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Contro lo stop del motore termico dal 2035, AGGIORNAMENTO

A Strasburgo è stata definita la posizione dei Paesi contrari all’Euro 7 ed allo stop alla vendita di auto con motore termico benzina e diesel dal 2035. Contro la direttiva europea oltre all’Italia e alla Germania ci sono Polonia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia e Portogallo.

L’annuncio del Governo italiano sul voto contrario allo stop delle auto con motore termico dal 2035 ha sortito gli effetti sperati. Il provvedimento non è stato all’ordine del giorno del Consiglio Ue del 7 marzo 2023. L’Unione si è spaccata dopo che l’Italia ha annunciato il voto contrario al Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti dei Paesi UE. Con l’Italia si sono schierate contro lo stop del 2035 Polonia, Bulgaria e anche la Germania. L’asse con Berlino è stato sancito dalla telefonata di Matteo Salvini, Ministro dei Trasporti Italiano, con il Ministro federale tedesco per il Digitale e i Trasporti, Volker Wissing.

Il fronte dei Paesi contrari poi si è allargato con l’aggiunta di Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia e Portogallo. Il 13 marzo 2023, su iniziativa della Repubblica Ceca, si sono riuniti a Strasburgo in un vertice dove hanno espresso il loro parere contrario anche alla direttiva Euro 7.

Vertice di Strasburgo contro lo stop del 2035 e norma Euro 7

Il fronte contrario allo stop del 2035 si è allargato anche con Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia e Portogallo. A Strasburgo in Francia il 13 marzo 2023 si è tenuto un incontro fra i rappresentanti dei vari Governi.

Italia contro lo stop al motore termico dal 2035
L’Italia contro lo stop al motore termico dal 2035

Al vertice organizzato dal ministro ceco, Martin Kupka, per l’Italia c’era il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini assieme agli omologhi di Germania (Volker Wissing) e Polonia (Andrzej Adamczyc). Da remoto hanno partecipato i rappresentanti di Ungheria, Romania, Slovacchia e Portogallo.

Gli Stati contrari in occasione del vertice di Strasburgo hanno espresso la loro contrarietà anche sulla direttiva Euro 7, la cui entrata in vigore è prevista il primo luglio 2025 per i veicoli leggeri nuovi (quindi anche per i furgoni) e il 1º luglio 2027 per i veicoli pesanti nuovi.

Matteo Salvini al vertice di Strasburgo contro lo Stop del 2035
Matteo Salvini al vertice di Strasburgo contro lo stop del 2035

Al vertice si è fatto il punto sui negoziati e si è discusso soprattutto in merito alla richiesta tedesca di introdurre una deroga per gli e-fuel.

Transizione energetica irreale solo con l’auto elettrica

Il mancato voto ha creato una situazione di stallo e gli esponenti del fronte contrario al vertice di Strasburgo hanno definito irreali gli obiettivi di decarbonizzazione e di transizione energetica previsti dal Fit for 55 e dall’Euro 7:

“Li riteniamo irrealistici e vorremmo poterli modificare nei prossimi mesi – ha spiegato Martin Kupka, ministro dei Trasporti della Repubblica Ceca – inoltre, siamo preoccupati del potenziale effetto negativo anche sull’ambiente perché con l’aumento dei costi delle auto non favoriranno l’aggiornamento delle flotte. Meno persone potranno permettersi di cambiare auto. La proposta è controproducente, è necessario modificarla nei prossimi mesi dal momento che richiede azioni non realistiche”.

Martin Kupka, il Ministro dei Trasporti della Repubblica Ceca, che ha organizzato il vertice dei Paesi contrari a Strasburgo
Martin Kupka, il Ministro dei Trasporti della Repubblica Ceca, che ha organizzato il vertice di Strasburgo

Al vertice di Strasburgo sono stati invitati anche i rappresentanti della Commissione UE che però hanno rifiutato l’invito, i quali sono tornati a difendere il loro piano: “La riduzione delle emissioni di ossidi di azoto e di particolato prevista dall’Euro 7 limita l’inquinamento atmosferico e dunque serve a proteggere la salute dei cittadini: ogni miglioramento è a loro vantaggio”. Inoltre si potranno sempre esportare i motori a combustione interna fuori dall’Unione. Siamo pronti a dare chiarimenti alle preoccupazioni espresse dai Paesi membri, con i quali siamo impegnati in una collaborazione stretta e costruttiva”.

Appello alle case auto: “Aspettate a dire addio ai motori termici

A Strasburgo è emerso un blocco compatto contro l’addio al motore termico, che ha trovato anche l’appoggio di Thierry Breton, commissario europeo al Mercato interno e all’Industria. L’importante rappresentante europeo si è rivolto direttamente alle case auto, invitandole ad aspettare a dire addio definitivamente ai motori termici a combustione interna.

Thierry Breton, commissario europeo al Mercato interno e all'Industria
Thierry Breton, commissario europeo al Mercato interno e all’Industria

Ecco le sue parole: “Non è stata ancora presa nessuna decisione. Lo dico ai costruttori, aspettate che la democrazia abbia completato il suo percorso prima di fare delle scelte. Mantenete entrambe le tecnologie motoristiche finché la decisione non sarà finalizzata nelle prossime settimane”.

Stop auto 2035, Volvo: “Sbagliato tornare indietro”

Al fronte dei Paesi contrari, di cui fa parte l’Italia, si è rivolto anche l’AD di Volvo Jim Rowan. In rappresentanza della casa svedese (ora controllata dai cinesi della Geely), ha dichiarato in un post su Linkedin: “L’anno scorso, i governi dell’Unione e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo storico per fissare un obiettivo per le zero emissioni allo scarico per tutte le autovetture e i furgoni di nuova immatricolazione entro il 2035.

Ciò rappresenterebbe un divieto, di fatto, alla vendita di nuovi veicoli alimentati da combustibili fossili. Il Parlamento ha confermato tale accordo il 14 febbraio. Gli Stati membri avrebbero dovuto fare lo stesso all’inizio di marzo.

Jim Rowan, AD di Volvo, contro i Paesi dissidenti
Jim Rowan, AD di Volvo, contro i Paesi dissidenti

Tuttavia, ora alcuni di loro stanno tentando di far deragliare il processo. Si tratta di uno sviluppo profondamente preoccupante e deludente. Ora non è il momento di fare marcia indietro e di bloccare gli obiettivi climatici basati sulla scienza per il nostro settore. Ora non è il momento di anteporre interessi politici interni alla salute e al benessere del nostro pianeta e dei cittadini dell’Ue e in effetti delle generazioni future. Ora è il momento di una politica e di una leadership forte, decisa e progressista”.

Stop auto 2035, l’Italia è contraria

Lo stop del 2035 è stato messo in discussione inizialmente dalla posizione contraria dell’Italia alla vigilia della riunione del Coreper. In quell’occasione il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) in una nota ha dichiarato il voto contrario sulla decisione europea, pur condividendo gli obiettivi di decarbonizzazione.

In questa fase l’Italia infatti sostiene che i target ambientali vadano perseguiti attraverso “una transizione economicamente sostenibile e socialmente equa”, pianificata e guidata con grande attenzione, per evitare ripercussioni negative per il Paese sia sotto l’aspetto occupazionale che produttivo.

Transizione energetica SI ma non solo elettrica

Nella sua posizione contraria allo stop del 2035 l’Italia ritiene anche che la scelta dell’elettrico non debba rappresentare, nella fase di transizione, l’unica via per arrivare a zero emissioni. Con il voto contrario il Governo chiede all’Europa, nel difficile processo di decarbonizzazione, di tenere conto delle diverse realtà nazionali con una più graduale pianificazione dei tempi.

Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase)
Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase)

Infatti, secondo il ministro Gilberto Pichetto Fratin, l’utilizzo di carburanti rinnovabili, compatibili con i motori termici, può contribuire attivamente ad una riduzione delle emissioni senza richiedere ulteriori sacrifici economici ai cittadini.

Stop auto 2035, deroga e-fuel

L’Italia in questa battaglia non è stata sola ed in Europa inizialmente poteva contare sull’appoggio di Bulgaria e Polonia (Sofia si è astenuta nella votazione di novembre che aveva approvato l’accordo preliminare tra il Consiglio Ue e il Parlamento, mentre Varsavia ha votato contro) e soprattutto della Germania. Poi nel vertice di Strasburgo si sono aggiunti anche Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Slovacchia e Portogallo.

I tedeschi hanno espresso alcuni dubbi e con il ministro dei Trasporti, in quota liberaldemocratici (Fdp), Volker Wissing, chiedono un compromesso per continuare a sostenere lo stop, cioè quello di valutare l’uso di e-fuel.

e-fuel carburanti sintetici
La Germania chiede di inserire la possibilità di usare e-fuel dopo il 2035

Il voto della Germania, infatti, è subordinato alla presentazione di una proposta comunitaria che preveda l’immatricolazione di auto e veicoli commerciali leggeri con motori a combustione anche dopo il 2035 alimentati da carburanti sintetici.

Cosa accade ora

La cancellazione della votazione del 3 marzo e la successiva del 7 marzo al Consiglio UE di fatto ha rappresentato la prima vittoria dell’asse dei Paesi contrari. Il Consiglio Ue doveva procedere alla ratifica formale e definitiva del testo approvato in seconda lettura dalla plenaria dell’Europarlamento. Ma la votazione definitiva è stata rimandata a data da destinarsi.

Consiglio dell'Unione europea
Consiglio dell’Unione europea

Il voto sul regolamento avviene a maggioranza qualificata che si raggiunge se il 55% degli Stati membri vota a favore (15 Paesi su 27) e se gli Stati membri che appoggiano la proposta rappresentano almeno il 65% della popolazione totale della Ue. La minoranza di blocco, cioè in grado di bloccare la decisione, deve comprendere almeno quattro membri del Consiglio. Ecco perché il ruolo della Germania è centrale e determinante. Conti alla mano con i tedeschi i 4 Paesi rappresentano il 42,29% della popolazione europea e senza la Germania la quota scenderebbe a 23,82% (Germania 18,47%, Italia 13,72%, Polonia 8,51% e Bulgaria 1,59%).

Leggi anche:

Dal Governo sullo stop del motore termico 2035

Stop auto diesel e benzina dalla UE 2035

→  Normativa Euro 7 le regole dalla UE

→  Le date della fine del motore endotermico

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