Stop motori termici 2035: obiettivo emissioni auto all’87,5%, cosa cambia
Francia e Germania raggiungono un accordo che coinvolge gli altri Paesi dell’Unione Europea sulla revisione degli obiettivi sulle emissioni. Cosa cambia con il nuovo target di riduzione della CO₂, fissato all’87,5% per il 2035.
Comandano Francia e Germania: se nel 2019 hanno imposto il Green Deal UE col ban termico 2035, adesso fanno retromarcia dal tutto elettrico, e arrivano a fissare un nuovo obiettivo. All’inizio il target era di un’eliminazione al 100% delle emissioni di CO2 del venduto, mentre ora si crolla all’87,5%.
Così Parigi e Berlino trionfano nell’Unione Europea facendo da traino agli altri 25 Paesi membri, come accaduto quasi un decennio addietro.
Stop motori termici 2035
Dal 90 all’87%, cosa cambia?
L’accordo prevede di ridurre dal 100% all’87,5% il target di riduzione delle emissioni di CO₂ delle auto nuove al 2035. Il restante 12,5% viene suddiviso in una quota del 7,5%, legata all’impiego di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell’Unione europea, mentre il testo riportato non specifica la compensazione per il restante 5%.
Viene confermato il target di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 per le auto. Per i veicoli commerciali leggeri, invece, l’obiettivo di riduzione al 2030 scende dal 40% al 35%; per il 2035 è indicato un target dell’80% per i furgoni.
L’intesa introduce inoltre un meccanismo di flessibilità per il rispetto dei limiti sulle emissioni nel periodo 2029-2031. Per il solo 2029 è ammesso uno scostamento massimo di 8 g/km.
Carburanti rinnovabili VEEF
Secondo punto caldo della triade europea che traccia la linea per tutti: se un’auto usa carburanti rinnovabili, è a zero emissioni. Come un’elettrica. Purché i combustibili siano conformi ai criteri della direttiva RED con emissioni di gas serra ridotte di almeno il 65%. Per questo viene introdotta una nuova categoria di omologazione denominata VEEF (Vehicles running Exclusively on Eligible Fuels). Il riconoscimento sarà subordinato a specifici requisiti: fino al 2032 potranno rientrare nella categoria i combustibili conformi ai criteri della direttiva europea RED e capaci di garantire una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 65%. Dal 2033, invece, saranno ammessi soltanto i biocarburanti avanzati.
Supercrediti per le auto più piccole
L’Industrial Accelerator Act prevede supercrediti fino al 2034 per favorire il raggiungimento degli obiettivi sulle emissioni: 1,2 per le auto elettriche ad alta efficienza e 1,4 per quelle di piccole dimensioni, con un ulteriore 0,1 per il leasing sociale. Per i piccoli furgoni prodotti nell’UE è previsto un coefficiente di 1,2 fino al 2035, destinato poi a salire a 1,4.
La battaglia politica
Partito popolare, Socialdemocratici e Liberali, ossia le tre fazioni di maggioranza nel Parlamento Europeo (espressione di Francia e Germania soprattutto) hanno trovato un accordo per l’87,5%. Meno ancora del 90% proposto dalla Commissione due anni fa. L’accordo dovrebbe sbloccare lo stallo sulla “preferenza europea” e sulle norme ETS2, che dal 2028 interesseranno trasporti stradali ed edifici. L’intesa politica potrebbe inoltre favorire il via libera del Parlamento europeo alla revisione dei parametri ETS per il periodo 2026-2030, con una maggiore disponibilità di quote gratuite per le industrie.
Cosa serve per il sì finale
L’accordo tra i gruppi parlamentari facilita l’approvazione a maggioranza semplice della plenaria dell’Eurocamera, previo via libera di partiti e commissioni. Successivamente, il Consiglio UE dovrà adottare una posizione con maggioranza qualificata (15 Paesi, 65% della popolazione) e avviare le trattative finali per recepire le norme nella legislazione comunitaria.
Ma è possibile un taglio ulteriore
L’avanzata delle destre in Francia e Germania lascia presagire che il testo subirà numerose modifiche prima dell’approvazione definitiva, allungando i tempi di almeno cinque o dieci mesi: chi governa cerca consenso copiando le istanze dell’opposizione. Successivamente, nel corso degli anni, l’accordo rischia di essere ulteriormente ridimensionato e depotenziato.
Questo progressivo annacquamento servirà come strategia politica per la sinistra e il centro: un compromesso indispensabile per evitare un crollo elettorale ulteriore, cercando (in modo ambiguo) di bilanciare le esigenze di tenuta dell’esecutivo con la tutela della propria identità politica di fronte a un quadro europeo in costante evoluzione.
→ Tutte le notizie sullo stop alla vendita di motori termici dal 2035
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