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L’ecotassa sulle auto, mette in crisi il mercato

Conseguenze sul mercato e sul lavoro nel settore auto in seguito alle ultime scelte del Governo con ecotasse ed ecobonus

La famosa “ecotassa” sulle auto più inquinanti e l'”ecobonus”, sulle ibride ed elettriche, annunciata dal governo è una dei più grandi errori che si potessero immaginare tale da strozzare un mercato già in difficoltà: vale con l’indotto il 12% del PIL Italiano.
Scusate, non uso mezzi termini, ma quando a decidere ci sono persone non preparate può accadere l’irreparabile.

CRISI DI MERCATO ECOTASSA Con l’arrivo dell’ecotassa, tutte le Associazioni nel mondo dell’auto e gli studi di settore stimano nel 2019 un calo di vendite variabile dall’8 al 15% del mercato, con una perdita variabile da 120.000 (Centro Studi Promotor) a 210.000 (ANFIA) immatricolazioni. Una vera crisi del mercato auto.
Ovvero: minor gettito IVA da circa 500 milioni a circa 1 miliardo e 200 milioni di euro. Un salasso per le casse statali, che non potrà mai essere equilibrato.
Però l’aria, secondo gli incompetenti di turno, sarà più pulita e respirabile perché il mercato si sposterà verso le auto a basse emissioni, ovvero sulle elettriche che costano mediamente il 30% in più della rispettiva versione diesel o benzina, che dovrebbero essere ricaricate da colonnine che non esistono, oppure sulle ibride, che in autostrada, con i motori elettrici distaccati, consumano generalmente il 10% in più delle rispettive versioni benzina.

Auto elettrica conviene?

Conviene un’auto elettrica o ibrida? Ipotizzando che si voglia comprare una Suzuki Swift o una Toyota Yaris ibrida, l’economia per l’utilizzatore si rende possibile solo se si gira con l’auto in città. Ed il pareggio di bilancio sul costo dell’auto nuova, rispetto alla versione benzina, avviene mediamente se si percorrono almeno 15-20.000 km l’anno, tutti percorsi in città!
Considerando gli incentivi che già offrono i Concessionari, si prevede l’incremento di un microscopico 3% del mercato delle ibride, a fronte di un crollo pauroso delle vendite delle auto colpite dall’ecotassa ed una svalutazione del parco auto usate valutabile nel 20-25%, con grande gioia dei Concessionari

Da segnalare poi che il gruppo FCA, che conta in Italia circa 40.000 addetti alla produzione, non ha vetture ibride o elettriche a listino ma solo versioni a metano della 500L e del Doblò, con la 500 Full Electric prevista in arrivo nel 2020.
Ovviamente, oltre ai mancati investimenti programmati, si prevede un ridimensionamento degli occupati del settore, che forse potranno rivolgersi a Di Maio per pretendere il reddito di cittadinanza, da perfetti disoccupati. Senza contare il clima di incertezza dovuto all’arrivo di nuove tasse che porteranno gli utenti a rallentare gli acquisti dell’auto. Una parziale scorciatoia per aggirare l’Ecotassa – almeno nei primi mesi del 2019 – potrebbe essere quella di acquistare una Km 0 poichè non graverà sui veicoli già immatricolati. Ed anche i Concessionari potranno tirate un respiro di sollievo, considerando che si tratta di vetture già pagate alla Casa madre.

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