GUIDE CONSIGLINews auto

Park Assist, come funziona il parcheggio automatico assistito

Il sistema di parcheggio assistito è disponibile anche su modelli di fascia medio bassa ed aiuta il guidatore ad effettuare manovre di parcheggio paralleli o perpendicolari, a pettine o a spina di pesce

I Park Assist, ovvero i sistemi di parcheggio assistito sono probabilmente i congegni di aiuto alla guida più graditi agli automobilisti e si stanno diffondendo anche su modelli di fascia medio bassa: è molto ampia la forbice di prezzo (prezzi da 500 euro a salire) e di efficacia tra i vari sistemi di parcheggio automatico proposti dalle diverse case costruttrici come Peugeot, DS, Ford, Opel, VW, Mercedes e tante altre.

Park Assist, come funziona

Il park assist è dotato di sensori a ultrasuoni che servono a individuare uno spazio adatto al parcheggio dell’auto, paralleli o perpendicolari rispetto al senso di marcia, a pettine o a spina di pesce.

Il sistema si attiva premendo il tasto “Park Assist”: il dispositivo inizia a scansionare lo spazio circostante alla ricerca di un parcheggio. Il pilota può comunicare alla centralina da quale lato desidera parcheggiare inserendo la freccia.

Park assist sulla Ford Mondeo Hybrid 2019, aiuto al parcheggio automatico
Park Assist parcheggio assistito Ford Mondeo

Una volta trovato un posto adatto alle dimensioni della vettura – ovvero 80 centimetri più largo o lungo – la centralina visualizza un messaggio sul display. Al guidatore viene indicata qual è la posizione di avvio della manovra; una volta raggiunta gli viene richiesto di inserire la retromarcia.

A questo punto il sistema si impossessa dello sterzo e indica al guidatore, tramite i sistemi di bordo – display, sintetizzatore vocale – come modulare acceleratore, freno e cambio – per la retromarcia – in modo da parcheggiare correttamente.

I modelli più evoluti gestiscono anche acceleratore, freno e anche cambio, se automatico. Il guidatore deve comunque prestare attenzione alla manovra, perchè al sistema automatico potrebbero sfuggire alcuni ostacoli – paletti, “panettoni” in cemento, pedoni – e quindi potrebbe dover intervenire personalmente sul pedale del freno per fermare il mezzo.

Park assist sulla Peugeot 508, esempio in video

Parcheggiare con il telecomando su BMW e Mercedes-Benz

Su alcuni modelli BMW è possibile avere come optional la Display Key, un particolare telecomando dotato di schermo che permette di avviare il parcheggio automatico anche se si è fuori dall’auto.

Con BMW è possibile parcheggiare l’auto con un telecomando

È utile in particolare per chi ha un garage stretto e vuole evitare occasioni di contatto tra gli sportelli e i muri. Il tutto avviene tenendo premuto un pulsante e si può fermare istantaneamente la vettura semplicemente rilasciandolo.

Video dimostrativo parcheggio automatico sulla Peugeot 3008

Mercedes-Benz offre le stesse funzioni ma tramite l’app “Remote parking Pilot” .

Mercedes-Benz Classe A Sport Extra, Active Parking Assist con PARKTRONIC
Mercedes-Benz Active Park Assist con Parktronic

Park Assist, i limiti del parcheggio assistito

Come detto, i sensori dei sistemi di parcheggio assistito potrebbero avere difficoltà a riconoscere alcuni ostacoli, o troppo bassi (panettoni, paletti, aiole sporgenti) o troppo alti (cassoni dei camion), e a gestire il parcheggio a spina di pesce o a pettine, non gradito da tutti i dispositivi.

Parcheggiare l'auto con l'app dal telefono smartphone: parking Pilot di Mercedes-Benz
Parcheggiare con lo smartphone attraverso l’app Remote parking Pilot di Mercedes-Benz

Inoltre, il numero di manovre e il tempo necessario al parcheggio dipendono dalla disponibilità di spazio a disposizione: più è angusto lo spazio, più tempo e manovre serviranno. Esattamente come per il classico parcheggio “manuale”.

Park assist parcheggio assistito Ford Focus

Video Park Assist di Volkswagen

Commenta

Tags

Manuel Cerfeda

Da sempre appassionato di automobilismo e di scrittura. È ingegnere e lavora nel campo delle energie rinnovabili. Ama leggere libri di tecnica motoristica e automobilistica, in particolare sulla storia della Formula 1 e delle auto da competizione in genere. Molto attratto dalle auto storiche, in particolare le youngtimer: il suo sogno è una Porsche 911 Carrera 4 Targa, serie 964 del 1989. Possibilmente rossa. E' autore umoristico e satirico: scrive sulla rivista “L’odio digitale” e ha pubblicato i libri “Autopsie ipocaloriche e altri metodi per perdere peso” e “L'anagramma di derma (non madre, quell'altro)”.
Close
Close