Notizie auto

Auto e ricambi usati: la svolta dell’UE che cambierà per sempre riparazioni e demolizioni dal 2032

Dal 2032 le nuove auto omologate in Europa dovranno essere progettate per facilitare la rimozione e la sostituzione di batterie, fari, paraurti e altri componenti.

I nuovi veicoli omologati nell’Unione europea dovranno rispettare requisiti più stringenti per facilitare lo smontaggio, il riutilizzo e il riciclo dei componenti. L’obiettivo è favorire l’economia circolare nel settore automotive, rendendo più semplice recuperare le parti ancora utilizzabili e le materie prime contenute nei veicoli destinati alla demolizione. Il principio alla base delle nuove disposizioni è il design for dismantling, cioè la progettazione dei veicoli in modo da consentire la rimozione dei componenti con maggiore facilità, sia durante le riparazioni sia negli impianti autorizzati al trattamento dei veicoli fuori uso.

Quali componenti devono essere facili da smontare

Il regolamento individua una lunga lista di parti e componenti che dovranno essere progettati per consentire una rimozione più semplice. Tra questi figurano batterie, motori elettrici, cambi, autoradio, paraurti e fari, oltre a una quota significativa dei vetri. L’elenco punta a rendere più agevoli gli interventi di manutenzione e riparazione, ma anche il recupero dei materiali quando il veicolo raggiunge la fine della propria vita utile.

I requisiti riguardano i nuovi tipi di veicoli sottoposti a omologazione dal 1° settembre 2032. Per i costruttori, questo significa considerare le operazioni di smontaggio già nella fase di sviluppo del mezzo, evitando soluzioni che rendano particolarmente complessa la separazione dei componenti. La Commissione europea potrà inoltre aggiornare le disposizioni in funzione dell’evoluzione tecnologica e scientifica.

Batterie e motori elettrici

Una delle questioni più rilevanti riguarda le batterie e i motori elettrici, componenti che contengono materie prime di valore e materiali strategici per l’industria europea. Il regolamento richiede che siano progettati in modo da poter essere rimossi e sostituiti facilmente, senza ricorrere a procedure distruttive. L’obiettivo è agevolarne il recupero, il riutilizzo e il ricondizionamento, riducendo la quantità di materiali che rischiano di andare perduti durante il trattamento dei veicoli fuori uso.

Il tema è importante anche per la disponibilità di risorse come neodimio, cobalto e rame, utilizzate in diversi componenti delle auto elettriche. Recuperare queste materie permette di ridurre la dipendenza dalle importazioni e di mantenere una quota maggiore del loro valore all’interno della filiera industriale europea.

L’impatto sul mercato: dai costi in officina alla sfida per il settore in Italia

L’introduzione del principio di design for dismantling punta a invertire la tendenza degli ultimi anni, che vedeva interi gruppi ottici saldati o moduli elettronici annegati nella resina costringere alla sostituzione in blocco anche per banali guasti. In Italia, l’applicazione del Regolamento sui veicoli a fine vita (ELV) impatterà direttamente la filiera dell’autoriparazione e della demolizione: da un lato carrozzerie e meccanici avranno a disposizione una maggiore quota di ricambi usati, ricondizionati e rifabbricati con standard di sicurezza certificati, con una potenziale riduzione dei costi di ripristino per gli automobilisti; dall’altro, gli impianti di trattamento dovranno ammodernare i processi per intercettare e recuperare materie prime critiche come cobalto, neodimio e rame prima della frantumazione.

Cosa cambia per gli impianti di trattamento dei veicoli fuori uso

Le nuove disposizioni riguardano anche le attività di demolizione e recupero. Gli impianti autorizzati dovranno rimuovere determinate parti prima della frantumazione dei veicoli, seguendo procedure finalizzate a preservare i componenti che possono essere riutilizzati, rifabbricati o ricondizionati. Sono previste eccezioni quando lo smontaggio comporta costi economici sproporzionati rispetto ai ricavi attesi, secondo le condizioni stabilite dal regolamento.

Quanto entra in vigore il nuovo regolamento?

Il nuovo regolamento europeo sui veicoli a fine vita è entrato in vigore il 13 agosto 2026 e si applicherà in generale dal 1° settembre 2028, mentre i requisiti di progettazione previsti per i nuovi tipi di veicoli scatteranno dal 1° settembre 2032. La transizione introduce quindi un percorso graduale verso un settore automotive più orientato al recupero delle risorse e alla circolarità con criteri di più estesi e delineati rispetto a quelli della precedente direttiva 2000/53/CE.

⭐ Ti piacciono i nostri articoli?

AGGIUNGI NEWSAUTO ALLE FONTI PREFERITE DI GOOGLE

👇 Clicca sui tag qui sotto per esplorare gli approfondimenti correlati!

Marco Savo

Marco Savo, classe 1983. La mia carriera è iniziata nel mondo del calcio per poi approdare a quello dell’auto. Cerco di aggiornare gli appassionati e gli utenti dell'auto con gli argomenti più interessanti legati alle automobili.