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Motore rotativo, range extender sulle elettriche Mazda

Dal 2020 Mazda lancerà sul mercato delle auto elettriche a batterie affiancate da un motore rotativo, che funge da range extender per ampliarne l’autonomia

MOTORE ROTATIVO MAZDA – Le auto elettriche saranno il nostro futuro ma l’approccio di Mazda verso questo nuovo mondo è differente rispetto agli altri costruttori, come già anticipato nell’ambito del programma di sviluppo tecnologico a lungo termine “Sustainable Zoom-Zoom 2030“.

Il primo veicolo elettrico giapponese arriverà nel 2020 e Mazda presenterà inizialmente due veicoli elettrici a batteria: uno alimentato esclusivamente a batteria, l’altro affiancherà alle batterie un motore rotativo piccolo, leggero e straordinariamente silenzioso come range extender per ampliarne l’autonomia.

Motore Wankel Mazda

Il motore Wankel rappresenta una tecnologia a cui Mazda storicamente è molto legata. Con questa tipo di propulsione Mazda ha trionfato anche alla 24 Ore di Le Mans nel 1991 con la mitica Sport Prototipo 787b.

Motore rotativo Mazda, supporto alla batteria

Il motore rotativo Mazda funzionerà da range extender ovvero da supporto alla batteria, ricaricandola quando necessario per aumentare l’autonomia. Una soluzione semplice ma ingegnosa per aumentare le percorrenza dei veicoli elettrici, eliminando la fastidiosa “ansia da ricarica” .

Le ridotte dimensioni e l’elevata potenza del motore rotativo lo rendono ideale per molteplici applicazioni legate alla ricarica delle batterie. Inoltre, il motore rotativo è compatibile con l’uso di combustibili gassosi e questo fa del range extender Mazda un’ottima soluzione per fornire elettricità in condizioni di emergenza.Motore wankel

Mobilità del futuro, non solo auto elettriche

Nell’ambito del suo programma Sustainable Zoom-Zoom 2030 sulla mobilità del futuro non ci sono solo auto elettriche. Mazda infatti prevede che nel 2030 la sua produzione di veicoli avrà per il 95% i motori a combustione interna abbinati a una soluzione di elettrificazione (mentre il restante 5% sarà di veicoli elettrici a batteria), pertanto continuerà a focalizzarsi sull’ottenere la massima efficienza del motore a combustione interna, come dimostra il motore a benzina di nuova generazione Skyactiv-X, la cui combustione avviene con accensione per compressione.

L’impegno di Mazda è quello di ridurre la media delle emissioni di CO2 nel ciclo “well-to-wheel“, ovvero dalla produzione all’impiego su strada, del 50% entro il 2030 e del 90% entro il 2050, rispetto ai livelli del 2010. Ma il Costruttore è anche impegnato nel realizzare la soluzione giusta, al momento giusto e nel posto giusto, consapevole del fatto che la disponibilità di energia e la fonte di alimentazione idonea variano da regione a regione.

Emissioni auto elettriche, sono davvero a zero?

Ma le emissioni delle auto elettriche sono davvero a zero? Nel calcolo delle emissioni va considerato anche il modo cui viene generata l’elettricità in ciascuna regione determina quanto un veicolo elettrico possa contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2 nel ciclo del veicolo dalla produzione fino al suo utilizzo. Essendo a livello mondiale ancora predominante la produzione di energia elettrica da centrali termiche che provocano emissioni di CO2, nell’immediato futuro un obiettivo per ridurre tali emissioni è quello di diversificare i possibili combustibili.

In aggiunta ai combustibili alternativi come il gas naturale compresso e anche l’idrogeno, l’industria automobilistica sta effettuando ricerche di fattibilità sui combustibili liquidi riciclabili quali i biocarburanti ottenuti dallo sviluppo delle microalghe.
Su quest’ultime e sul suo sviluppo si sta concentrando Mazda per raggiungere l’azzeramento del particolato sulle vetture spinte dal motore a combustione interna, e partecipa a progetti di ricerca e di studio insieme con l’Istituto di Tecnologia di Tokyo e l’Università di Hiroshima, quale parte di una continua collaborazione fra industria, università e stato.

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