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Bollo auto storiche ultra ventennali: quanto pagano

Bollo auto per veicoli con anzianità tra i 20 e 29 anni di età. Come funziona il pagamento delle ventennali nelle diverse regioni italiane, da quelle esenti a quelle dove si paga al 50%

BOLLO AUTO STORICHE Ultra VENTENNALI ESENZIONE/SCONTO REGIONI: come purtroppo molti già sapranno, fino a qualche anno fa il possesso di auto storiche significava l’esenzione totale dal pagamento del bollo auto e la possibilità di usufruire anche di tariffe assicurative agevolate, ultra “ventennali” comprese.

Auto storiche “ultra ventennali”, quali sono

I proprietari di auto storiche “ultra ventennali”, ovvero quelle comprese tra il ’98 e ’88 godevano di trattamenti fiscali più favorevoli rispetto ai veicoli moderni. Le loro condizioni erano praticamente allineate a quelle delle auto storiche “trentennali”. Ma la Legge di stabilità 2015 ha dato un duro colpo che ha spazzato via le agevolazioni per i veicoli ultra ventennali in quasi tutte le regioni.

Ultraventennali, bollo al 50%

Più recentemente col maxiemendamento della Legge di Bilancio 2019, con la fiducia al Senato (167 sì, 78 no e tre astenuti), oltre ai tanto discussi incentivi ed Ecotassa 2019 è stato inserito lo sconto del 50% per i veicoli storici ultra “ventennali”, auto d’epoca storiche con un’età compresa tra i 20 e 29 anni alle quali il governo Renzi aveva tolto l’esenzione dal bollo: riduzione al 50%, ma con alcune condizioni vincolanti da rispettare con una complicazione di procedure (iscrizione Asi, ecc, ecc) che non condividiamo affatto: vedi AGGIORNAMENTO dicembre 2018 bollo al 50%

Secondo la nuova Legge di Bilancio 2019, ecco cosa serve per ottenere la riduzione del costo bollo auto al 50%:

  • Essere in possesso del certificato di rilevanza storica. Clicca per SCARICARE CERTIFICATO RILEVANZA STORICA;
  • Pagare quota iscrizione annuale al registro;
  • Pagare quota di rilascio (somme che variano dai 100 ai 150 euro);
  • Una volta ottenuto il documento, è indispensabile far annotare la storicità del veicolo sulla carta di circolazione, presentando un’apposita domanda alla Motorizzazione Civile. SCARICA IL MODELLO TT2119.

Andiamo a scoprire quale è la situazione regione per regione per capire dove il pagamento del bollo è agevolato e dove no e quanto pagano le auto storiche ventennali.

Bollo auto storiche ventennali, dove si paga e dove no.  

Andiamo a scoprire nel dettaglio, come avviene il pagamento del bollo delle auto storiche nelle venti regioni italiane dove si paga pienamente, dove è agevolato e dove non si paga affatto.
Dal momento che il bollo auto non è una tassa nazionale, bensì regionale, sicuramente sarai interessato a conoscere in quali regioni italiane ci sono esenzioni al pagamento del bollo (tassa di possesso) per le auto storiche ventennali.
Analizziamo come è la situazione aggiornata in Italia regione per regione cercando di far luce tra chi ne beneficia e chi no!

Bollo storiche ventennali, regioni SENZA agevolazione per auto ventennali

Nelle regioni sotto elencate, i veicoli “ventennali” con anzianità compresa tra 20 e 29 anni pagano al 50% il bollo auto: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Marche, Molise, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Valle d’Aosta e Veneto.

  • Sud Italia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna.
  • Centro Italia:  Abruzzo, Lazio Marche, Toscana, Umbria e Molise.
  • Nord Italia: Piemonte, Friuli-Venezia-Giulia, Liguria, Valle d’Aosta e Veneto*.(*aggiornamento nel veneto)
  • Provincia autonoma di Bolzano

Regioni con ESENZIONE TOTALE bollo auto ventennali:

Queste sono le regioni che consentono ai veicoli tra 20 e 29 anni di età (non adibiti ad uso professionale) esenzioni (anche totali) o agevolazioni importanti sul bollo auto di storiche ventennali: Emilia Romagna, Lombardia, Bolzano, Trento.

  • Emilia-Romagna: i veicoli ultraventennali iscritti ai registri ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo e FMI pagano solo una tassa di circolazione, pari a 25,82 euro per le auto e 10,33 per le moto.
  • Lombardia: non pagano alcuna tassa di proprietà né tassa di circolazione i veicoli ultraventennali iscritti ai registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, FMI.
  • Provincia autonoma di Bolzano: agevolazione del 50% per tutti i veicoli ultraventennali.
  • Provincia autonoma di Trento: i veicoli iscritti ai registri ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, FMI, Registro storico ACI, pagano solo una tassa di circolazione di 25,82 euro per le auto e di 10,33 per le moto.

Bollo auto storiche ventennali, esenzione cambiata

Diciamo che le cose sono cambiate con la Legge di stabilità 2015, un duro colpo per il settore dell’auto storica che ha eliminato l’agevolazione (esenzione tassa di possesso) per i veicoli ventennali grazie al governo Renzi. Una decisione non felice a livello fiscale per lo Stato che alla fine ha perso gettito anziché guadagnarci. Tra le note dolenti la grave quanto numerosa vendita all’estero o la rottamazione delle auto storiche, oltre che alla fuga dai club motoristici.
E su questo si sono schierati tutti contro a partire della’ACI, alla regione Veneto ultimamente ad altre battaglie portate avanti da associazioni di categoria come “Tutela Patrimonio Motoristico” dell’Ing. Carlo Negri.

salone dell'auto a Torino presenti molte auto storiche bollo auto storiche 2018 esenzioni regioni italiane

Bollo auto storiche, regione per regione

In quali regioni si paga il bollo sulle auto storiche ventennali? A farne le spese sono stati gli appassionati collezionisti di diverse regioni mentre altri più fortunati.
Parlo di Veneto, Umbria, Basilicata e Sicilia regioni che in passato si erano schierate contro questa legge, cercando di mantenerne i costi. Altre regioni sono state più virtuose come la Lombardia ed Emilia Romagna, oltre alla Provincia autonoma di Bolzano: avevano approvato una propria legge prima che entrasse in vigore quella nazionale.

Bollo auto storiche, dipende dalla regione

Il nocciolo della questione è il seguente: “Se il bollo auto storiche, ovvero la tassa di proprietà dei veicoli, è incassato dalle regioni, perché queste non possono decidere autonomamente quali veicoli esentare?“.
La risposta è molto semplice: La Corte Costituzionale lo vieta categoricamente. La Consulta è intervenuta in materia nel 2003 e, nel caso in questione, tre volte nel 2016 e una nel 2017 bocciando le apposite proposte da parte di Umbria, Basilicata, Veneto e Sicilia. In sintesi, le regioni non possono modificarne il presupposto né introdurre nuove agevolazioni, se non per ordine diretto da parte dello Stato. Ma cerchiamo comunque di capire chi paga e chi non paga il bollo auto per le auto storiche ventennali e soprattutto in quale regioni.

Fiat 500 classic con borsa esterna bollo auto storiche 2018 la fiat 500 icona italiana

L’unica eccezione fatta all’interno dello Stivale è data alla provincia di Trento. La Corte costituzionale ha respinto il ricorso dello Stato, perché Trento è una Provincia autonoma a cui è attribuita la competenza in materia fiscale, quindi anche la tassa automobilistica. Per il resto d’Italia invece, ogni proprietario avente un mezzo, a due o quattroruote, immatricolato da massimo 30 anni – iscritto o meno ad un club motoristico – è obbligato a pagare il bollo auto.

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Raffaello Caruso

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre grazie a lui, all'età di 8 anni ho partecipato in maniera agonistica a diverse competizioni di GoKart. Seguo assiduamente ogni competizione motoristica a quattro ruote, soprattutto la F1 di cui sono grande appassionato.
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