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Formula 2, l’era dei motori incredibili 2 litri

Come erano una volta le monoposto di Formula 2: ripercorriamo gli anni di maggior lustro della categoria in cui montavano i famosi propulsori 2 litri di Honda, Ford Cosworth e BMW da 12.000 g/m con potenze specifiche stratosferiche prima di passare al 3.000 cc

Le monoposto Formula 2 di una volta erano molto diverse da quelle che siamo abituati a vedere durante l’attuale campionato F2 che va a contornare alcuni weekend della Formula 1. Queste erano macchine da competizione velocissime che montavano propulsori 2 litri, motori aspirati da 300 CV derivati di serie. Motori incredibili che già negli anni ‘80 riuscivano ad ottenere valori di potenza specifica elevatissimi. Vediamo come erano concepiti questi propulsori della F2 2 litri imiegati per correre con le monoposto nella serie propedeutica alla Formula 1 (F1, F2 e F3

Formula 2, motori 2 litri con potenza specifica incredibile

Quando le monoposto Formula 2 correvano con propulsore 2 litri diedero vita ad una categoria stupenda, disputata dal 1972 al 1984. Inizialmente i motori dovevano essere derivati di serie e fino al 1976, quando valse questo regolamento, le due unità più competitive furono i motori Ford Cosworth BDS e i BMW, entrambi con architettura 4 cilindri in linea, testa bialbero 16 valvole e iniezione meccanica con ghigliottina a 4 condotti separati.

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Niki Lauda a bordo della sua March Ford monoposto di Formula 2

Sostanzialmente erano dotati di basamenti derivati dalla grande serie (il Ford Kent per il Cosworth e il leggendario 1602 per il BMW), con sofisticate testate sviluppate per le competizioni. Questi propulsori, limitati proprio dal monoblocco non eccessivamente robusto, avevano una potenza massima di circa 240 CV con un regime di rotazione prossimo ai 9.000 giri/min e un sound pazzesco.

Formula 2 anno 1980 al via con Andrea De Cesaris e Teo Fabi

Motore Coswort 2 litri in F2

Il Cosworth, nel frattempo, crebbe di cilindrata, fino alla soglia dei 2 litri, impiegando un nuovo basamento in alluminio, poiché il vecchio, con canne in ghisa, aveva un interasse dei cilindri troppo limitato per aumentarne l’alesaggio senza lamentare problemi di affidabilità.

Motore 6 cilindri Renault 2 litri

Nel 1976 il regolamento conobbe una maggiore liberalizzazione a favore di unità appositamente progettate per le competizioni e la Renault, con l’appoggio economico della ELF, approntò un V6 potentissimo, che permise a diversi piloti francesi, tra cui René Arnoux, di vincere l’ambito Campionato in cui spesso si cimentavano anche i piloti di F1.

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Elf Renault con René Arnoux con il motore Renault V6 2 litri

L’arrivo di Honda in Formula 2 con il V6 da 340 cavalli

Nuovi investimenti della BMW, un’ulteriore evoluzione del Cosworth BDA da parte del tecnico Brian Hart (che gli diede il suo nome) e un successivo disinteresse della ELF per la Formula 2, in vista dell’ingresso in F1 con la stessa Renault nel 1977, diedero nuovo vigore alla categoria e aprirono le porte alla Honda.

La casa nipponica schierò un potentissimo motore V6 con angolo a 80° capace di erogare nella configurazione più spinta circa 340 CV con un regime massimo di 12.000 giri/min. In quest’ultimo periodo, a fronte di potenze specifiche nell’ordine dei 170 CV/l, anche con l’impiego di sistemi d’iniezione meccanica rozzi come il Kugelfisher, i motori necessitavano di revisioni continue per scongiurare tragiche rotture.

C’è da notare, come disse l’ing. Forghieri in una recente intervista, che il limite massimo dei sistemi d’iniezione meccanica era proprio la soglia dei 12.000 giri/min, regime oltre il quale anche il prodigioso 3 litri V12 Ferrari degli anni ‘70 non riusciva ad andare proprio per questa ragione.

Per seguire la Honda, BMW e Hart portarono al limite i loro 4 cilindri, generando una corsa alle potenze che fece innalzare i costi a un livello simile a quello della F1.

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Geoff Lees sulla Ralt RH6/81-Honda

La Formula 2 lascia il passo alla F3000

A fronte di questi fatti e per riciclare i numerosi Cosworth DFV 3 litri dismessi dalla Formula 1 con l’arrivo del turbo, la Formula 2 fu eliminata e al suo posto nacque la F3000. Peccato che i costi non scesero affatto, anzi! Solo che bisognava trovare un luogo di sbocco per tutti quei DFV, che, di sicuro, non potevano essere rottamati!

È interessante notare che gli ultimi 4 protagonisti della Formula 2 2 litri furono le basi di partenza per i propulsori di Formula 1 turbo che dominarono gli anni successivi: il Renault, l’Honda, il BMW e anche l’Hart, ridotti a 1,5 litri per regolamento, trovarono posto nella massima categoria. Il Ferrari Dino V6 24V utilizzato da Minardi, invece, non si dimostrò mai competitivo.

Non bisogna dimenticare anche lo Zakspeed, sempre derivato dal leggendario Cosworth BDA, su cui il costruttore tedesco maturò una grande esperienza preparando le Ford Capri ufficiali Gruppo 5: fu impiegato come base di partenza dalla Ford per preparare il motore F1 turbo, ma poi la Casa dell’Ovale preferì rivolgersi direttamente alla Cosworth, che realizzò un V6 non molto competitivo.

bmw formula 2
Marc Surer sulla sua March BMW

Formula 2 di ieri e di oggi

A fronte di un passato leggendario, motoristicamente parlando, oggi la Formula 2 è un semplice Campionato Monomarca per rampolli di ricche casate in grado di comprare uno o due team di Formula 1 per far divertire i loro pargoli (ogni riferimento a piloti e team è puramente casuale). Ma se paragoniamo i numeri relativi alla potenza di una monoposto Formula 2 di una volta, a quali livelli di potenza potrebbe arrivare oggi un 4 o 6 cilindri?

Con una distribuzione convenzionale a molle e iniezione elettronica la Kawasaki ha dimostrato di poter raggiungere i 15.000 giri/min utili in Superbike; su un propulsore 2 litri, con valvole di maggiori dimensioni e peso, è lecito aspettarsi un regime massimo di 14.000 giri/min e potenze nell’ordine dei 400 CV. Con distribuzione pneumatica e regimi di rotazione superiori ai 18.000 giri/min, invece, si potrebbero ottenere potenze intorno ai 550-580 CV.

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Ecco come appare oggi una monoposto Formula 2

Queste resteranno sempre e comunque ipotesi: non credo che in futuro qualche categoria automobilistica intraprenderà questa strada, con sommo dispiacere di noi tutti appassionati! Su un motore stradale aspirato, i 120 CV/l oggi non sarebbero assolutamente un problema, ma per questioni legate all’inquinamento questa tipologia è destinata a scomparire presto.

La Formula 2 oggi

Il Consiglio Mondiale della FIA a partire dal 2017 la GP2 Series è stata rinominata in Campionato FIA di Formula 2.

In Formula 2 nell’anno 2019 ha corso Mick Schumacher 

Mick Schumacher Ferrari con Binotto
Mick Schumacher Ferrari in Formula 2

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Raffaello Caruso

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre grazie a lui, all'età di 8 anni ho partecipato in maniera agonistica a diverse competizioni di GoKart. Seguo assiduamente ogni competizione motoristica a quattro ruote, soprattutto la F1 di cui sono grande appassionato.
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