Emissioni auto, accordo Francia-Germania: cosa cambia dal 2035 per i motori termici
L'accordo apre al confronto sulla possibile immatricolazione di auto con motore termico alimentate da carburanti rinnovabili dopo il 2035 e introduce una proposta per rafforzare la produzione europea di auto e componenti.

Francia e Germania hanno raggiunto un’intesa sul futuro dell’industria automobilistica europea. L’accordo, annunciato il 16 ottobre 2026 a margine del Vertice UE di Bruxelles, definisce una posizione comune sulla riduzione delle emissioni delle auto nuove e sulla produzione di veicoli e componenti in Europa. Il documento propone di mantenere un taglio del 90% delle emissioni di CO₂ entro il 2035 rispetto ai livelli del 2021, senza chiedere alle Case automobilistiche di compensare il restante 10%.
L’intesa affronta anche il futuro dei motori a combustione interna alimentati con carburanti rinnovabili e introduce il principio della preferenza europea, con l’obiettivo di sostenere investimenti, ricerca e filiere produttive del continente. Non è però una norma già in vigore: si tratta di una posizione politica condivisa da Parigi e Berlino, che dovrà essere discussa con gli altri Stati membri e con le istituzioni UE.
Accordo Francia-Germania sulle emissioni
Emissioni auto ridotte del 90% entro il 2035
Il primo punto dell’intesa riguarda gli obiettivi di decarbonizzazione del settore automobilistico. Francia e Germania propongono di fissare al 90% la riduzione delle emissioni medie di CO₂ delle nuove auto entro il 2035, prendendo come riferimento i livelli del 2021. La proposta esclude l’obbligo, ipotizzato in precedenza, di compensare il 10% residuo attraverso misure aggiuntive, come l’impiego di materiali a basse emissioni o di carburanti alternativi.
La posizione comune si inserisce nel confronto sulla revisione delle regole europee per le auto nuove dal 2035. Il quadro normativo attuale punta a una riduzione del 100% delle emissioni allo scarico rispetto al 2021, mentre la Commissione europea ha già avviato un percorso di revisione per introdurre maggiore flessibilità.
L’accordo franco-tedesco non modifica direttamente le regole: indica la direzione che i due governi intendono sostenere nel negoziato europeo. Per diventare effettive, le eventuali modifiche dovranno essere concordate attraverso il processo legislativo dell’Unione.
Auto a benzina e diesel dopo il 2035
Un altro punto centrale riguarda la possibilità di continuare a immatricolare veicoli con motore a combustione interna anche dopo il 2035. Francia e Germania chiedono una normativa che lasci spazio ai mezzi alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili a emissioni nette di CO₂ pari a zero, nell’ambito di una maggiore flessibilità tecnologica.
La proposta non equivale quindi a una cancellazione immediata del traguardo europeo per il 2035 e non autorizza automaticamente la vendita di qualsiasi nuova auto a benzina o diesel oltre quella data. Le condizioni per l’eventuale apertura ai motori termici, così come i criteri per definire i carburanti ammessi, dovranno essere stabiliti nel testo legislativo definitivo.
Per le Case automobilistiche, l’esito del negoziato determinerà quali soluzioni potranno essere commercializzate dopo il 2035 e a quali condizioni.
Auto e componenti prodotti nell’UE
Il secondo pilastro dell’intesa riguarda il rafforzamento della produzione europea. Francia e Germania propongono di collegare la transizione verso veicoli a basse emissioni a una maggiore presenza industriale nel continente, sostenendo investimenti, ricerca e sviluppo e catene di approvvigionamento locali.
La proposta franco-tedesca prevede che il 70% dei componenti di un’auto, batterie escluse, sia prodotto in Europa e che il 10% dei contenuti delle batterie provenga da fonti europee.
La definizione di Made in Europe potrebbe inoltre comprendere il Regno Unito e altri Paesi che facevano parte del mercato unico al 1° gennaio 2020, a condizione che rispettino i criteri di reciprocità e le regole europee in materia commerciale e di investimenti. L’obiettivo è mantenere più stretti i legami industriali con partner strategici, evitando che la preferenza europea si limiti necessariamente ai 27 Stati membri.
Cosa cambia per le Case automobilistiche
L’intesa franco-tedesca lega quindi due questioni: la flessibilità delle regole sulle emissioni dopo il 2035 e il rafforzamento della produzione di auto e componenti in Europa. Per i costruttori, l’esito del negoziato sarà importante sia per pianificare le future motorizzazioni sia per organizzare le catene di fornitura.
Al momento, però, non cambiano le regole applicabili alle auto nuove.
La dichiarazione congiunta del 16 ottobre 2026 rappresenta la posizione politica di Francia e Germania e dovrà essere discussa con gli altri governi e con le istituzioni europee. I contenuti definitivi, le condizioni per l’eventuale utilizzo dei carburanti rinnovabili e i requisiti di produzione europea dipenderanno dal testo che sarà approvato al termine del processo legislativo.
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