IntervisteMazda

La storia di Mazda con Roberto Pietrantonio AD Mazda Motor Italia

Dell’heritage Mazda ne parliamo con l’Ingegnere Roberto Pietrantonio, Ammistratore Delegato di Mazda Motor Italia.
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D – Ingegnere,  che effetto fa vedere riuniti nel nuovo museo in Germania alcuni modelli che hanno fatto la storia di Mazda? Due sensazioni: ammirazione e orgoglio. Ammirazione per la capacità di un’azienda d’incarnare lo spirito indomito di una città, quella di Hiroshima, che tanto è stata toccata dalla storia, ma che in maniera altrettanto forte è riuscita a risorgere dalle proprie ceneri e a riproporsi prepotentemente come simbolo di pace e di tecnologia. Orgoglio per essere anche noi partecipi di questa epopea. Mazda è un’azienda che ha nel proprio DNA lo spirito della sfida, del “never give up”, del “mai arrendersi”, sempre pronta a percorrere la strada più difficile quando ha la certezza che quella meno battuta sia la sola percorribile per raggiungere l’obiettivo prefissato. 
D – Una lunga storia quella di Mazda, che parte dal 1920 con la produzione di utensili, passando per il primo veicolo a tre ruote (il motocarro Mazdago del ‘31), poi alle quattro con il camioncino “Romper” del ‘58, per arrivare al 2017, con l’ultimo modello, il CX-5: un salto tecnologico impressionante!

Mazda è passata dal produrre pompe elettriche alla costruzione di piccoli motocarri prima e mezzi commerciali a 4 ruote poi, per giungere infine a quella che è la sua collocazione consolidata nel mondo automotive: quella di casa costruttrice che produce vetture dagli alti contenuti tecnologici e dalla guida entusiasmante, attraverso soluzioni ingegneristiche non convenzionali. Dal Romper al CX-5 2017 il salto è impressionante, ma non desta meraviglia all’occhio di un attento osservatore.


D – Mazda è stata tra le poche case auto ad abbracciare la motorizzazione Wankel portandone avanti lo sviluppo. Che ne pensa?

Esatto, Mazda ha abbracciato il gusto per la sfida tecnologica quasi 60 anni fa, quando, unica nel panorama automobilistico, ha percorso una strada quella della motorizzazione Wankel che per tutti gli altri si è rivelata fallimentare. Ha preso questa tecnologia rivoluzionaria, l’ha fatta sua, l’ha perfezionata e non solo l’ha portata al successo nella produzione in serie di svariati modelli di auto e persino pick-up (!), ma è riuscita addirittura a trionfare nella competizione più difficile e dura per un motore che aveva la fama d’essere poco affidabile e assetato di carburante: una gara endurance come la mitica 24 Ore di Le Mans.


D – Mazda ha intrapreso grandi sfide tecnologiche curando contemporaneamente anche il piacere di guida, al quale ha dato sempre massima importanza dalla MX-5 al CX-5
Come è avvenuta questa evoluzione? 

Mazda, nella sua sfida alle convenzioni, non si è limitata al Wankel. Basta scorrere la lista dei modelli presenti nel museo Frey per trovare altri concentrati di tecnica automobilistica sopraffina, quali la Mazda MX-3, la sportiva degli anni ’90 col più piccolo motore 6 cilindri mai prodotto in serie, la mitica MX-5 NA, che ha reinventato in chiave moderna il roadster all’inglese, o la Xedos 9 con motore a Ciclo Miller.
Mazda CX-5 2017 segue idealmente la medesima filosofia che ha guidato lo sviluppo di questi prodotti. Vetture progettate per dare il piacere puro della guida e del viaggio a pilota e passeggeri, collocandoli al centro del progetto tecnico. Auto che sono state ideate dagli ingegneri d’Hiroshima col preciso scopo di creare qualcosa che non fosse solo un mero mezzo di trasporto, ma anche e soprattutto che stampasse in volto il sorriso a ognuno degli occupanti, creando un feeling, una connessione tra l’uomo e il mezzo meccanico.
Una sensazione che a Hiroshima descrivono con l’espressione “Jinba Ittai”: uomo e macchina in perfetta armonia.
Perché è solo quando uomo e macchina sono in perfetta armonia che la guida diventa veramente divertente!

Leggi anche MUSEO MAZDA CLASSIC (Augusta – Germania) QUI

L’intervista è pubblicata anche su Elaborare Classic n°7 luglio/agosto 2017 QUI

Leggi tutta la storia di MAZDA QUI

Giovanni Mancini

Ingegnere, pilota, giornalista appassionato da sempre di auto e motori. Segue la direzione di questo portale newsauto.it ed è direttore responsabile dei magazine Elaborare, Elaborare 4x4 ed Elaborare Classic da oltre 20 anni il riferimento degli appassionati. Nell'anno 2004 ha conseguito il titolo di Campione Italiano nel Campionato Velocità Turismo. Pilota attualmente attivo su gare in pista del Campionato Italiano Turismo con Peugeot e nei monomarca con Seat e Renault. Tra le tante auto speciali provate una in particolare (esclusiva italiana): la Mazda 787B vincitrice della 24H di Le Mans nel 1991.
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