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Abolizione superbollo 2023

Depositato l'emendamento alla legge delega fiscale che contiene l'abolizione definitiva del superbollo, insieme alla cancellazione di altri micro-tributi.

E’ stato depositato il 26 maggio 2023 l’emendamento alla legge delega fiscale in Commissione Finanza della Camera che contiene la richiesta di abolizione del superbollo, l’iniqua tassa sulle auto con oltre 185 kW di potenza. Già nel passato era stata proposta l’abolizione di questa tassa che dal 2012 ha praticamente azzerato il mercato delle auto più performanti. Il Governo Meloni all’interno della legge delega fiscale cancella definitivamente il superbollo, insieme ad altre micro-tasse che gravano sugli italiani.

Abolizione superbollo 2023 Governo Meloni
Nella Riforma fiscale del Governo Meloni c’è l’abolizione del superbollo nel 2023

Abolizione superbollo 2023

La proposta di legge per l’abrogazione del superbollo è stata presentata dall’On. Riccardo Augusto Marchetti insieme agli onorevoli On. Elena MaccantiOn. Andrea DaraOn. Domenico FurgiueleOn. Erik Umberto PrettoOn. Gianangelo BofOn. Anastasio Carra’On. Laura CavandoliOn. Attilio Pierro, On. Rebecca Frassini. Questo è il testo integrale della proposta di legge con la relativa illustrazione introduttiva: “Abrogazione del comma 21 dell’articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, concernente l’addizionale erariale sulla tassa automobilistica per le autovetture e gli autoveicoli destinati al trasporto promiscuo di persone e cose, aventi potenza superiore a 185 chilowatt” (760)

ABOLIZIONE DEL SUPERBOLLO

Onorevoli Colleghi! – La presente proposta di legge mira ad abolire la maggiorazione sulla tassa automobilistica per le autovetture e gli autoveicoli destinati al trasporto promiscuo di persone e cose con potenza superiore a 252 cavalli vapore (CV), cosiddetto «super-bollo». Introdotto dal decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, esso prevedeva un’addizionale erariale della tassa automobilistica, pari a 10 euro per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 225 chilowatt. A partire dal 2012, per effetto della successiva modifica apportata dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2011, n. 201, tale addizionale è aumentata a 20 euro per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a 185 chilowatt.

 Secondo le stime effettuate all’atto dell’introduzione della misura, tale maggiorazione avrebbe dovuto generare entrate per oltre 160 milioni di euro, ma – in concreto – nello stesso anno 2012 essa ha determinato solo delle perdite per lo Stato in termini di minor gettito sia ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (-93 milioni di euro) sia ai fini dell’imposta di bollo sull’auto (-13 milioni di euro), cui si aggiungono ulteriori perdite, pari a poco più di 30 milioni di euro, a carico delle regioni e delle province, senza considerare il danno, difficilmente quantificabile, a tutto il comparto automobilistico nazionale, dalle case automobilistiche all’indotto, agli artigiani per gli interni e alle imprese che producono la componentistica, compresi i dipendenti. L’Italia, infatti, è la terra dei motori dove vengono realizzate automobili di grandissimo pregio che, a causa del superbollo, hanno registrato un importante crollo nelle vendite o l’immatricolazione tramite società di leasing in Paesi esteri, causando un danno importante all’erario e alle regioni. Inoltre, esistono modelli di veicoli con valore commerciale molto inferiore rispetto alla maggiorazione richiesta dallo Stato per l’applicazione del superbollo.

  Tutto ciò comporta anche un crollo del valore di questi veicoli, che compromette in modo considerevole il mercato dell’usato e scoraggia l’acquisto del nuovo. Per contrastare questa tendenza negativa che ha interessato il settore dell’automotive e di conseguenza anche l’erario, con la presente proposta di legge si dispone l’abrogazione, a decorrere dall’anno 2023, delle citate disposizioni che hanno introdotto inutile e dannosa addizionale. Per compensare il minore gettito eventualmente derivante dall’abrogazione del superbollo, il comma 2 dell’articolo unico di cui si compone la presente proposta di legge prevede una disposizione di copertura finanziaria, pari a 15 milioni di euro annui a decorrere dal 2023, che – ad avviso del proponente – potrebbe anche rivelarsi non necessaria. L’abolizione del superbollo, infatti, potrebbe generare non un minore gettito, bensì delle maggiori entrate per la finanza pubblica derivanti da un aumento delle immatricolazioni; a tale fine, si prevede che esse concorrano al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica.

PROPOSTA DI LEGGE ABOLIZIONE SUPERBOLLO

Art. 1.
 1. Il comma 21 dell’articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, è abrogato.
  2. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, valutati in 15 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.
  3. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Il Governo Meloni all’interno della Riforma Fiscale grazie a questo intervento elimina anche tutta una serie di micro-tasse, oltre al superbollo. Già in passato, nelle scorse legislature anche il Senatore di Fratelli d’Italia Andrea de Bertoldi più volte aveva proposto emendamenti che contenevano l’abolizione del superbollo e si era fortemente attivato per contrastare questa tassa.

Mentre il bollo viene riscosso dalle regioni, il superbollo è destinato invece alle casse dello Stato che tra il 2012 e il 2019 ha portato circa 900 milioni di euro, ovvero circa 113 milioni di media all’anno ma con notevole altri perdite da contemplare.

Abolizione superbollo, un micro tributo da abolire

Tale tassa, che ha prodotto solo danni al mercato dell’auto, fa parte della categoria dei cosiddetti “micro tributi”, ovvero delle tasse che contribuiscono complessivamente a meno dello 0,1% delle entrate tributarie. Insieme al superbollo, potrebbero essere cancellati altri micro tributi come ad esempio quello sugli “intrattenimenti”, più noto come “tassa sui biliardini”, nonché la tassa sulla laurea e sugli esami dell’Università. Dall’abolizione dei micro-tributi, l’Erario perderebbe in totale 152 milioni di euro, uno sforzo sostenibile per le casse statali che al contempo potrebbe aiutare a rilanciare interi settori.

Il Superbollo 

Il superbollo è stato inizialmente introdotto dal Governo Berlusconi per i veicoli con potenze superiore ai 225 kW, ma successivamente il Governo Monti nel 2012 portò la soglia agli attuali 185 kW (20 euro per ogni kW in più).

Perché in Italia c’è il superbollo sulle auto?

Ma perché in Italia c’è il superbollo? Questa tassa costringe i proprietari di auto a pagare 20 euro per ogni kW di potenza superiore ai 185 kW. Un bel conto salato che si aggiunge al bollo auto, fra i più cari in tutta Europa. Basti pensare che un’auto come la Stelvio Quadrifoglio in Italia arriva a pagare oltre 5.000 euro mentre in Germania meno di 1.000 euro.

Ad esempio, la Mercedes-AMG GT R motorizzata con il 4 mila biturbo da 585 CV in Germania paga meno di 500 Euro, mentre in Italia arriva a pagare 7.000 Euro (5.000 Euro di solo superbollo più il bollo di € 1.694).

Mercedes-AMG GT R che paga il superbollo in Italia
In Italia la Mercedes-AMG GT R paga oltre 7.000 di superbollo contro i 500 euro della Germania

Dopo la caduta del Governo Berlusconi, quello tecnico guidato da Monti cambiò le carte in tavola innalzando la tassa agli attuali 20 euro, che a partire dal 1° gennaio 2012 si sono dovuti pagare superati i 185 kW di potenza. Il superbollo avrebbe dovuto portare più di 150 milioni di euro, ma il crollo delle immatricolazioni ha determinato una perdita complessiva di circa 140 milioni di euro e perdite di posti di lavoro.

Nel 2014 Elaborare ha raccolto oltre 5.000 firma per abolire il superbollo
Nel 2014 Elaborare ha raccolto oltre 5.000 firma per abolire il superbollo

Il magazine ELABORARE nel 2014 aveva raccolto oltre 5.000 firme, con una petizione on line contro il superbollo, consegnate alla IX Commissione della Camera dei Deputati e successivamente anche il Ministro Maurizio Lupi aveva tentato di mettere fine a questa tassa disonesta con un DDL.

Superbollo, quando verrà abolito?

La delega fiscale, con l’abolizione del superbollo e delle micro-tasse, è in discussione alla Camera. Venerdì 26 maggio 2023 alle ore 12.00 è stato presentato l’emendamento alla legge delega fiscale.

Il superbollo, nonostante i pessimi risultati prodotti finora, è stata un’entrata a cui la Ragioneria dello Stato non ha voluto rinunciare. A bilancio questa è stata un’entrata sicura, mentre gli effetti negativi derivanti dall’IVA e dalle vendite di auto sportive in calo sono solo teorici.

Il superbollo è un esempio lampante di come la politica italiana possa essere lontano dalla realtà. La possibile abolizione rappresenterebbe perciò un atto di buon senso, anche se i sostenitori della mobilità elettrica ad ogni costo storcerebbero il naso.

Se il superbollo venisse abolito sarebbe anche un segnale per la ripresa del comparto auto sportive e di lusso.

Il primo Governo Conte per scoraggiare l’acquisto di auto di grossa cilindrata ha anche introdotto l’Ecotassa, dando un’ulteriore mazzata ad un comparto in crisi sopraffatto anche dalla concorrenza di altri Stati europei (vedi la Germania), dove le auto sportive non sono un fastidio ma una risorsa che genera entrate e soprattutto posti di lavoro.

Si dovrebbe intervenire a livello europeo per livellare in modo uniforme la tassa sull’auto all’interno delle nazioni che ne fanno parte. E’ assurdo che in Italia ci si trovi ad affrontare una tassazione sull’auto (bollo, ma anche passaggi di proprietà) che è 10 volte maggiore rispetto alla Germania.
Intanto la possibile abolizione del superbollo sarebbe un passo verso la normalità e il buon senso.

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