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Furto auto, all’Autogrill momenti di panico!

Amara sorpresa all'Autogrill di Fiorenzuola dove una famiglia all'uscita del ristorante si rende conto del furto della propria auto in autostrada...

Il furto auto è una di quelle cose che nessuno si augura. Il furto auto all’Autogrill è tra i peggiori che possa capitare perché spesso in viaggio con la famiglia con l’auto carica di tutto o per lavoro.
Di auto ne vengono rubate continuamente ogni giorno alcune meno altre sono più ricercate dai ladri. Il panico è maggiore specialmente se non si è assicurati o soprattutto durante un viaggio al momento di una sosta all’Autogrill come è capitato a Luca Tronconi nella storia da lui stesso raccontata, che vede protagonisti un ponte, l’autostrada ed un piazzale dell’Autogrill.

Furto auto all’autogrill

A volte quando si lascia l’auto solo per qualche istante e capita di non ritrovarla più perché l’hanno rubata: si tratta di furti d’auto che accadano anche nei piazzali dell’Autogrill in autostrada. E’ tanta oggi l’abilità dei ladri d’auto ad aprire un autoveicolo in poco tempo, metterlo in moto e portarlo via anche se dotato di sistemi di allarme più sofisticati. Non trovandola più nel posto dove l’avevamo parcheggiata si realizza di essere stati vittime di un bel furto d’auto con tappa successiva obbligata alla più vicina stazione dei Carabinieri o Polizia per esporre denuncia di furto.
Un furto d’auto può capitare anche durante una sosta in Autogrill?

Questa è la incredibile storia di un presunto furto d’auto all’Autogrill di Fiorenzuola, il ristoro sul ponte, che ci racconta lo stesso Luca Tronconi.

Dopo alcuni giorni di vacanza, in viaggio vero la strada di casa, si decide per una sosta rapida all’Autogrill.
Precisamente, quello di Fiorenzuola collegato da ambo i lati dal ponte ristorante che sovrasta l’autostrada.
Particolare, quest’ultimo, apparentemente insignificante e che in realtà sarà testimone del dramma di una famiglia intera.
La mia.

Parcheggiamo. Entriamo in autogrill e decidiamo di salire sul ponte per mangiare al self service.

Terminato un pasto veloce, ci dirigiamo, ignari di ciò che ci aspettava, alla macchina.
Con in braccio la bimba, mi trascino stancamente al parcheggio. La Claudia, leggermente distaccata, mi segue a ruota.
Cammino… Cammino.. Mi guardo indietro.
Cammino ancora un pò. Mi rivolto un attimo.

Non vedo la macchina…
Mentre una vendemmia di bestemmie mi offusca la mente, guardo mia moglie e, piu’ triste di Valentino Rossi all’Agenzia delle Entrate, sentenzio: “Claudia, ce l’hanno rubata”.

Non ottengo, per dir la verità, alcun cenno di risposta.
Piuttosto, dalla espressione alla Gasparri di mia moglie, intuisco che la mia affermazione non sia stata correttamente percepita.
In compenso, Uno strano ghigno, vagamente isterico, accompagna le linee del suo viso.

Ad ogni modo, si piomba nel dramma.
40 gradi all’ombra, senza il mio telefono, lasciato in macchina, la bimba in braccio. Nemmeno un anima nelle vicinanze.
Mi sono sentito come Tom hanks in ‘Cast away’.
Già pensavo ad utilizzare due lastre di eternit, che giacevano nel piazzale, come rifugio per la notte.
Solo contro tutti.
Anzi no. Non proprio solo.

C’era anche mia moglie, in pieno stato confusionale, in un terribile mix fatto di mestruazioni, disperazione, stanchezza ed isteria, che vagava per l’area di servizio agitando le chiavi della macchina, come un parroco durante la benedizione pasquale.
Sperando, probabilmente, che gli ultrasuoni del telecomando potessero in qualche modo riportare il veicolo.
Rassegnato al peggio, recupero la coniuge, più in botta di un quindicenne impasticcato al ‘Cocorico’, e la informo che è ora di avvertire la polizia.

Claudia, dopo aver digitato una serie infinita di numeri a caso, riesce in qualche modo a prendere la linea con la polizia.
Al di la’ della cornetta, ecco l’illuminazione.
“Signora, e’ sicura di non essere scesa dalla parte opposta dell’auto grill? Provi a controllare.”


Le sue parole, inizialmente snobbate con la tipica stizza di chi sa che non può essere così coglione, iniziano a scaldarmi il cuore come una caraffa di borghetti bevuto in curva, a gennaio, durante un posticipo serale, al Nereo Rocco di Trieste.
Allora ritorniamo dentro l’Autogrill. Ovviamente trafelati, sudati, Disperati e speranzosi.
Saliamo sul ponte ristorante.
Si va dalla direzione opposta.

Si esce. C’è il parcheggio… E c’è la macchina!
Improvvisatomi credente, piango di gioia come un Paolo Brosio qualunque durante una visione a medjugorie e ringrazio Dio, peraltro già abbondantemente invocato in precedenza, recitando il rosario in perfetto latino.

La Claudia, miracolosamente sopravvissuta ad una overdose di Buscopan, esulta danzando come una ballerina professionista alla prima dello schiaccianoci.
La Matilde, dopo essersi cambiata il pannolino da sola, prendeva il cellulare e telefonava agli assistenti sociali chiedendo l’immediato affidamento ad una casa famiglia.
Ma questa e’ un’altra storia.
Buone ferie!”

Sicuramente è capitato a più di qualcuno di sbagliare l’uscita dal ristoro a ponte di un Autogrill dotato di doppio accesso per consentire il raggiungimento da entrambe le direzioni in autostrada.
Prima di allarmarsi, verificare bene se siamo sul lato giusto del piazzale di sosta….

Luca e Claudia le vittime del presunto furto d’auto all’Autogrill di Fiorenzuola, una storia divertente da condividere agli amici. Luca Tronconi con Claudia vittime del furto auto in autostrada

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