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COP26 FLOP? Salta l’accordo sul clima per le auto elettriche?

Alcuni costruttori auto puntano i piedi e dicono NO alla fine del motore endotermico nel 2040. NO alla firma dell’accordo di Glasgow nella COP26. Ma non solo: c'è anche anche l'Italia che si dissocia insieme a Cina, Francia, Germania e Stati Uniti.

A Glasgow, in Scozia, si è chiusa la COP26, la conferenza delle Nazioni Unite ovvero ” Conferenza delle Parti” dove sono stati affrontati temi fondamentali per contrastare il cambiamento climatico, tra cui la transizione verso la mobilità elettrica che riguarda direttamente tutti gli automobilisti e il settore auto.

COP26 conferenza su clima, carbone e automobili

Alla COP26 2021 erano presenti 197 nazioni firmatarie della cosiddetta “Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici” con i più importanti leader mondiali, nonché gli attivisti e i maggiori esperti di tematiche ambientali della comunità scientifica.

Alla COP26 è stato firmato il cosiddetto “Patto di Glasgow” per accelerare la lotta ai cambiamenti climatici e delineare le basi per il suo finanziamento futuro. Tra i Paesi non firmatari ci sono Cina, Francia, Italia, Germania e Stati Uniti.

COP26 accordo Patto di Glasgow per il clima
Durante la COP26 è stato siglato il Patto di Glasgow per il clima

Nell’accordo l’India è riuscita ad ottenere un cambiamento facendo sostituire nel testo la formula “phase-out”, cioè “eliminazione graduale” del carbone, con l’espressione “phase-down”, cioè “riduzione graduale”.

COP26 auto elettriche, alcuni costruttori auto non firmano l’accordo, chi firma e chi NO

La COP26 ovviamente ha toccato il tema della mobilità e delle automobili con espressa richiesta alle Case auto di impegnarsi ad accelerare verso la mobilità elettrica. Non tutti i costruttori però sono d’accordo sulla fine del motore a combustione interna (che inquina veramente meno dall’Euro 6 in poi) e tra i marchi “ribelli” ci sono i più grandi gruppi, come BMW, Renault, Hyundai, Stellantis, Toyota e Gruppo Volkswagen. Queste Case automobilistiche non hanno firmato l’accordo (non vincolante) per eliminare totalmente le emissioni delle nuove auto entro il 2040.

Costruttori che hanno firmato, SI favorevoli alla fine del motore endotermico

C’è chi invece ha firmato l’impegno per eliminare le emissioni delle nuove auto entro il 2040: Ford, Mercedes, Jaguar Land Rover, Volvo e BYD. Non hanno firmato alcuni tra i più grandi gruppi, come BMW, Renault, Hyundai, Stellantis, Toyota e Gruppo Volkswagen.

Secondo alcuni la causa del rifiuto a firmare delle suddette Case auto è da ricercarsi nella preoccupazione verso gli impatti economici della transizione con i veicoli a zero emissioni. Ma non solo. C’è anche il discorso che, a quanto pare, produrre un’auto elettrica non sia proprio così tanto ecologico, considerando il bilancio complessivo della sua produzione, ma anche e soprattutto della batteria agli ioni di litio.

COP26 accordo auto elettriche 2040
Alcuni costruttori di automobili, tra cui Toyota, non hanno sottoscritto l’accordo della COP26 per l’auto elettrica

Volvo, Ford, GM, Mercedes-Benz, la cinese BYD e Jaguar Land Rover invece hanno aderito firmando il patto per il 2040. Ricordiamo che l’Europa ha già deciso di vietare la vendita di auto termiche a partire dal 2035.

COP26 auto elettriche, chi dice no all’auto elettrica

Fra chi ha detto “no all’auto elettrica” a tutti i costi c’è anche l’Italia, preoccupata degli effetti economici soprattutto sull’industria automobilistica. Il rifiuto italiano è stato spiegato dal Ministro dello Sviluppo Economico (MISE) Giancarlo Giorgetti al Corriere della Sera, dicendosi preoccupato delle sorti dell’intero settore della componentistica italiana che con la transizione all’elettrico potrebbe essere azzerato.

“Dobbiamo affrontare la transizione ecologica con un approccio tecnologicamente neutrale: decarbonizzazione non può diventare sinonimo di elettrico.

COP26 accordo auto elettriche 2040
Anche l’Italia non ha aderito all’accordo della COP26 per l’auto elettrica

Così facciamo diventare ideologico un percorso che invece deve essere razionale. Tutti vogliamo combattere l’inquinamento, vivere in un mondo più sano e compatibile con l’ambiente e per questo non possiamo bocciare altre strade in modo pregiudiziale. Devono proseguire ricerca e studio su altri combustibili non fossili, sui quali le nostre imprese stanno facendo investimenti importanti: non possono essere esclusi a priori”.

Alla fine quindi ci sono costruttori che hanno detto NO come BMW, Volkswagen, Toyota, FCA/Stellantis, Renault/Nissan, mentre altre Case automobilistiche dicono NO alla fine delle vendite delle auto termiche pur favorevoli alle altre motorizzazioni oltre a quelle elettriche come le ibride e con motore tradizionale diesel o benzina.

Transizione energetica, la soluzione non è solo elettrica

La propulsione di un’automobile può essere a zero emissioni anche utilizzando l’idrogeno. Dal Giappone (Toyota) arrivano le prime conferme. Non a caso nel Sol Levante è nata una vera e propria alleanza fra Toyota, Subaru e Mazda per salvare il motore termico.

E-fuel, cosa sono e come funzionano i carburanti sintetici
Le case auto che hanno rifiutato l’accordo sull’elettrico propongono un approccio multi tecnologico per combattere i cambiamenti climatici

Il banco di prova delle tecnologie alternative all’elettrico sono le corse, con i ter marchi che hanno gareggiato nella gara di durata per veicoli di serie Super Taikyu di Okayama, il 13 3 14 novembre 2021.

Mazda ha utilizzato il biodiesel su una Mazda2 denominata “Mazda Spirit Racing Bio concept” mentre Toyota e Subaru hanno schierato una BRZ e una GR86, alimentate da carburanti sintetici ricavati dalle biomasse.

FLOP COP26?

COP26 è un flop? Parola d’ordine: “riduzione graduale”. Andiamo piano con questa transizione energetica perché ci costerà veramente caro. Qualcuno ha già detto che la COP26 è stato un vero flop, con la Cina e l’India, due dei maggiori Paesi inquinanti del pianeta, che l’hanno spuntata e continuano nella loro politica espansiva basata sul carbone. Tutto questo mentre l’Europa si è data dei vincoli ben precisi sacrificando anche tutto il suo background tecnologico, soprattutto motoristico con a rischio milioni di posti di lavoro, in nome della transizione elettrica.

Il flop di Glasgow inoltre ci ha mostrato il vero volto della rivoluzione elettrica della Cina, spinta più dal suo profitto che dalle questioni ambientali. Il Dragone quando ha capito di non poter competere con l’Europa nello sviluppo di motori termici puliti ha iniziato a sfornare auto elettriche, soprattutto dopo che ha messo le mani sul controllo delle materie prime per le batterie, ovvero il litio. La dimostrazione tangibile è che, nonostante il grande utilizzo di veicoli EV, la Cina continua ad inquinare più di tutti, con l‘India che la segue a ruota.

E tu cosa ne pensi? Continuare a produrre auto con motore a combustione interna con bassissime emissioni inquinanti è una scelta saggia e intelligente? In questo caso sicuramente si avrà un mercato più vasto con più scelta per la clientela, che trova prodotti in grado di soddisfare le proprie esigenze potendo scegliere in base al proprio budget.

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Marco Savo

Classe 1983, giornalista, grandissimo appassionato di motori e calcio... !

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