auto?

Il valore di riferimento minimo è 160 g/km dal quale a salire si inizia a pagare con 4 fasce di tariffe: da 161 a 175, da 176 a 200, da 201 a 250 e oltre 250 g/km: viene considerato il valore di CO2 basato sul ciclo NEDC (diretto o correlato nel caso in cui la vettura sia omologata sulla base del nuovo ciclo WLTP), ovvero quello che ritroviamo sul libretto di circolazione alla riga V.7.

Rientrano nel pagamento dell’ecotassa/malus anche le auto importate in Italia anche se precedentemente già immatricolate all’estero.

Fino a quando si pagherà l’ecotassa sulle nuove auto?
La ecotassa viene pagata sulle auto acquistate e immatricolate nel periodo tra l’1 marzo 2019 e il 31 dicembre 2021 per un periodo di tre anni, a meno che il nuovo governo non ne metta fine prima.

ECOTASSA 2019 quanto si paga?

L’importo da pagare per l’Ecotassa è variabile e si calcola in base a quattro fasce di appartenza legate alle emissioni:

  • 161-175 g/km: 1.100 €
  • 176-200 g/km: 1.600 €
  • 201-250 g/km: 2.000 €
  • Superiore a 250 g/km: 2.500 €

Come si paga l’ecotassa?

Al momento dell’acquisto di un’auto nuova l’ecotassa sarà versata tramite modello F24, calcolando il nuovo importo da pagare che si aggiunge a quello dell’Iva, all’imposta provinciale di trascrizione ed alla tassa automobilistica.

Chi non paga l’ecotassa auto?

I camper, i veicoli blindati, le auto con accesso per sedie a rotelle, caravan e auto funebri non pagano il malus.

Quali modelli di auto pagano l’ecotassa?

Analizzando lo schema dell’Ecotassa da pagare si vede come, ad essere colpite dal malus, non sono solo le autovetture di lusso o di grossa cilindrata, già colpite dalla gravosa imposta del superbollo, ma anche moltissimi modelli ampiamente diffusi sul mercato, molti di fascia media.
Ovviamente molte auto che erano al limite di questi valori sono state anche aggiornate per rientrare sotto la soglia dei 160 g/km. E’ il caso della Fiat Tipo 1.4 benzina T-Jet 120 CV, ora a listino con emissioni pari a 153 g/km, mentre a fine 2018 si presentava con 164 g/km ed un aggravio di 1.000 Euro. La Tipo, una vettura che sicuramente non è un’auto di lusso.

Lo scarico di un'auto a benzina emette più CO2 rispetto a quelle diese e per questo sono più colpite
Lo scarico di un’auto a benzina emette più CO2 rispetto a quelle diese e per questo sono più colpite

Le auto a benzina sono le più penalizzate nel calcolo della CO2 perchè emettono più CO2 dei motori diesel. Il caso delle Fiat Tipo: la Tipo con motorizzazione benzina paga l’ecotassa mentre quella diesel no.

Questo ecotassa fa sorridere: verrà pagata anche da auto GPL e metano. Ad esempio, rimanendo in casa Fiat, il Doblò 1.4 T16 Natural Power a metano paga un malus di 1.000 euro, dato che emette 173 g/km di CO2.

Auto colpite da ECOTASSA a gennaio 2019

Nei primi mesi del 2019 questa era la lista delle auto con emissioni superiori a 160 g/km di CO2, oltre 200 modelli e 1.200 versioni di cui i costruttori auto hanno rivisto le motorizzazioni per abbassarele sotto i 160 g/km. (Molte di queste infatti non rientrano più nel pagamento dell’Ecotassa).

MARCA MODELLO
Alfa romeo Giulietta
Citroen Space Tourer
Dacia Dokker
Dacia Duster
Fiat Tipo
Fiat Doblo
Fiat Ducato Pan.
Ford C-Max
Ford Focus
Ford Kuga
Ford Mondeo
Honda Civic
Honda Cr-V
Hyundai i30
Hyundai Tucson
Kia Sorento
Kia Sportage
Kia Stinger
Mini Countryman
Mitsubishi Pajero
Nissan Juke
Nissan X-Trail
Opel Corsa
Opel Insignia
Opel Mokka
Opel Zafira
Renault Koleos
Renault Megane
SsangYong Korando
SsangYong Rexton
SsangYong Rodius
Ssangyong Tivoli

AUTO A BENZINA PAGANO L’ECOTASSA QUELLE DIESEL NO

Riportiamo qui sotto le prime informazioni lanciate sull’ecotassa dal Governo che sono poi state superate dalle più recenti riportate sopra a seguito della protesta generale.

ECOTASSA 2019, il percorso e la storia della trafila prima della versione definitiva odierna

Il Governo, nella notte fra il 22 e 23 dicembre dello scorso anno, con 167 sì, 78 no e tre astenuti al Senato aveva ottenuto la fiducia al maxi emendamento che conteneva anche la

Dietrofront. Il Governo ha poi fatto parziale marcia indietro sull’ecotassa prevista sull’acquisto dei veicoli considerati più inquinanti ed inserita nella Legge di Stabilità 2019.
Nel vertice notturno di domenica 16 dicembre, a cui avevano partecipato il premier Conte, i vicepremier Salvini e Di Maio e il ministro dell’Economia Tria e raggiunto l’accordo sulla manovra da mandare a Bruxelles per evitare la procedura di infrazione oltre alla rimodulazione della tassa aggiuntiva prevista per le auto. Questo provvedimento inizialmente era previsto per non toccare le utilitarie ma su auto di lusso e SUV. Secondo le prime indiscrezioni l’ecotassa sarebbe dovuta scattare sulle auto con 130 g/km di CO2 valori di emissione dichiarati in sede di prima omologazione.

Ecotassa 2019 le prime anticipazioni poi modificate successivamente

“L’ecotassa 2019, in attesa dei numeri ufficiali dalla Legge di Bilancio, verrà applicata soltanto ai SUV e alle auto di lusso. Il malus dunque non dovrebbe riguardare l’acquisto di utilitarie come ad esempio la Fiat Panda, il modello in cima alle classifiche di vendite in Italia, che nel provvedimento originario andava a pagare fino a 400 euro di ecotassa”.

Ecotassa 2019: tassa sulle emissioni su auto di lusso e SUV

Tassa sulle emissioni: inizialmente si parlava di colpire solo auto di lusso e SUV

Se da un lato è stata fatta marcia indietro purtroppo si deve registrare questa una nuova tassa sulle emissioni che colpisce le auto di lusso e SUV sulle quali già pende il superbollo.

Altra batosta come quella del Superbollo di Monti

Questa è un altra batosta come quella voluta dal Governo Monti che per drenare altro denaro instituì il superbollo (una vera rapina a mano armata), affondando il segmento delle auto sportive in Italia.

Dal 2012 ad oggi infatti c’è stata una forte diminuzione degli acquisti delle auto di grossa cilindrata, che ha generato una forte crisi all’intero di un intero settore automobilistico e meno introiti per le casse dello Stato. L’ultimo grido d’allarme si è sollevato nel disegno di legge proposto da Andrea De Bertoldi di Fratelli d’Italia. Purtroppo dalla speranza di vedere scomparire il superbollo siamo passati a commentare una nuova tassa sulle auto.

Ecotassa 2019 prima ipotesi di schema poi superato e semplificato (superato)

130-129 g/km di CO2: 150 €
140-149 g/km di CO2: 300 €
150-159 g/km di CO2: 400 €
160-169 g/km di CO2: 500 €
170-179 g/km di CO2: 1.000 €
180-194 g/km di CO2: 1.500 €
195-209 g/km di CO2: 2.000 €
210-270 g/km di CO2: 2.500 €
Oltre 270 g/km di CO2: 3.000 €
(questi valori erano inseriti nelle prime dichiarazioni, poi sono stati rimodulati come riportato ad inizio articolo)

Auto di lusso e SUV nel mirino dell'Ecotassa: la tassa aggiuntiva sulle emissioni
Auto di lusso e SUV nel mirino dell’Ecotassa: la tassa aggiuntiva sulle emissioni

ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE CONTRARI ALL’ECOTASSA

Le principali Associazioni del settore (ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE) hanno espresso subito una forte perplessità sull’ecotassa, dopo la iniziale proposta dal Governo e ne hanno immediatamente richiesto la eliminazione.

I primi a farne i conti sarebbero i cittadini virtuosi che acquistano una nuova vettura, che in ogni caso inquinerà meno di una “vecchia”, il mercato dell’auto subirà una pesante flessione, con conseguenze per l’occupazione e per le entrate dello Stato: meno veicoli venduti corrispondono a meno imposte incassate. Ricordiamo che nel 2017 la contribuzione derivante dall’acquisto dei veicoli (versamento IVA e IPT), è stata di 9,4 miliardi di Euro.

Evidenziamo nuovamente che, essendo la norma tarata sulla CO2, un climalterante e non un inquinante, non appare corretto parlare di “politiche per il miglioramento della qualità dell’aria” che hanno come obiettivo la riduzione di smog, inquinamento e polveri sottili. In termini ambientali, non vi sarebbero particolari effetti positivi perché nelle strade italiane continuerebbero a circolare veicoli con oltre 20 anni di età, mentre si tasserebbero, disincentivandone l’acquisto, veicoli di ultima generazione con prestazioni ambientali superiori alla media del parco circolante. La misura quindi sarebbe inefficace e impatterebbe su vetture del segmento premium, già assoggettate al superbollo, e del segmento medio, mono-volumi e multi-spazio, usate dalle famiglie italiane e dai piccoli operatori economici.

Pur ritenendo positivo un incentivo strutturale pluriennale (bonus) all’acquisto dei veicoli a basse emissioni nell’ottica della neutralità tecnologica ed avendo avanzato proposte concrete a sostegno di tali misure, ribadiamo la totale contrarietà del settore ad ogni previsione legislativa relativa a un aggravio di costi (malus) per chi acquista un nuovo veicolo di ultima generazione.

Ancora una volta, chiediamo che la misura venga ripensata, insieme agli operatori del settore, e posticipata al 2020, in coerenza con il timing dei nuovi obiettivi europei, per far sì che siano calibrati al meglio anche gli effetti sul mercato e sulla produzione industriale”.

Ricarica Volkswagen_e-up

L’auspicio è che il Governo “del cambiamento” non si uniformi a misure vecchio stampo come il superbollo, che ha ampiamente dimostrato il suo fallimento.

L’automobile, il bancomat dello Stato Italiano

Continua l’accanimento nel settore auto che si riconferma facile preda e bancomat dove spillare denaro.
Alla farsa dell’inquinamento provocto dai motori bisogna però mettere un freno, visto che l’inquinamento globale dipende anche da altri fattori nonché altri mezzi di trasporto (navi, aerei ed altro).

ECOBONUS AUTO COME FUNZIONANO

Cosa ne pensi?E’ giusto questo altro salasso? PARTECIPA alla DISCUSSIONE Ecotassa auto

Ecotassa sulle nuove auto, un assurdità da eliminare prima possibile!

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Marco Savo

Classe 1983, giornalista, grandissimo appassionato di motori e calcio... !
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