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Shelby Daytona Coupé: record per auto americana venduta a circa 43 milioni di dollari

La Daytona Coupé di Carroll Shelby, CSX2300, vola a 42,9 milioni di dollari e diventa l'auto americana più costosa di tutti i tempi battendo le Ferrari anche fuori la pista.

La Shelby Cobra Daytona Coupé con numero di telaio CSX2300 è diventata l’auto americana più costosa mai venduta all’asta pubblica, aggiudicata per 42.905.000 dollari da Gooding & Christie’s durante le aste di Pebble Beach nell’ambito della Monterey Car Week 2026. Il colpo di martello è arrivato a quota 39 milioni di dollari, con le commissioni d’acquisto che hanno appunto portato il conto finale a sfiorare la soglia dei 43 milioni.

Un’icona nata per battere Ferrari

Il progetto Daytona Coupé nacque dalla volontà di Carroll Shelby di superare la Ferrari 250 GTO nella categoria Gran Turismo, dove la Cobra roadster, per quanto veloce in rettilineo, pagava dazio in termini di aerodinamica alle alte velocità. Tra il 1964 e il 1965 furono realizzati solamente sei esemplari, prima che Shelby venisse richiamato dal progetto Ford GT40 destinato alla 24 Ore di Le Mans. I telai originali, identificati dalle sigle CSX2286, CSX2287, CSX2299, CSX2300, CSX2601 e CSX2602, rappresentano oggi uno dei nuclei più preziosi e studiati della storia automobilistica statunitense, tanto che tutti e sei gli esemplari risultano ancora esistenti.

La Shelby Cobra Daytona coupe del 1964 telaio CSX2300
La Shelby Cobra Daytona coupé del 1964 telaio CSX2300

CSX2300 occupa una posizione particolare in questa genealogia: fu il terzo telaio completato tra i sei, e il secondo a ricevere la carrozzeria realizzata dalla Carrozzeria Gransport di Modena, dopo che il primo esemplare, CSX2287, era stato invece rivestito interamente negli Stati Uniti presso la California Metal Shapers di Los Angeles. Questo dettaglio racconta bene il carattere ibrido e artigianale del progetto Daytona, nato dalla collaborazione tra l’ingegneria californiana e la sapienza carrozziera italiana.

Sotto la carrozzeria aerodinamica disegnata da Peter Brock si cela un propulsore Ford V8 da 289 pollici cubi, pari a 4,7 litri di cilindrata, alimentato da quattro carburatori Weber a doppio corpo capaci di erogare circa 385 cavalli. Questa configurazione non era casuale: la carrozzeria a coda tronca e il profilo estremamente affusolato nacquero proprio per risolvere il limite principale della Cobra roadster, ovvero l’instabilità aerodinamica e la resistenza all’aria che ne penalizzavano le prestazioni sui rettilinei ad altissima velocità dei circuiti europei come Le Mans. Grazie a questo lavoro di affinamento aerodinamico, la Daytona Coupé riusciva a superare i 290 chilometri orari, un valore che le permise di competere alla pari con le Ferrari da corsa dell’epoca e di contribuire alla conquista del titolo mondiale GT del 1965 da parte di Shelby American Cars.

La carriera agonistica del telaio CSX2300

La storia sportiva di questo esemplare è densa e internazionale. Debuttò nel settembre 1964 al Tour de France Automobile con Bob Bondurant e Jochen Neerpasch al volante, gara che si concluse purtroppo con un ritiro con il numero 187. La stagione successiva vide la vettura protagonista alla Daytona Continental 2000 km, dove Ed Leslie e Allen Grant conquistarono un sesto posto assoluto e un terzo di classe, seguito da un’analoga prestazione alla 12 Ore di Sebring.

Le Shelby Cobra Daytona CSX2300 numero 27 e CSX2601 numero 27 alla 12 Ore di Reims del 1965
Le Shelby Cobra Daytona CSX2300 numero 27 e CSX2601 numero 27 alla 12 Ore di Reims del 1965

Un capitolo curioso riguarda il passaggio della vettura ad Alan Mann Racing nel Regno Unito, da cui venne noleggiata dalla Ford di Francia per correre come rappresentante nazionale francese alla 1000 km del Nürburgring del 1965, con una livrea speciale bianca e strisce blu e rosse che richiamavano il tricolore transalpino. Dopo quella gara, la carrozzeria fu riportata alla classica colorazione Guardsman Blue metallizzato con bande bianche, il colore ufficiale del team Shelby American, con cui la vettura chiuse la stagione alla 12 Ore di Reims. Terminata l’avventura europea, l’auto fu venduta in Giappone, dove continuò a correre fino al 1968, unico esemplare tra i sei a proseguire la carriera agonistica oltre il programma ufficiale della squadra californiana.

L’unica Shelby Daytona posseduto da Carroll Shelby

L’elemento che rende CSX2300 particolarmente ambita agli occhi dei collezionisti non è soltanto la sua storia in pista, ma il legame personale con il suo creatore. Dal 1975 al 1998 la vettura appartenne infatti a Carroll Shelby, che la riacquistò dal Giappone tramite Michael Shoen: si tratta dell’unico esemplare tra i sei Daytona Coupé a essere stato posseduto direttamente dall’uomo che ideò il progetto e diede il proprio nome all’intera famiglia di vetture. Questo passaggio di proprietà aggiunge un valore narrativo e affettivo che gli appassionati di motorsport storico difficilmente trovano in altri esemplari coevi.

La Shelby Cobra Daytona Coupe prototype  insieme a Carroll Shelby
La Shelby Cobra Daytona Coupé prototype insieme a Carroll Shelby

Negli anni più recenti, prima di arrivare sotto i riflettori di Monterey, la CSX2300 ha continuato a mostrarsi al pubblico in contesti prestigiosi come il Goodwood Revival, il Tour Auto, la Modena Cento Ore e il Goodwood Festival of Speed, dove è comparsa sia nel 2018 sia nel luglio 2026, pochissime settimane prima dell’asta record.

Contesto dell’asta e nuovo record americano

La vendita della Shelby con il telaio CSX2300 ha nettamente superato le stime pre-asta, che indicavano un valore superiore ai 25 milioni di dollari, e ha frantumato il precedente primato per un’auto americana all’asta, detenuto da una Duesenberg SSJ del 1935 venduta per 22 milioni di dollari a Pebble Beach nel 2018. Il risultato ha inoltre superato, sempre secondo le cronache della serata, il valore di alcune tra le più quotate hypercar Ferrari messe sul mercato nella stessa edizione della Monterey Car Week, un fatto che ha reso la vendita ancora più clamorosa agli occhi degli osservatori del settore.

Shelby Cobra Daytona coupe del 1964 telaio CSX2300 vista laterale
Shelby Cobra Daytona coupé del 1964 telaio CSX2300 vista laterale

L’intera settimana di aste di Monterey 2026, che ha coinvolto cinque case d’asta differenti, ha totalizzato circa 755,6 milioni di dollari, un nuovo record assoluto per l’evento, con CSX2300 saldamente in testa alla classifica dei lotti più costosi. Va anche ricordato che l’ultima Daytona Coupé apparsa in asta prima di questa vendita fu CSX2601, aggiudicata nel 2009 sempre a Monterey per 7.685.000 dollari attraverso Mecum Auctions: un confronto che da solo racconta quanto il mercato del collezionismo automobilistico d’altissimo livello sia cambiato in meno di due decenni.

Perché questo risultato conta per il collezionismo americano

Il caso CSX2300 conferma una tendenza che gli osservatori del mercato dei classic car seguono da anni: le vetture da competizione con una storia documentata, un pedigree di piloti e squadre di primissimo livello e un legame diretto con figure fondanti come Carroll Shelby riescono a raggiungere valutazioni prima riservate quasi esclusivamente alle Ferrari da corsa degli anni sessanta. La combinazione tra rarità assoluta, appena sei esemplari costruiti, autenticità documentale completa e una carriera agonistica che ha toccato tre continenti diversi ha reso questa Daytona Coupé un caso di studio destinato a restare a lungo un punto di riferimento per chiunque si occupi di valutazione di auto storiche americane.

I risultati di questa Shelby Cobra Daytona Coupe 1964, telaio CSX2300,

  • l’auto americana più costosa di sempre,
  • la Shelby più costosa di sempre,
  • l’auto più costosa di sempre venduta a Pebble Beach, e
  • l’auto più costosa di sempre venduta da Gooding Christie’s.
Posizione tra le auto americane Posizione tra tutte le aste fino ad agosto 2026 Anno Auto Prezzo (USD) Casa d’aste Asta Data
1 5 1964 Shelby Cobra Daytona Coupe 42,905,000 Gooding Christie’s Pebble Beach 2026
2 23 1935 Duesenberg SSJ 22,000,000 Gooding Pebble Beach 2018
3 34 1963 Chevrolet Corvette Grand Sport 18,705,000 RM Sotheby’s Monterey 2026
4 59 1962 Shelby 260 Cobra CSX 2000 13,750,000 RM Sotheby’s Monterey 2016
5 65 1966 Ford GT40 Mk II 13,205,000 RM Sotheby’s Miami 2025
6 79 1966 Ford GT40 Factory Lightweight 12,375,000 Mecum Kissimmee 2026
7 95 1968 Ford GT40 Lightweight 11,000,000 RM Monterey 2012
8 105 1931 Duesenberg Model J Long-Wheelbase Coupe 10,340,000 Gooding Pebble Beach 2011
Tabella aste record per auto americane aggiornata ad agosto 2026

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