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Autostrade per l’Italia attacca il Governo, risarcimento da 23 miliardi

Si va allo scontro duro tra Autostrade per l’Italia e il Governo. In caso di revoca delle concessioni autostradali il Gruppo della famiglia Benetton chiede un mega risarcimento di 23 miliardi di euro.

Autostrade per l’Italia va al contrattacco del Governo e chiede un risarcimento di 23 miliardi di euro per danni in caso di revoca delle concessioni. E’ la reazione rabbiosa di Autostrade, del Gruppo Atlantia e della famiglia Benetton in risposta della norma inserita nel decreto milleproroghe che apre alla possibilità di trasferire il controllo delle strade e della rete autostradale all’Anas.

Autostrade per l’Italia dunque chiede un risarcimento del 100 per cento del valore della concessione (23 miliardi di euro) in ragione dei “molteplici diritti e principi sanciti dalla Costituzione e dal diritto comunitario, incluso il rispetto del principio di affidamento e a tutela del patrimonio della Società e di tutti gli stakeholders”.

Autostrade per l’Italia: l’Azienda si riserva di mettere in atto ogni azione a tutela della Società e di tutti gli Stakeholders

Autostrade per l’Italia ha appreso da organi di informazione che il Consiglio dei Ministri nella seduta del 21 dicembre, in sede di adozione del decreto legge c.d. “Milleproroghe”, avrebbe approvato (con la formula salvo intese) delle disposizioni in materia di concessioni autostradali finalizzate, tra l’altro, a modificare ex lege alcune clausole della vigente Convenzione Unica di Autostrade per l’Italia (a suo tempo approvata con legge) in ordine alla revoca, decadenza o risoluzione meglio specificate nella bozza di decreto legge.

Autostrade per l’Italia si tutela con richiesta di risarcimento in caso di revoca

Il CdA di Autostrade per l’Italia ha preso in esame detto testo e, pur non potendo conoscere la versione definitiva delle disposizioni, ha ritenuto come già sottolineato da Aiscat che lo stesso presenti rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee. Per tale ragione la società sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa in termini di legittimità costituzionale e comunitaria delle disposizioni normative in merito ai principi di affidamento, di libertà di stabilimento e di concorrenza, di proporzionalità e di ragionevolezza.

Con il Decreto Milleproroghe la revoca delle concessioni autostradali?

Tali disposizioni sarebbero peraltro approvate in un decreto legge in assenza dei necessari requisiti di estrema urgenza e necessità, nonché di quelli di omogeneità del disposto normativo “Milleproroghe”.
Anche alla luce delle recenti ordinanze del TAR Liguria di rimessione alla Corte Costituzionale delle disposizioni del Decreto Genova, la nuova norma appare irragionevole, non essendo assistita da alcuna congrua motivazione, con presunta valenza retroattiva.

Già nel 2006 la Commissione Europea ha peraltro sancito che i contratti di concessione non sono modificabili in modo unilaterale, in forza dei principi della certezza del diritto e del legittimo affidamento.

Per effetto di ciò il CdA di Autostrade per l’Italia ha ritenuto di indirizzare al Ministero Concedente, nonché alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell’Economia, una comunicazione nella quale evidenzia che l’eventuale adozione di una norma con contenuti analoghi a quelli indicati nell’art.33 determinerebbe il verificarsi dei presupposti di cui all’art.9 bis comma 4 della Convenzione Unica e quindi la risoluzione di diritto della stessa. Ciò in ragione del “rispetto del principio di affidamento” e a tutela del patrimonio della società e di tutti gli stakeholders”.

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In caso di revoca delle concessioni Autostrade chiede un risarcimento di 23 miliardi di euro

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