Formula 1

Lewis Hamilton Paradise Papers evasione fiscale

Il pilota Campione del Mondo F1 per l'acquisto di un aereo privato registrato nell'Isola di Man.

Lewis Hamilton Paradise Papers – Il neo Campione del Mondo di Formula 1 è fra i nomi di personaggi importanti finiti nello scandalo dei faldoni di Paradise Papers. La notizia è stata rilanciata dal Guardian che rivela che il pilota della Mercedes-AMG è finito in questo fatidico elenco di personaggi famosi, che hanno fatto operazioni finanziarie su conti offshore. In particolare l’inglese ha evaso al fisco ben 16.5 milioni di sterline, che sono finite nelle Isole Vergini Britanniche a Man. Con questo stratagemma, sempre secondo il Guardian, Hamilton è riuscito a farsi rimborsare 3.3 milioni di sterline per l’acquisto di un aereo privato, ufficialmente usato per fini commerciali ma fiscalmente registrato nel paradiso fiscale dell’Isola di Man. In più il Guardian attribuisce ad Hamilton una fortuna pari a 130 milioni sparsa in altri paradisi fiscali come quelli di Malta o Guernsey.

Caso Lewis Hamilton Paradise Papers

Hamilton nel 2013 ha acquistato un Bombardier CL635 Challenger rosso del valore di 22 milioni di euro usando questo stratagemma che secondo la sua difesa è del tutto lecito, infatti lo schema fiscale dell’isola di Man verrebbe usato per non versare questa imposta sugli aerei di lusso. Hamilton dunque con questa mossa ha fatto apparire il tutto come un’operazione di leasing consentita nel Regno Unito o nell’Ue, solo per velivoli usati a scopo di business commerciale e non a titolo personale. Proprio il Campione del Mondo ha commentato così la vicenda: “Vengo da un momento particolarmente felice con la famiglia e gli amici e niente mi preoccupa. Sono concentrato esclusivamente su queste ultime due gare a cominciare da quella di Brasile. Niente mi distrae da tutto questo”.

L’Espresso in Italia ha ricostruito la vicenda Lewis Hamilton Paradise Papers: “È il 2011 quando tra Appleby (lo studio professinale al centro della nuova fuga di notizie), Hamilton e i suoi legali comincia un fitto scambio di email. «Con la collaborazione dell’agenzia di consulenza Ernst&Young Llc, fra i massimi esperti di tassazione, e sfruttando i loro strumenti fiscali, non è necessario versare l’Iva», scrivono i funzionari di Appleby, riferendosi alla tassa sul jet che, effettivamente, in Europa non deve essere pagata se i velivoli importati non sono utilizzati a scopi privati, ma per uso commerciale, da parte di vere e proprie compagnie aeree europee. Questo perché le società aeree pagano già l’Iva sui viaggi commerciali tra un paese e l’altro.

Lewis Hamilton Paradise Papers, in questo quadro Appleby crea all’isola di Man una offshore, chiamata Stealth Limited, che acquista il jet dalla società di Hamilton alle Isole Vergini Britanniche, che ha un nome simile: Stealth Aviation Limited. L’aereo viene così importato in Europa, essendo l’isola parte del Regno Unito. Successivamente la Stealth Limited subaffitta il jet alla Tag Aviation Limited, azienda inglese che opera nel settore dei jet. E il gioco è fatto.
L’Europa però impone che la società importatrice dell’aereo sia vera, con tanto di certificazioni di volo, sedi, dipendenti, risorse tecniche e via dicendo, mentre bussando alla porta della Stealth Limited, che si trova al 33-37 di Athol Street in Douglas, capitale dell’isola di Man, si trova solo l’ufficio di Appleby, che da lì gestisce altre 1.100 società. La Stealth, dunque, non ha alcuno staff e non ha neppure una propria sede industriale. Ha invece un solo direttore, la General Controllers Limited, altra società creata da Appleby che risponde in caso di controlli fiscali.

Costruita la catena societaria, Appleby chiede ad Hamilton di recarsi all’isola di Man per firmare gli ultimi documenti, così da avviare la richiesta di recupero dell’Iva, avvertendolo che «questo comporterà un breve soggiorno, generalmente ci vogliono meno di due ore». Dopo il viaggio, avvenuto probabilmente nel gennaio 2013, quando Hamilton programma un volo insieme alla sua fidanzata, la modella Nicole Scherzinger, il campione si rimette in tasca 5,2 milioni di dollari”.

Che cosa sono i Paradise Papers

“Paradise Papers” è il nome in codice della nuova inchiesta condotta dall’Icij, il Consorzio internazionale di giornalismo investigativo (in Italia ne hanno parte L’Espresso e la trasmissione Rai Report), che svela investimenti presso paradisi fiscali di politici in tutto il mondo, imprenditori, reali e star della musica internazionale. Quest’utlima inchiesta segue quella denominata “Panama Papers”, che ha svelato una lunga lista di personaggi che hanno investito in società offshore. I Paradise Papers in particolare sono un database di 13,4 milioni di documenti riservati. Fra i nomi illustri coinvolti troviamo quelli della cantante Madonna e del leader degli U2 Bono Vox (Paul Hewson), il co-fondatore di Microsoft Paul Allen, il magnate George Soros, Facebook, Twitter, Nike e Adidas. Trema anche la Regina Elisabetta d’Inghilterra che sarebbe una cliente dei conti offshore, con circa 10 milioni di sterline investite in un fondo delle isole Cayman e provenienti da una delle sue proprietà, il ducato di Lancaster.

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