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Alfa Romeo, la storia della 33 Stradale, Carabo e Montreal

Dal progetto dell’Alfa Romeo Tipo 33 da competizioni sono nati tre modelli unici di serie: la 33 Stradale, la Carabo e la Montreal. La storia delle tre sportive derivate dal modello da competizione.

Nella settima puntata della collana le Storie Alfa Romeo il Biscione racconta la storia di alcuni suoi modelli unici come la 33 Stradale, la Carabo e la Montreal, descrivendo l’evoluzione delle loro forme.

L’evoluzione delle forme auto Alfa Romeo

L’evoluzione delle forme auto Alfa Romeo è stata continua. Negli anni ’30 i maestri carrozzieri realizzavano pezzi unici con linee tondeggianti e sensuali, battendo le lastre a mano. Successivamente, negli anni ’70 e con il progredire della produzione industriale, le forme delle auto vengono semplificate per via delle attrezzature industrializzate.

Alfa Romeo 33 stradale del 1967
Alfa Romeo 33 stradale del 1967

Infine sul finire degli anni Sessanta, queste due correnti stilistiche si separano nettamente. La differenza tra “auto antropomorfa” e “auto di domani” prende vita in modo plastico con la 33 Stradale e la Carabo, due modelli Alfa Romeo sviluppati sulla stessa base tecnica ma con forme distintive.

L’Alfa Romeo 33 Stradale e la Carabo hanno in comune la stessa base tecnica, in cui si concentrano cinquantanni di esperienza Alfa Romeo nelle corse. Ingegno, perizia e coraggio nello scegliere i giusti materiali, uno stile che sposa innovazione tecnologica e creatività: sono gli ingredienti di progetto della Tipo 33.

Autodelta Squadra Corse Alfa Romeo

Nel 1964 il Presidente dell’Alfa Romeo Giuseppe Luraghi decide è il momento di tornare ufficialmente in pista con l’Alfa. Bisogna rimettere in piedi la Squadra Corse e lo fa acquisendo l’Autodelta, azienda di Udine e già partner privilegiato per la produzione delle TZ. A seguito dell’acquisizione dell’Autodelta torna in Alfa Romeo anche l’ing. Carlo Chiti, con il ruolo di responsabile della scuderia ufficiale. Aveva lavorato in precedenza al Portello dal 1952 al 1957.

Alfa Romeo TZ2 davanti alla sede Autodelta nel 1965
Alfa Romeo TZ2 davanti alla sede Autodelta nel 1965

A partire dal 1964 prende il via il nuovo progetto Tipo 33. Luraghi vuole che il suo team realizzi una vettura in grado di competere nelle “categorie del momento” per successo di pubblico e attenzione mediatica: ovvero il mondiale sport prototipi e le cronoscalate.

Autodelta si trasferisce a Settimo Milanese, a metà degli anni sessanta, così da essere più vicino allo stabilimento Alfa Romeo, in particolare avvicinandosi alla pista prove di Balocco.

Alfa Romeo Tipo 33

Nel 1965, il primo telaio Tipo 33 progettato da Alfa Romeo entra nelle officine Autodelta. Si tratta di una struttura tubolare a “H”, asimmetrica, realizzata in lega di alluminio, con integrati al suo interno i serbatoi del carburante. All’anteriore, una struttura in magnesio si occupa di sostenere al meglio sospensioni, radiatori, sterzo e pedaliera.

Il gruppo motore/cambio è montato longitudinalmente in posizione posteriore centrale. La carrozzeria è realizzata in fibra di vetro, consentendo di contenere il peso della vettura nei 600 chili minimi che prevede il regolamento.

Stabilimento Autodelta nel 1968 con Alfa Romeo Tipo 33 sul ponte
Stabilimento Autodelta nel 1968 con Alfa Romeo Tipo 33 sul ponte

La 33 si rivela un progetto ambizioso (e innovativo) con conseguenti tempi di sviluppo non brevissimi. Occorrono quasi due anni, affinché la 33 sia pronta per le gare . All’inizio la vettura monta il 4 cilindri da 1.570 cm³ della TZ2, ma nel frattempo si porta avanti lo sviluppo di un propulsore interamente nuovo. Viene infatti adottata la configurazione 8 cilindri a “V”, due litri di cilindrata e 230 cavalli di potenza al debutto.

La prima 33 al debutto viene subito soprannominata “Periscopica” per via della presa d’aria posta dietro il roll-bar. L’esordio ufficiale avviene alla cronoscalata di Fléron, in Belgio nelle vicinanze di Liegi. Alla guida dell’auto il capo-collaudatore dell’Autodelta, Teodoro Zeccoli. La vettura, il 12 marzo 1967, dopo anni di preparazione meticolosa, vince entrando da regina nelle competizioni.

Questo sarà il primo di una serie di successi sugli autodromi più importanti. Tutte queste vincite in pista portano la 33 sul tetto del mondo, con le vittorie iridate nel Campionato Marche del 1975 e del 1977.

Alfa Romeo Tipo 33 dalle competizioni alla strada

Maturata l’esperienza con la Tipo 33 l’Alfa Romeo decide di tramutare questa conoscenza dalle competizioni alla strada. Fu avviata al produzione della 33 in piccolissima serie per i privati, ma era necessaria una nuova carrozzeria meno estrema che ne interpreti le doti agonistiche ma in chiave stradale.

Alfa Romeo Tipo 33 da corsa
Alfa Romeo Tipo 33 da corsa

Lo sviluppo della vettura viene affidato a Franco Scaglione. Nato a Firenze da famiglia di nobili origini, Scaglione inizia la carriera universitaria in ingegneria aeronautica fino al momento del servizio di leva. Successivamente è costretto a interrompere gli studi per partire per il fronte libico, ma verrà fatto prigioniero a Tobruk.

Verso la fine del 1946 Scaglione rientra in Italia, convinto a non riprendere gli studi, e sceglie di diventare stilista auto. Inizia con Pinin Farina, per poi passare da Bertone, e infine come designer indipendente.

Alfa Romeo 33 Stradale

Con l’Alfa Romeo 33 Stradale, Scaglione mette nel progetto tutta la sua perizia tecnica e audacia creativa. Ne consegue un vero capolavoro dove l’innovazione di stile si fonde con la ricerca dell’aerodinamica e della funzionalità.

Alfa Romeo 33 stradale del 1967 monta lo stesso motore v8 da 230 CV della versione da corsa
Alfa Romeo 33 stradale del 1967 monta lo stesso motore v8 da 230 CV della versione da corsa

Il cofano della 33 Stradale si apre completamente per migliorare l’accesso alle parti meccaniche, e – per la prima volta su un’auto “street-legal”, le portiere sono “a elitra”, al fine di agevolare l’ingresso in una vettura alta meno di un metro. A differenza della versione da pista la vettura ha 10 centimetri in più di passo, e un telaio in acciaio in luogo dell’alluminio.

Il propulsore è lo stesso della Tipo 33, realizzato in lega di alluminio e magnesio, equipaggiato con iniezione meccanica indiretta e corsaiola lubrificazione a Carter secco. Distribuzione bialbero con camme in testa, due valvole e due candele per cilindro. Grazie alla leggerezza della vettura, i 230 cavalli consentono di raggiungere la velocità massima di 260 km/h, e lo scatto 0-100 km/h avviene in 5 secondi e mezzo.

Anteprima a Monza della 33 Stradale nel Gp d’Italia 1967

È il 10 settembre 1967, quando a Monza viene presentata in anteprima la 33 stradale in occasione del Gran Premio d’Italia, nona prova del mondiale di Formula 1. Una gara passata alla storia grazie all’epica rimonta di Jim Clark su Jack Brabham. La vettura viene poi svelata ufficialmente al pubblico presso il Salone di Torino del 1967. Quando viene immessa sul mercato, la 33 Stradale è la sportiva più costosa, con un prezzo di quasi 10 milioni di lire del tempo, contro i 6/7 delle rivali più prestigiose. Gli esemplari prodotti dalla carrozzeria Scaglione sono solo 12. Chi li compra fa l’investimento della vita: oggi hanno raggiunto quotazioni milionarie.

L'Alfa Romeo 33 stradale del 1967 oggi ha un valore inestimabile quotata milioni di euro.
L’Alfa Romeo 33 stradale del 1967 oggi ha un valore inestimabile

Con l’Alfa Romeo 33 Stradale si raggiunge il culmine dello stile di “auto antropomorfa”. Lo stile Alfa Romeo di quel periodo intraprende anche altre strade. Nasce il concetto dell’auto del futuro, che somiglia a un’astronave, e prende vita negli anni cinquanta con la “Disco Volante” disegnata da Touring. Era una spider basata su avanzati studi aerodinamici, con parafanghi bombati lateralmente e raccordati al corpo vettura basso e filante.

Alfa Romeo Carabo del 1968

A distanza di un anno presso il Salone dell’Auto di Parigi del 1968 Alfa Romeo mostra una “dream car” che porta avanti un concetto di idee estreme, ecco la Carabo disegnata dal trentenne Marcello Gandini per Bertone.

Anche la Carabo è realizzata sulla meccanica della 33 Stradale, utilizzata in quegli anni anche da altri designer per esercizi one-off come l’Iguana di Giorgetto Giugiaro, la 33 Coupé Speciale e la Cuneo di Pininfarina, la Navajo di Bertone. Medesima altezza del corpo vettura, meno di un metro, ma abbandona completamente le linee tondeggianti. Nasce uno stile inedito con linee taglienti, dal profilo a cuneo alle porte con apertura “a forbice”.

Alfa Romeo Carabo del 1968
Alfa Romeo Carabo del 1968

Il nome della Carabo deriva dal “Carabus auratus”, un coleottero dai colori metallici e brillanti. Queste colorazioni sgargianti vengono quindi riproposte sulla vettura: verde luminescente con dettagli arancione. Da questa vettura in poi Alfa Romeo rivolge particolare attenzione alle tinte estrose per la carrozzeria e alle tecniche di verniciatura speciali. Questa ricerca cromatica proseguirà successivamente con la Montreal.

Alfa Romeo Montreal

Nel 1967 si svolge l’Esposizione Universale di Montreal dove tutte le nazioni del mondo partecipano con le loro migliori realizzazioni tecniche e scientifiche. Spetta ad Alfa Romeo rappresentare un simbolo tecnologico per l’Expo, una vettura che prefiguri “la massima aspirazione dell’uomo in fatto di automobili”. I tecnici Satta Puliga e Busso affidano il progetto a Bertone, mentre il designer Marcello Gandini si occuperà della carrozzeria e degli interni. Il risultato è spettacolare con i visitatori nordamericani che rimangono affascinati dall’eleganza e i contenuti della vettura.

Alfa Romeo Montreal del 1970
Alfa Romeo Montreal del 1970

Visto il favore del pubblico, viene realizzata anche versione di serie, esposta al Salone di Ginevra nel 1970. A differenza del concept originario, questa Montreal ha un motore V8 derivato dalla Tipo 33, portato a 2.6 litri e limitato a 200 cavalli. La vettura cattura l’attenzione anche per la grande varietà di colori, sia pastello sia metallizzati: dal verde (già usato per la show car dell’Expo) all’argento, dall’arancio all’oro.

Foto Alfa Romeo 33 Stradale, Carabo e Montreal

Storie Alfa Romeo, settimo episodio VIDEO

Alfa Romeo 33 Stradale, Carabo e Montreal: settimo episodio Storie Alfa Romeo VIDEO

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