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Walter Röhrl, storia ed intervista al miglior rallysta di tutti i tempi

E' considerato il più grande pilota di rally di tutti i tempi. Amatissimo in Italia per i suoi successi su Fiat 131Abarth e Lancia 037, “il miglior rallista di tutti i tempi” che il 7 marzo ha festeggiato il suo compleanno

Walter Röhrl è considerato il più grande pilota di rally di tutti i tempi. Il “Genius on wheels” ha risposto alla nostra intervista regalando aneddoti e punti di vista sorprendenti. Amatissimo in Italia per i suoi successi su Fiat 131Abarth e Lancia 037, “il miglior rallysta di tutti i tempi” il 7 marzo scorso ha festeggiato il suo compleanno (Walter Röhrl è nato in Germania a Ratisbona, il 7 marzo 1947).
Grazie alla sua straordinaria carriera Walter Röhrl dispensa perle di saggezza sul mondo dell’auto a ogni intervista, guidando da vero campione ancora oggi. Il suo nome evoca immediatamente immagini dell’epoca d’oro del rally, traversi spettacolari, controlli al limite dell’incredibile e auto dalle livree scolpite nel cuore degli appassionati.

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Intervista a Walter Röhrl

N – Signor Röhrl, nel suo libro autobiografico dice che all’inizio della carriera di pilota utilizzava una tecnica di guida tipica degli sciatori: spostava il corpo. Che stile di guida otteneva in questo modo e quali risultati?

R – “Semplice. Con gli sci non si deve andare di traverso e scivolare, ma scorrere…”.

N – Com’era la sua giornata tipo quando correva da professionista e com’è oggi?

R – “Quando correvo pensavo solo alla messa a punto dell’auto e cercavo di evitare il più possibile la stampa. Oggi è l’esatto opposto: mi relaziono con i giornalisti per conto della Casa automobilistica che rappresento e poi testo nuovi modelli di vetture, su neve, ghiaccio e al Nürburgring”.

N – Qual è il pilota preferito in assoluto, del passato e del presente?

R – “Ayrton Senna”.

D – Se guida per se stesso (e da solo), come le piace di più affrontare una curva? In modo pulito o di traverso?

R – “Pulito su strade asciutte, in drifting su neve e ghiaccio”.

D – Perché?

R – “Perché è il modo più veloce se c’è grip, quello più emozionante se non c’è!”.

D – Cosa ancora la intriga del controllo estremo di una vettura?

R – “Il fatto che l’auto sia in grado di creare un sentimento, reagendo come una parte del nostro corpo”.

D –Il drifting è uno stile di vita e di guida che l’affascina?

R – “Sì, molto. Ritengo che il drifting sia l’università della guida di un’automobile. La più alta espressione nel controllo di un veicolo a quattro ruote”.
(Röhrl è Presidente onorario del club italiano “Solocurveditraverso”, n.d.r.).

N – Le auto di oggi sono in tutti i sensi attivamente più sicure di quelle del passato, anche recente. Ma i guidatori sono migliorati o peggiorati?

R – “Diversi: oggi i giovani si divertono di più davanti a un videogioco. È davvero sconsolante…”.

N – Cosa detesta del marketing odierno promosso dalle Case automobilistiche? Non ritiene che ci siano troppi modelli d’auto e che alcuni, anche molto costosi, non abbiano alcun senso?

R – “È vero, ma c’è un altro problema: i costruttori stanno cercando di vendere ai clienti più accessori possibili”.

N – Cosa non le piace delle attuali auto stradali?

R – “Sono troppo pesanti”.

N – È stato pilota ed è tuttora collaudatore. Dunque il suo pensiero in fatto di automobili è frutto di una grande esperienza. Una vettura,per trasmettere emozioni, che caratteristiche tecniche deve avere?

R – “Potenza, accelerazione, freni e sound; inoltre deve essere precisa ai comandi e infondere fiducia”.

D – Che qualità deve avere un “driver”, appassionato di auto e di guida, per definirsi tale?

R. “Vista generale, previsione, sovranità e padronanza del mezzo”.

N – Riesce a immaginare un futuro con supercar e auto da corsa mosse da motori elettrici?

R – “Me lo immagino. Ma senza piacere…”.

N – Un giorno le dicono che ha a disposizione gli ultimi 100 litri di benzina rimasti sulla terra. Cosa farebbe?

R – “Prendo l’auto e vado al Nürburgring”.

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N – Ci sarà un giorno in cui deciderà di non guidare più? Ha mai pensato a questa eventualità?

R – “Sì, ci penso sempre quando sono in coda per strada!”.

N – Un suo rimpianto?

R “Non aver preso parte a due grandi eventi del passato: la Targa Florio e la Mille Miglia”.

N – C’è un altro dono di natura che vorrebbe avere?

R – “L’ottimismo”.

Frasi celebri del pilota da rally
Walter Rohrl

Il problema è mantenere una velocità di pensiero che sia superiore alla velocità della macchina”

“Sottosterzo è quando vedi l’albero contro cui sbatti. Sovrasterzo è quando senti il colpo e non vedi l’albero.”
Cit. Walter Rohrl.

Walter Röhrl biografia

Walter Röhrl è, per gli amanti dei motori, una sorta di semidio, un campione inarrivabile nel mondo delle prove speciali, ma competitivo ad altissimi livelli anche in pista, quando se ne è presentata l’occasione (Le Mans, Trans-Am, DTM). Il campione tedesco nasce a Regensburg (Ratisbona) nel 1947.

Carriera agonistica di WalterRöhrl

Prima d’iniziare la carriera motoristica lavora come segretario e autista del vescovo della sua città natale. Inizia a correre nel 1970 con una Fiat 850 e l’anno successivo coglie la sua prima vittoria a Wiesbaden su una Ford Capri 2600.

Contende a Sandro Munari il Campionato Europeo del 1973, vincendolo l’anno successivo. Con la Opel vince all’Acropoli nel 1975, poi dal 1977 passa alla Fiat, con la quale conquista due vittorie nel 1978.

Nel 1979 e 1980 corre anche in pista, nel Mondiale Marche Gruppo 5 con la squadra Lancia, guidando la Montecarlo Turbo in coppia con Riccardo Patrese e Michele Alboreto, ottenendo 4 vittorie di classe consecutive nel 1980.

Walter Röhrl campione del Mondo

Proprio nel 1980 Röhrl conquista il Titolo Pilotinel Mondiale Rally su Fiat 131 Abarth, con due gare di anticipo, grazie a 4 vittorie e 2 secondi posti. A fine stagione lascia la Fiat, firmando un contratto stellare con la Mercedes, che lo vincola anche dopo il ritiro dalle corse.

Il programma sportivo della “stella a tre punte” purtroppo salta e la Casa tedesca gli offre solo un posto di collaudatore, che lui rifiuta: ciò lo costringe a correre nel campionato 1981 su una Porsche 911 privata, preparata dal francese Almeras.

Walter Rholl sulla Porsche Carrera

Nel 1982 torna con la squadra ufficiale Opel, vincendo il Titolo Piloti su un’Ascona 400, in una stagione dominata dalle Audi Quattro, alle quali andò il Titolo Costruttori.

Nel 1983 passa alla Lancia, contribuendo, insieme a Markku Alen, al trionfo nel Campionato Costruttori (il Titolo Piloti andò a Mikkola su Audi) della mitica Rally 037.

Il 1984 lo vede sotto le insegne dell’Audi, con la quale vince solo a Monte Carlo, contribuendo però in maniera decisiva allo sviluppo della vettura che vincerà sia il Titolo Marche che quello Piloti con Blomqvist.

L’anno successivo il Mondiale Rally è dominato dalle Peugeot 205 T16, ma Röhrl coglie una prestigiosa vittoria al Sanremo, riuscendo a supplire alla carenza di competitività dell’auto con il proprio talento.

Nei due anni successivi le sue presenze nel Campionato Mondiale si fanno sporadiche: infatti il suo 1987 viene ricordato soprattutto per la vittoria al Pikes Peak, gara nella quale è il primo pilota a scendere sotto gli 11 minuti.

Collaudatore ufficiale Porsche

E’ collaudatore ufficiale Porsche. Dal 1988 ha guidato quasi esclusivamente in circuito: fino al 1991 su Audi e dal 1993 su Porsche. Il suo lavoro di sviluppo per la Porsche iniziò durante la sua carriera sportiva e venne ufficializzato contrattualmente nel gennaio 1993, quindi esattamente 27 anni fa.

Questa collaborazione ha dato i natali a modelli come 959, Carrera GT e 918 Spyder. Per celebrare i suoi 70 anni, la Casa tedesca ha realizzato lo scorso anno una mostra nel suo museo di Zuffenhausen, dove è stato possibile ammirare le auto che hanno accompagnato la carriera sportiva del campione tedesco.

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Walter
Röhrl in pillole

NATO
A Ratisbona il 07/03/1947 ESORDIO NEL MONDIALE RALLY Monte Carlo

1973 PRIMO TITOLO Campionato Europeo 1974 PRIMA VITTORIA MONDIALE Rally Acropoli 1975 TITOLI MONDIALI PILOTI 1980 e 1982 VITTORIE RALLY DI MONTE CARLO 4 (1980, 1982, 1983 e 1984) ULTIMO GARA Rally Acropoli 1987 NAVIGATORE STORICO Christian Geistdörfer

I
podi nel Mondiale Rally

STAGIONE
AUTO RISULTATI

1975
Opel Ascona un primo posto

1978
Fiat 131 Abarth 2 primi posti, 6° nella classifica piloti

1979
Fiat 131 Abarth un secondo posto, 9° nella classifica piloti

1980
Fiat 131 Abarth 4 primi posti e 2 secondi posti, 1° nella classifica
piloti

1982
Opel Ascona 400 2 primi posti, 3 secondi posti e 3 terzi posti, 1°
nella classifica piloti

1983
Lancia Rally 037 3 primi posti, 2 secondi posti e un terzo posto, 2°
nella classifica piloti

1984
Audi Quattro un primo posto, 11° nella classifica piloti

1985
Audi Quattro un primo posto, un secondo posto e 2 terzi posti,


nella classifica piloti

1986
Audi Quattro un quarto posto, 22° nella classifica piloti

1987 Audi 200 Quattro un secondo e un terzo posto, 11° nella classifica piloti

Chiudiamo la rassegna su uno dei piloti rally più forti con un aneddoto.

Durante un rally de “Il Ciocco” degli anni settanta, Röhrl è terzo su Opel Kadett dietro a Pinto primo con la Stratos e Pregliasco secondo sempre su Stratos. Dopo circa 10 km li supera entrambi facendo valere le sue doti uniche di gareggiare in una PS totalmente avvolta nella nebbia; e come se non bastasse alla PS successiva Pinto si ferma e fa passare Röhrl per poterlo seguire per tagliare indenne il traguardo!

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Manuel Cerfeda

Da sempre appassionato di automobilismo e di scrittura. È ingegnere e lavora nel campo delle energie rinnovabili. Ama leggere libri di tecnica motoristica e automobilistica, in particolare sulla storia della Formula 1 e delle auto da competizione in genere. Molto attratto dalle auto storiche, in particolare le youngtimer: il suo sogno è una Porsche 911 Carrera 4 Targa, serie 964 del 1989. Possibilmente rossa. E' autore umoristico e satirico: scrive sulla rivista “L’odio digitale” e ha pubblicato i libri “Autopsie ipocaloriche e altri metodi per perdere peso” e “L'anagramma di derma (non madre, quell'altro)”.
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