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Taglio delle emissioni auto, l’Europa spinge ma in Italia è caos blocchi

Eccessive le misure UE sulla ulteriore riduzione delle emissioni (-35% per le auto) che dal 1995 ha abbassato del 96% i livelli di C02 e di oltre il 90% quelli di Nox e di Pm

Mentre arrivano notizie di blocchi della circolazione sempre più stringenti, è iniziata una importante sfida dell’auto, la riduzione delle emissioni con l’obiettivo di traghettarla in un futuro più sostenibile dove la mobilità sarà in gran parte elettrificata. Quest’ultima però stenta a decollare come confermano le irrisorie vendite in Italia. Poi ci sono tanti dubbi oltre ai costi eccessivi. Cosa accadrà con lo smaltimento delle batterie, quali sarano gli effetti negativi derivanti dalle emissioni elettromagnetiche delle batterie in fase di ricarica?
Ha ragione Tavares quando dice che “la svolta elettrica è una scelta emotiva e piena di incognite“.

Carlos Tavares, il numero uno del gruppo automobilistico PSA (Peugeot, Citroën, DS e Opel) è scettico sulla decisione presa dai ministri dell’ambiente UE di inasprire entro il 2030 i limiti delle emissioni di CO2 del -35% per le auto e -30% per i furgoni con l’obiettivo dei 95 gr/km etro il 2021. Carlos Tavares, Presidente del Direttorio di Groupe PSA«Il mondo è impazzitoDICE TAVARES in una intervista al SOLE 24 ORE  – Il fatto che le autorità ci ordinano di andare in una direzione tecnologica, quella del veicolo elettrico, è una grande svolta. Non vorrei che poi tra 30 anni si scoprisse qualcosa di meno bello di come ce lo immaginiamo, sul riciclaggio delle batterie, sull’uso dei materiali rare del pianeta, sulle emissioni elettromagnetiche della batteria in situazione di ricarica. Come faremo a produrre più energia elettrica pulita?
Come si fa a far sì che l’impronta di carbonio di una batteria del veicolo elettrico non sia un disastro ecologico? Come fare in modo che il riciclaggio di una batteria non sia un disastro ecologico? Come trovare abbastanza materie prime rare per fare le cellule e le chimiche delle batterie nel tempo? Chi affronta la questione della mobilità pulita nella sua globalità? Chi oggi pone la questione in modo sufficientemente ampio da un punto di vista sociale per tener conto di tutti questi parametri? Mi preoccupo come cittadino, perché in quanto produttore di macchine non sono ascoltato. Tutta questa frenesia, tutto questo caos, si ritorceranno contro di noi perché avremo preso decisioni sbagliate in contesti emotivi».

AUMENTO EMISSIONI COMBUSTIONE

Nel 2017 le emissioni europee di anidride carbonica prodotte dalla combustione di carburanti e combustibili fossili è aumentata dell’1.8%. In Italia l’aumento è stato del 3,2%, dato fornito dall’Eurostat e favorito dalla paura del diesel. Bisogna riconoscere il fatto che a parità di km, oggi le auto a benzina emettono meno ossidi di azoto, ma emettono più anidride carbonica mentre quella a gasolio producono meno C02 ma più ossidi di azoto. Nove persone su 10 respirano aria troppo inquinata ricorda l’Oms. Questa è la situazione.

TAGLI EMISSIONI IMPOSTI DA UE -35%, eccessivo inasprimento

L’Europa, con i suoi 28 ministri dell’Ambiente, ha deciso un taglio del 35% delle emissioni entro il 2030 per le auto. Tutto questo per rispettare il protocollo di Kyoto, nel tentivo di contrastare l’effetto serra (il 94% del settore trasporti è provocato dal traffico automobilistico e dal trasporto su gomma) e per indurre l’industria automobilistica del Vecchio Continente non solo a costruire veicoli meno inquinanti ma perfino a diffondere dati più attendibili sulle emissioni.

Non è sfuggita però la decisione dei ministri dell’ambiente dell’UE di inasprire i limiti per le emissioni di C02 di auto e furgoni, rispettivamente del -35% e – 30% entro il 2030 (60 gr/km). Il compromesso a -35% è passato con 20 Stati favorevoli fra cui l’Italia e la Germania. Molte case automobilistiche hanno giudicato eccessivo questo taglio preoccupati di mettere a rischio molti posti di lavoro.

INCENTIVI AUTO E SANZIONI

Il Consiglio dei ministri dell’Ambiente ha concesso un sistema di incentivi nella contabilizzazione delle riduzioni delle emissioni per aiutare così le industrie ad incrementare le vendite di auto elettriche ed ibride entro il 2030. Inoltre l’Europarlamento vorrebbe introdurre anche sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi europei sui tagli di C02.

UTOPIA UE sulle emissioni?

Viene però da chiedersi se la tecnologia sia in grado di produrre in 12 anni vetture che consumano il
35% in meno, conservando le stesse prestazioni: utopia UE? L’industria automobilistica dal 1995 ha ridotto del 96% i livelli di C02 e di oltre il 90% i livelli di Nox e di Pm grazie all’investimento di ingenti risorse nella Ricerca e Sviluppo. I livelli attuali delle emissioni sono già bassissimi ed ogni piccolo tentativo di riduzione comporta costi eccessivamente insostenibili.

PALERMO No Smog Mobility

Lo si è appreso a Palermo in occasione di  <No Smog Mobility> una manifestazione dedicata alla mobilità sostenibile giunta all’ottava con due giorni di forum e tavole rotonde per approfondire i diversi temi legati al rispetto dell’ambiente e alle nuove esigenze.
Qui c’erano Fca, Bmw, Psa, Ford, Volvo (ha l’obiettivo di far si che nessun suo modello entro il 2020 sia protagonista e causa di incidenti mortali grazie ai sistemi di ultima generazione), Jaguar Land Rover (entro il 2025 il marchio proporrà solo auto elettriche), Nissan (Leaf sempre più evoluta), Bosch, Assogomme, Unrae, Yamaha. A Palermo sono stati illustrati i programmi futuri, molti dei quali hanno riguardato nuovi modelli elettrici, a guida autonoma (Ford a Miami e a Detroit con alcune Fusion vengono consegnate pizze a domicilio grazie alla partnership con Domino’s), super connesse, intelligenti.
Convention No Smog Mobility Palermo 2018

INASPRIMENTO BLOCCHI E CAOS

In Italia circolano ancora 4,6 milioni di veicoli che non raggiungono nemmeno la soglia Euro 2. E di riflesso entreranno in azione le amministrazioni locali con inasprimento dei blocchi, vietandone la circolazione e conseguente caos per molti. Il maggior numero di vetture rottamate non sarà compensato dalla stessa domanda di auto nuove. Probabilmente saranno meno le auto in circolazione e meno lavoro nella filera dell’auto con conseguenze e ripercussioni anche per i posti di lavoro: inevitabilmente chiusura di aziende e di alcune fabbriche.
Milano Area B, ecco i divieti in vigore da gennaio 2019

PROVVEDIMENTI ANTINQUINAMENTO AUTO AL NORD PIEMONTE

Intanto i provvedimenti anti inquinamento per le auto hanno creato caos in molte città del nord con una forte limitazione alla circolazione auto. Prendiamo in esame ad esempio il Piemonte.
In Piemonte dal 15 ottobre i veicoli Euro 0, qualunque sia l’alimentazione, non possono circolare. I diesel Euro 1 e 2 devono stare fermi dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì. A questi si aggiungono 142 mila mezzi diesel Euro 3, banditi dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì fino al 31 marzo.
Fanno eccezione i diesel Euro 1,2 e 3 dei veicoli commerciali. Nessun divieto per persone con oltre 70 anni: possono guidare sempre anche se hanno un diesel 1, 2 o 3.
Cartello limitazioni al traffico Venezia Mestre
Tre i livelli: quello arancio scatta dopo quattro giorni consecutivi con il Pm10 oltre i 50 microgrammi per metro cubo (dalle 8 alle 19 si bloccano i diesel fino all’Euro4 per il trasporto persone e fino all’Euro3 per il trasporto merci, mentre gli Euro4 sono bloccati dalle 8.30 alle 14 e dalle 16 alle 19 nei giorni feriali e dalle 8.30 alle 15 e dalle 17 alle 19 il sabato ed i festivi. Dopo 10 giorni di sforamento si passa al rosso: ai precedenti divieti si aggiungono i diesel Euro5 e i benzina Euro 1 trasporto persone e i veicoli commerciali diesel Euro 5/V e benzina Euro 1. Infine dopo 20 giorni di smog, livello viola: i precedenti blocchi si applicano dalle 7 alle 20. Anche in questo caso nessun divieto per i 70 enni, per gli artigiani in reperibilità mentre mercatali e veicoli commerciali avranno la finestra 8-8.30 e 14-16 nei giorni feriali che diventeranno 15-17 il sabato e i festivi.

Anche a Roma esistono limiti per la circolazione per fascia verde e anello ferroviario ma anche per il centro urbano e in molte altre città del Nord.

Attualmente il parco circolante italiano conta circa 37 milioni di veicoli, di questi oltre 7 milioni sono ante Euro 3, circa il 20,4% del totale.

 

RINNOVO PARCO AUTO e costi da sostenere

Ma quanti saranno gli automobilisti disposti ad acquistare le novità del futuro, dalla Volvo concept 360
alla Jaguar I-Pace alla Jeep Renegade ibrida, per fare qualche esempio, pagando di più per muoversi più lentamente? Per rinnovare il parco auto ci sono costi che non tutti possono sostenere. Molti, quelli che non potranno affrontare l’acquisto di una nuova vettura saranno costretti a viaggiare con le auto in loro possesso, emettendo di riflesso più C02 e con tutte le difficoltà del caso.
Altri non avranno problemi e protranno usufruire di nuovi modelli all’avanguardia. La tecnologia avanza e sicuramente, nonostante costi e sforzi sempre maggiori, l’industria automobilistica troverà soluzioni adeguate alle pressanti richieste di riduzione e contenimento emissioni di cui in molti si auspicano un ragionavole ridimensionamento verso valori già bassi come quelli Euro5 e primi Euro6.
Volvo Concept 360

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Vincenzo Bajardi

Vincenzo Bajardi giornalista professionista dal 1987. Ha iniziato con la rivista Auto, poi fino al maggio 2009, responsabile delle pagine produzione auto al Corriere dello Sport-Stadio. Collabora con Italpress, Repubblica Motori, La Sicilia, La Gazzetta del Mezzogiorno, ZeroZero News, Sicilia Motori. In passato ha scritto su Autosprint, GuerinSportivo, Roma, L’Ora.
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