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Ecotassa auto 2019: paga il malus chi emette oltre 160 g/km di CO2

Il malus, l'ecotassa auto che fino al 2021 si paga con il modello F24, importo che si aggiunge a quello dell’Iva, all’imposta provinciale di trascrizione ed alla tassa automobilistica. Altra batosta nel settore automobilistico considerato dallo Stato Italiano un bancomat da spremere all'infinito che penalizza le auto benzina.

Nella Legge di Bilancio 2019 del Governo è stata introdotta la cosiddetta Ecotassa, che va a penalizzare le auto nuove più inquinanti che emettono oltre 160 g/km di CO2. La formulazione della tassa segue 4 fasce di tariffe: da 161 a 175, da 176 a 200, da 201 a 250 e oltre 250 g/km: viene considerato il valore di CO2 basato sul ciclo NEDC (diretto o correlato nel caso in cui la vettura sia omologata sulla base del nuovo ciclo WLTP), ovvero quello che ritroviamo sul libretto di circolazione alla riga V.7.

ECOTASSA quanto si paga?

L’importo da pagare per l’Ecotassa è variabile e si calcola in base a quattro fasce di appartenza legate alle emissioni:

  • 161-175 g/km: 1.100 €
  • 176-200 g/km: 1.600 €
  • 201-250 g/km: 2.000 €
  • Superiore a 250 g/km: 2.500 €

Lo scarico di un'auto a benzina emette più CO2 rispetto a quelle diese e per questo sono più colpite
Pagano l’ecotassa le auto che emettono oltre 160 g/km di CO2

AUTO A BENZINA PAGANO L’ECOTASSA QUELLE DIESEL NO

Riportiamo qui sotto le prime informazioni lanciate sull’ecotassa dal Governo che sono poi state superate dalle più recenti riportate sopra a seguito della protesta generale.

ECOTASSA, il percorso e la storia della trafila prima della versione definitiva nella Finanzia 2019

Il Governo, nella notte fra il 22 e 23 dicembre del 2019, con 167 sì, 78 no e tre astenuti al Senato aveva ottenuto la fiducia al maxi emendamento che conteneva anche la

Dietrofront. Il Governo ha poi fatto parziale marcia indietro sull’ecotassa prevista sull’acquisto dei veicoli considerati più inquinanti ed inserita nella Legge di Stabilità 2019.
Nel vertice notturno di domenica 16 dicembre, a cui avevano partecipato il premier Conte, i vicepremier Salvini e Di Maio e il ministro dell’Economia Tria e raggiunto l’accordo sulla manovra da mandare a Bruxelles per evitare la procedura di infrazione oltre alla rimodulazione della tassa aggiuntiva prevista per le auto. Questo provvedimento inizialmente era previsto per non toccare le utilitarie ma su auto di lusso e SUV. Secondo le prime indiscrezioni l’ecotassa sarebbe dovuta scattare sulle auto con 130 g/km di CO2 valori di emissione dichiarati in sede di prima omologazione.

Ecotassa 2019 le prime anticipazioni poi modificate successivamente

“L’ecotassa 2019, in attesa dei numeri ufficiali dalla Legge di Bilancio, verrà applicata soltanto ai SUV e alle auto di lusso. Il malus dunque non dovrebbe riguardare l’acquisto di utilitarie come ad esempio la Fiat Panda, il modello in cima alle classifiche di vendite in Italia, che nel provvedimento originario andava a pagare fino a 400 euro di ecotassa”.

Ecotassa 2019: tassa sulle emissioni su auto di lusso e SUV
Secondo le prime indiscrezioni l’Ecotassa doveva essere applicata solo ai SUV ed alle auto di lusso

Tassa sulle emissioni: inizialmente si parlava di colpire solo auto di lusso e SUV

Se da un lato è stata fatta marcia indietro purtroppo si deve registrare questa una nuova tassa sulle emissioni che colpisce le auto di lusso e SUV sulle quali già pende il superbollo.

Altra batosta come quella del Superbollo di Monti

Questa è un altra batosta come quella voluta dal Governo Monti che per drenare altro denaro instituì il superbollo (una vera rapina a mano armata), affondando il segmento delle auto sportive in Italia.

Dal 2012 ad oggi infatti c’è stata una forte diminuzione degli acquisti delle auto di grossa cilindrata, che ha generato una forte crisi all’intero di un intero settore automobilistico e meno introiti per le casse dello Stato. L’ultimo grido d’allarme si è sollevato nel disegno di legge proposto da Andrea De Bertoldi di Fratelli d’Italia. Purtroppo dalla speranza di vedere scomparire il superbollo siamo passati a commentare una nuova tassa sulle auto.

Ecotassa 2019 prima ipotesi di schema poi superato e semplificato (superato)

130-129 g/km di CO2: 150 €
140-149 g/km di CO2: 300 €
150-159 g/km di CO2: 400 €
160-169 g/km di CO2: 500 €
170-179 g/km di CO2: 1.000 €
180-194 g/km di CO2: 1.500 €
195-209 g/km di CO2: 2.000 €
210-270 g/km di CO2: 2.500 €
Oltre 270 g/km di CO2: 3.000 €
(questi valori erano inseriti nelle prime dichiarazioni, poi sono stati rimodulati come riportato ad inizio articolo)

Auto di lusso e SUV nel mirino dell'Ecotassa: la tassa aggiuntiva sulle emissioni
Auto di lusso e SUV nel mirino dell’Ecotassa: la tassa aggiuntiva sulle emissioni

ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE CONTRARI ALL’ECOTASSA

Le principali Associazioni del settore (ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE) hanno espresso subito una forte perplessità sull’ecotassa, dopo la iniziale proposta dal Governo e ne hanno immediatamente richiesto la eliminazione.

I primi a farne i conti sarebbero i cittadini virtuosi che acquistano una nuova vettura, che in ogni caso inquinerà meno di una “vecchia”, il mercato dell’auto subirà una pesante flessione, con conseguenze per l’occupazione e per le entrate dello Stato: meno veicoli venduti corrispondono a meno imposte incassate. Ricordiamo che nel 2017 la contribuzione derivante dall’acquisto dei veicoli (versamento IVA e IPT), è stata di 9,4 miliardi di Euro.

Evidenziamo nuovamente che, essendo la norma tarata sulla CO2, un climalterante e non un inquinante, non appare corretto parlare di “politiche per il miglioramento della qualità dell’aria” che hanno come obiettivo la riduzione di smog, inquinamento e polveri sottili. In termini ambientali, non vi sarebbero particolari effetti positivi perché nelle strade italiane continuerebbero a circolare veicoli con oltre 20 anni di età, mentre si tasserebbero, disincentivandone l’acquisto, veicoli di ultima generazione con prestazioni ambientali superiori alla media del parco circolante. La misura quindi sarebbe inefficace e impatterebbe su vetture del segmento premium, già assoggettate al superbollo, e del segmento medio, mono-volumi e multi-spazio, usate dalle famiglie italiane e dai piccoli operatori economici.

Pur ritenendo positivo un incentivo strutturale pluriennale (bonus) all’acquisto dei veicoli a basse emissioni nell’ottica della neutralità tecnologica ed avendo avanzato proposte concrete a sostegno di tali misure, ribadiamo la totale contrarietà del settore ad ogni previsione legislativa relativa a un aggravio di costi (malus) per chi acquista un nuovo veicolo di ultima generazione.

Ancora una volta, chiediamo che la misura venga ripensata, insieme agli operatori del settore, e posticipata al 2020, in coerenza con il timing dei nuovi obiettivi europei, per far sì che siano calibrati al meglio anche gli effetti sul mercato e sulla produzione industriale”.

Ricarica Volkswagen_e-up

L’auspicio è che il Governo “del cambiamento” non si uniformi a misure vecchio stampo come il superbollo, che ha ampiamente dimostrato il suo fallimento.

L’automobile, il bancomat dello Stato Italiano

Continua l’accanimento nel settore auto che si riconferma facile preda e bancomat dove spillare denaro.
Alla farsa dell’inquinamento provocto dai motori bisogna però mettere un freno, visto che l’inquinamento globale dipende anche da altri fattori nonché altri mezzi di trasporto (navi, aerei ed altro).

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Marco Savo

Classe 1983, giornalista, grandissimo appassionato di motori e calcio... !
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