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Auto elettriche, la storia dei veicoli ecologici Opel

Opel ha sviluppato il suo primo motore elettrico nel 1968 la Kadett B Stir-Lec I e si trattava di un dispositivo di estensione dell’autonomia. Negli anni 90’ il marchio tedesco ha sperimentato anche una serie di prototipi a idrogeno.

L’Opel Corsa-e elettrica e Grandland X plug-in hybrid sono le ultime auto ecologiche prodotte dal marchio tedesco nella sua storia. Già nel 1968 venne introdotto con la Kadett B Stir-Lec I il “dispositivo di estensione dell’autonomia” che avrebbe poi trovato applicazione in produzione con la Opel Ampera.

Il modello sperimentale Stir-Lec montava 14 batterie al piombo acido costantemente ricaricate da un piccolo motore a combustione Stirling posizionato nella parte posteriore.

Opel Kadett B Stir-Lec I auto elettrica del 1968
Opel Kadett B Stir-Lec I auto elettrica del 1968

Opel Electro GT, prototipo di auto elettriche del 1971

Nel 1971, solo tre anni dopo, Georg von Opel, pronipote del fondatore dell’azienda, batté sei record mondiali per veicoli elettrici al volante di una Opel Electro GT a 188 km/h; montava due motori elettrici che producevano 88 kW/120 CV.

Opel Elektro GT del 1971
Opel Elektro GT del 1971

L’energia era fornita da una batteria da 590 chilogrammi al nickel-cadmio e, a una velocità costante di 100 km/h, la vettura aveva un’autonomia di 44 chilometri.

Opel Impuls, auto elettriche del 1990 basate su Kadett e Astra

La ricerca fece un passo avanti con il programma Opel Impuls negli anni 1990-97. Impuls I era un veicolo basato sulla Kadett che montava un motore elettrico a corrente continua da 16 kW che utilizzava batterie al nickel-cadmio con elettrolita liquido. Aveva un’autonomia di circa 80 km e raggiungeva una velocità massima di 100 km/h.

Opel Kadett Impuls I elettrica del 1990
Opel Kadett Impuls I elettrica del 1990

Un anno più tardi arrivò la Impuls II, basata sulla Astra station wagon. Utilizzava 32 batterie al piombo-acido che azionavano due motori asincroni trifase per un totale di circa 45 kW/61 CV.

Motore elettrico Opel Astra Impuls II del 1991
Motore elettrico Opel Astra Impuls II del 1991

Dal 1993 al 1997 Opel portò avanti il primo programma di test di veicoli elettrici su larga scala. Una flotta di dieci vetture Impuls III fu collaudata sull’isola tedesca di Rügen, dove percorsero in totale più di 300.000 km. Cinque vetture montavano batterie al nickel-cadmio (45 kW/61 CV) e altre cinque utilizzavano batterie ad alta energia al sodio/cloruri di nickel (42 kW/57 CV). Le dieci vetture Impuls III montavano un motore asincrono trifase.

Opel Twin, concept ibrida del 1992

Nel frattempo nel 1992 fu presentata la concept car Opel Twin con motore ibrido. La meccanica prevedeva un unità benzina tre cilindri da 0,8 litri da 25 kW/34 CV disponibile per la guida in autostrada, affiancato da un unità elettrica con due motori da 10 kW/14 CV collocati sui mozzi delle ruote per la guida in città e sulle brevi distanze.

Opel Twin concept elettrico del 1992
Opel Twin concept di auto ibrida del 1992

Opel Combo Plus, primo furgoncino elettrico del marchio

Nel 1995 Opel portò la mobilità elettrica nel settore dei veicoli commerciali con il concept van Combo Plus, che montava due batterie ad alta energia al sodio/cloruri di nickel che funzionavano insieme al motore asincrono trifase da 45 kW.

Opel Combo plus elettrico del 1995
Opel Combo plus elettrico del 1995

Auto ad idrogeno Opel, i prototipi Zafira HydroGen

Nel 2000, lo sviluppo delle celle a combustibile di Opel raggiunse le strade con la HydroGen1, una vettura con la carrozzeria di Zafira. La cella a combustibile alimentata a idrogeno forniva elettricità a un motore asincrono trifase che generava 55 kW/75 CV e una coppia di 251 Nm. Una batteria di scorta copriva i picchi di potenza.

Nel 2001 una flotta di 20 modelli HydroGen3 fu affidata ai clienti per un periodo di collaudi. La potenza passò a 60 kW/82 CV per una velocità massima di 160 km/h. Nella Fuel Cell Marathon del 2004 due veicoli HydroGen3 percorsero quasi 10.000 km in tutta Europa, da Hammerfest in Norvegia a Lisbona in Portogallo.

Fuel Cell Marathon del 2004 con veicoli Opel HydroGen3
Traguardo della Fuel Cell Marathon del 2004 con veicoli Opel HydroGen3

Al volante della HydroGen3, Heinz-Harald Frentzen pilota di Formula 1 e dell’Opel DTM, vinse anche il Rally di Montecarlo del 2005 per auto a propulsione alternativa.

Anche la quarta generazione di veicoli con celle a combustibile, HydroGen4, era completamente a emissioni zero, con gli scarichi che producevano solo vapore acqueo. Il set di celle a combustibile era composto da 440 celle connesse in serie, nelle quali l’idrogeno reagisce con l’ossigeno presente nell’aria. Non vi è combustione ma una reazione elettrochimica che genera elettricità. In questo modo è possibile ottenere una potenza continua di 73 kW/100 CV e una potenza di picco di 94 kW/128 CV. Nel 2008 una flotta di veicoli HydroGen4 iniziò a dimostrare di essere adatta all’uso quotidiano in un progetto sponsorizzato dal Ministero Federale dei Trasporti – la Clean Energy Partnership (CEP) – a Berlino e in seguito anche negli stati di Amburgo, Baden-Württemberg, Renania del Nord-Vestfalia e Assia.

Opel Flextreme Concept elettrico nel 2007

Contemporaneamente Opel procedeva anche allo sviluppo di veicoli a batteria e presentò l’innovativa Flextreme Concept al Salone Internazionale dell’Automobile 2007 di Francoforte, dotata di propulsione elettrica Voltec ad autonomia estesa.

Opel Flextreme concept del 2007
Opel Flextreme concept del 2007

La Flextreme GT/E Concept, presentata al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra nel 2010, mostrava come fosse possibile integrare questo tipo di trazione anche in una vettura media.

Opel Ampera elettrica/benzina del 2011

Opel nel 2011 ha sperimentato l’ibrido con l’Ampera a trazione elettrica ma che poteva contare anche su un unità a benzina per l’estensione dell’autonomia raggiunse la produzione di serie nel 2011 con la Opel Ampera, la prima auto elettrica per quattro persone totalmente adatta all’uso quotidiano e ai viaggi.

Opel Ampera del 2011
Sull’Opel Ampera del 2011 c’era un motore a benzina che alimentava un generatore per dare potenza all’unità elettrica

L’energia per distanze comprese tra 40 e 80 chilometri (in base alle condizioni di guida) veniva fornita dalla batteria agli ioni di litio da 16 kWh, che alimentava il motore elettrico da 111 kW/150 CV. Se il livello di carica della batteria raggiungeva un minimo definito, il motore a benzina da 63 kW/86 CV si inseriva automaticamente e alimentava un generatore che dava potenza al motore elettrico.

Opel Ampera-e auto elettrica con 423 km di autonomia

Nel 2016/17 seguì la Opel Ampera-e. Con un’autonomia in modalità puramente elettrica di 423 chilometri (secondo il ciclo WLTP), la Ampera-e fu presentata come una vera specialista di sicurezza al Salone Internazionale dell’Automobile di Parigi. Le batterie sono extra-piatte e sono montate sotto il pianale.

Opel Ampera-e del 2016
Opel Ampera-e del 2016

Alimentano un motore elettrico è di 150 kW/204 CV e 360 Nm. Nell’autunno 2017 con Ampera-e Opel ha vinto anche il “Golden Steering Wheel”, un famoso premio internazionale, nella categoria delle piccole e compatte. E la giuria di Autobest aveva già votato Ampera-e Ecobest 2016. L’eredità di Ampera-e è stata raccolta da Corsa-e, che ha già vinto il premio Autobest “Best Buy Car of Europe”.

Foto prototipi e auto elettriche Opel dal 1968 ad oggi

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