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TARGA ESTERA EVASIONE FISCALE

Ecco i meccanismi dell'evasione fiscale con auto dotate di targa straniera e la soluzione per contrastarla.

Per contrastare l’evasione fiscale di auto con targa estera è stata effettuata una modifica all’art. 103 del Codice della Strada apportata dalla Legge di Stabilità ed approvata a suo tempo dal Senato. E’ stata pensata per risolvere il problema delle auto con targa straniera che circolano liberamente nel nostro Paese, evadendo il pagamento del bollo auto, delle multe e dei premi di assicurazione.
Ma a quanto pare e secondo il parere di molti non è stata una strada giusta. Anzi con questo provvedimento ha penalizzato addirittura il settore automobilistico.

Da una stima sommaria sembra che in Italia siano cinque milioni le vetture con targa estera. Purtroppo tutti cercano la soluzione per pagare meno soprattutto in questo settore dell’auto dove in Italia il livello dei costi è decisamente superiore: basti pensare che rispetto alla Germania paghiamo 10 volte di più bolli ed i passaggi di proprietà. Una Mercedes-AMG GT paga in Italia circa 7.000 Euro tra bollo e superbollo (tassa di proprietà), mentre in Germania la tassa di circolazione costa meno di 500 euro. 
Si targa straniero per risparmiare sul superbollo, sul bollo o cercare di farla franca da multe.

Evasione fiscale targa estera. I meccanismi che consentono l’evasione con auto dotate di targa estera

Sono due. Il primo, lo straniero residente in Italia acquista il veicolo usato in Italia, a prezzo di saldo, avverte il professionista venditore che dovrà occuparsi dell’esportazione in un paese straniero, tipicamente nell’Europa Centro orientale, dove sarà immatricolato in nome di un cittadino di quel paese, che per caso è anche un familiare dell’acquirente, per poi tornare in Italia dove circolerà indisturbato, in barba al fisco ed alle multe.

Nel secondo, un cittadino italiano chiede ad un’azienda di leasing estera di acquistare quel certo veicolo, importarlo nel paese e stipulare un contratto di noleggio/leasing con l’utilizzatore italiano, che circolerà indisturbato nel nostro Paese con bolli e premi di assicurazione RCA decisamente ridotti.

Quale è la soluzione per contrastare l’invasione di targhe straniere?

Il fenomeno potrebbe essere risolto in diversi modi. Con un efficace accertamento della continuità di utilizzo del veicolo con targa straniera, che, dopo sei mesi, deve essere reimmatricolato in Italia, ponendo fine all’impunità. E’ questa la soluzione, che deve essere identificata coinvolgendo l’Aci, che gestisce il PRA, le associazioni di categoria e dei consumatori. Il provvedimento approvato in Senato, invece, che subordinare l’esportazione dei veicoli alla loro reimmatricolazione estera ha scontentato tutti limitandosi a complicare la vita del cittadino che anziché spendere 60-70 Euro per demolire il suo veicolo, ne ricava 200-300 da un immigrato che lo farà reimmatricolare nel suo Paese. Inoltre ha penalizzato un canale di vendita dei professionisti che esportano con difficoltà legittimamente lo stock di veicoli poco attraenti per il mercato italiano. Da considerare anche che agli autodemolitori hanno visto sfumare una quota non trascurabile del loro giro d’affari.

Una soluzione più logica per contrastare il fenomeno della targa estera?

Riducendo costi di bolli, superbolli e passaggi di proprietà, allineandoli, molto semplicemente a quelli tedeschi.

L’ING. CARLO NEGRI di MOTORI ITALIA è la punta dell’iceberg di un malcontento generalizzato che regna tra gli automobilisti costretti a pagare ormai da anni bolli auto di importi elevati e rappresenta soprattutto quello dei proprietari delle auto ventennali (tra 20 e 30 anni) che si sono visti abolire improvvisamente l’agevolazione precedentemente concessa.

NEL TARDO POMERIGGIO FORNIREMO I TESTI DELLE LETTERE DA INOLTRARE E I RELATIVI INDIRIZZI

Pubblicato da Carlo Negri su lunedì 29 gennaio 2018

RADIAZIONE VEICOLO X DEMOLIZIONE ESPORTAZIONE
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