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Blocco auto storiche in Piemonte, l’ASI contro il divieto di circolazione

L’ASI ha presentato un ricorso straordinario al Presidente delle Repubblica Mattarella contro il divieto di circolazione delle auto storiche, in vigore in Piemonte ed a Torino

Divieto di circolazione anche per le auto storiche in Piemonte a Torino dal 1° ottobre 2019, in virtù dell’Accordo Bacino Padano, firmato a Bologna il 9 giugno 2017. Le misure anti smog, in vigore fino al 31 marzo 2020 in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, valgono anche per le auto storiche con almeno 30 anni di “età” e con valore interesse storico.

Blocco della circolazione auto storiche in Piemonte ed a Torino

Soprattutto a Torino è vietato guidare le auto storiche in città, anche per spostarsi fuori dal territorio regionale. Il Piemonte, rispetto alle altre Regioni padane, ha regole più stringenti. Infatti il divieto di circolazione è totale e non ci sono deroghe come ad altrove. Infatti nelle altre Regioni padane è possibile guidare le auto storiche nel corso di manifestazioni o nel tragitto da e verso un’officina.

Divieto circolazione auto storiche in Piemonte

Il divieto assoluto di circolazione per le auto storiche è stato deciso dalla Regione Piemonte. A Torino l’unica soluzione è quella di caricare i propri veicoli classici su un carrello o su una bisarca e trasportarli fuori dalla Regione. Un vero schiaffo alla passione per le auto classiche in una città dove c’è la sede il Club italiano delle auto storiche (l’ASI) e che per decenni è stata la capitale dell’automobile italiana.

Dal 1° ottobre 2019 al 31 marzo 2020 le auto storiche non possono circolare in Piemonte ed a Torino

Ricorso straordinario ASI al Presidente della Repubblica

L’ASI ha contestato duramente il divieto di circolazione per le auto storiche in Piemonte a Torino ed ha depositato un Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per ottenere l’annullamento dei decreti e delle delibere di Regione e Giunta Regionale del Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino.

Il Ricorso Straordinario è solo l’ultima azione intrapresa da ASI, attiva già da mesi per sensibilizzare le amministrazioni pubbliche all’applicazione di deroghe specifiche per la circolazione dei veicoli storici. Tra le altre iniziative intraprese da ASI in questo senso c’è anche l’accordo siglato il 30 ottobre scorso con l’Istituto Superiore di Sanità, finalizzato alla ricerca scientifica che stabilirà il reale impatto ambientale dei veicoli storici.

Blocco auto storiche in Piemonte
Torino per decenni è stata la Capitale dell’Automobile ed ora vieta la circolazione anche alle auto storiche

Le emissioni delle auto storiche sono ininfluenti sull’impatto ambientale

I veicoli storici, ricorda l’ASI, rappresentano una percentuale insignificante del parco veicolare circolante in Italia e percorrono annualmente poche centinaia di chilometri. Ecco perché sono ininfluenti in termini di impatto ambientale.

“In Italia circolano 56 milioni di veicoli – sottolinea Alberto Scuro, presidente dell’Automotoclub Storico Italiano – e, di questi, quelli vecchi (intesi come ultraventennali) sono 12 milioni. Sono i dati ufficiali forniti dalla Motorizzazione. I veicoli storici, invece, sono quelli ultraventennali in possesso di un Certificato di Rilevanza Storica (documento introdotto dallo Stato nel 2009) che ad oggi sono meno di 400.000 in tutta Italia: lo 0,8% del totale circolante.

Solo questi hanno bisogno di tutela, perché rappresentano la storia del nostro Paese e un mondo di passione che promuove cultura e turismo, ed è un enorme volano di indotto nazionale, che nel 2018 è stato stimato in 2,2 miliardi di euro.”

Alberto Scuro, presidente dell’Automotoclub Storico Italiano ASI
Alberto Scuro, presidente dell’Automotoclub Storico Italiano ASI

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