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Crisi Renault, tagli posti di lavoro per evitare il fallimento

Il piano anti crisi varato dal Gruppo Renault prevede quasi 15.000 tagli di posti di lavoro, di cui 4.600 in Francia. A rischio il futuro del marchio Alpine che potrebbe pagare più di tutti lo scotto della crisi.

Il Gruppo Renault ha annunciato il piano per uscire dalla crisi e scongiurare l’ipotesi fallimento formulata dal Ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire. La strategia, come ampiamente preannunciato, prevede pesanti tagli di ben 15.000 posti di lavoro, di cui 4.600 in Francia. L’obiettivo infatti è quello di tagliare oltre 2 miliardi di costi nel giro di tre anni. A farne le spese probabilmente anche lo stabilimento di Dieppe, dove viene prodotta l’Alpine A110 il cui futuro è fortemente in discussione per rispettare il piano anti-crisi del Gruppo.

Crisi Renault, come uscirne fuori

Per uscire dalla crisi Renault punta sui veicoli elettrici, veicoli commerciali, sull’economia circolare e sull’innovazione tecnologica. A Flins e Guyancourt, il Gruppo riorganizzerebbe le sue attività. Il costo stimato per la realizzazione del piano di rilancio è di 1,2 miliardi di euro.

Renault Zoe 2020
Le auto elettriche sono al centro del progetto anti crisi varato da Renault

Il progetto di adeguamento del personale verterebbe su misure di riconversione, mobilità interna e dimissioni volontarie.

Tagli di posto di lavoro Renault in Francia

I piano di tagli Renault sarebbe ripartito su tre anni e riguarderebbe circa 4.600 posti di lavoro in Francia, a cui si aggiungerebbe la riduzione di oltre 10.000 altre posizioni nel resto del mondo.

In Francia sono quattro le ipotesi di lavoro per ottimizzare l’apparato industriale e che saranno oggetto di una concertazione approfondita con tutti gli stakeholder ed in particolare, le parti sociali e gli enti locali. I siti interessati a tagli sono quello di Douai e Maubeuge. Il loro futuro non è del tutto compromesso perché qui si vuole creare un centro di eccellenza ottimizzato per i veicoli elettrici e commerciali leggeri nel nord della Francia. Renault sta riflettendo anche sulla riconversione dello stabilimento di Dieppe e se decretare la parola fine sulla produzione dell’Alpine A110.

I tagli potrebbero colpire lo stabilimento di Dieppe dove viene costruita l’Alpine A110

A Flins, vicino Parigi, invece si punta a creare un ecosistema di economia circolare nello stabilimento, che comprenda il trasferimento delle attività di Choisy-le-Roi. Per quanto riguarda la Fonderie de Bretagne, Renault avvia una revisione strategica.

Tagli di posto di lavoro Renault in Marocco, Romania e Russia

Fuori dai confini francesi Renault ha annunciato la sospensione dei progetti di aumento della capacità previsti in Marocco e Romania ed uno studio per l’adattamento delle capacità produttive del Gruppo in Russia.

Renault City K-ZE vista di profilo
In Cina la Renault sarà presente solo con le auto elettriche

Fuori dall’Europa il Gruppo Renault ha deciso di cessare le proprie quote di partecipazione in Dongfeng Renault Automotive Company Ltd (DRAC) in Cina a Dongfeng Motor Corporation e la cessazione delle attività delle autovetture termiche di Marca Renault sul mercato cinese. In Asia il marchio francese venderà solo auto elettriche.

Intervento del Governo francese nella crisi Renault

Il Governo francese detiene il 15% delle azioni del Gruppo Renault. In quanto azionista ed a garanzia dei posti di lavoro il Governo francese interviene nella crisi Renault con un garanzia di credito di 5 miliardi di euro. Lo Stato garantisce sul 90% dell’importo totale del prestito garantito dal pool di banche composto da cinque istituti: BNP Paribas, Crédit Agricole, HSBC France, Natixis e Société Générale.

“Ho fiducia nei nostri punti di forza, nei nostri valori e nella Direzione dell’azienda che ci permetteranno di realizzare con successo la trasformazione prevista e restituire al nostro Gruppo tutto il suo valore grazie a questo piano – ha dichiarato Jean-Dominique Senard, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Renault – gli sviluppi pianificati sono fondamentali per garantire la perennità dell’azienda e la sua crescita a lungo termine.

Jean-Dominique Senard, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Renault
Jean-Dominique Senard, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Renault

È solo con un approccio collettivo e con il sostegno dei nostri partner dell’Alleanza che saremo in grado di raggiungere i nostri obiettivi e di rendere il Gruppo Renault protagonista dell’industria automotive dei prossimi anni. Siamo perfettamente consapevoli della responsabilità che abbiamo e la trasformazione prevista potrà essere realizzata solo nel rispetto di tutti gli stakeholder del nostro Gruppo e attraverso un dialogo sociale esemplare”.

“In un contesto caratterizzato da incertezze e complessità, questo progetto è di vitale importanza per garantire una performance solida e sostenibile – ha aggiunto Clotilde Delbos, Direttore Generale ad interim di Renault – beneficiando dei nostri numerosi punti di forza, come il veicolo elettrico, capitalizzando sulle risorse e sulle tecnologie del Gruppo Renault e dell’Alleanza.

Clotilde Delbos, Direttore Generale ad interim di Renault
Clotilde Delbos, Direttore Generale ad interim di Renault

Dobbiamo perciò ridurre la complessità connessa allo sviluppo e alla produzione dei nostri veicoli, intendiamo realizzare economie di scala allo scopo di ripristinare la nostra redditività globale e garantire il nostro sviluppo in Francia e sui mercati internazionali. Questo progetto deve permetterci a termine di guardare al futuro con fiducia”.

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