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Ferrari museo degli orrori/errori, storia e curiosità da Maranello

Il museo degli errori o orrori Ferrari era nella sala riunioni, dove venivano conservati i pezzi danneggiati delle Ferrari F1 che avevano ceduto in gara

Enzo Ferrari era solito raccogliere i pezzi che avevano causato una sconfitta: facevano parte del suo museo degli errori o degli orrori. Questa è storia Ferrari: nella vecchia configurazione dello stabilimento di Maranello, gli uffici erano ubicati nel fabbricato che ancora oggi incombe sul portone di accesso al cortile. L’ufficio di Enzo Ferrari era sulla sinistra appena dopo l’ingresso, con quattro finestre sulle quali il Commendatore poteva controllare in pratica qualsiasi movimento. Una scala portava al piano superiore dove vi era la sala delle riunioni.

L’ufficio di Enzo Ferrari a Maranello

Questo ambiente, col passare del tempo, aveva assunto caratteristiche particolari, ed è un peccato che nella ristrutturazione degli ultimi anni si sia persa la configurazione originale, essendovi oggi stati trasferiti gli uffici commerciali.

DOVE ERA? A partire da un certo momento, la sala riunioni venne definita “museo degli errori”. Si trattava di una stanza non molto grande, dotata di un lungo tavolo al centro, circondato da una decina di sedie e con una serie di vetrinette alle pareti.

Il fatto che aveva portato a quella curiosa denominazione era che nelle vetrinette erano presenti una serie di pezzi di auto da corsa: pistoni, valvole, bielle, ingranaggi, semiassi, ciascuno con un cartellino indicante una data e una località. Data e luogo corrispondevano ad una gara persa a causa della rottura di quel pezzo che veniva quindi conservato a futura memoria.

Enzo Ferrari ufficio museo degli orrori e degli errori

FERRARI PROCESSO I vecchi collaboratori del Drake raccontano che ogni volta che si verificava il cedimento di un pezzo, tutto l’episodio veniva discusso dai tecnici con la supervisione di Ferrari stesso, che non mancava di stigmatizzare l’eventuale inefficienza di chi quel pezzo l’aveva studiato, calcolato e realizzato, in un vero e proprio “processo del lunedì”.

Tutto ciò avveniva fintanto le automobili Ferrari venivano costruite quasi completamente in casa. Oggigiorno, con il ricorso massiccio a fornitori esterni per elementi specializzati, una cosa del genere non avrebbe più senso. È forse per questo che il famoso museo degli errori è scomparso. Ma al suo ricordo qualcuno trema ancora…

Enzo Ferrari

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