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Auto sportive DS, la storia del matrimonio con la Maserati

La volontà di costruire auto sportive e veloci portò Citroën DS all’acquisizione del pacchetto di controllo di Maserati nel 1967

DS nella sua lunga storia ha sfornato anche auto sportive molto veloci, soprattutto dopo l’acquisizione del pacchetto di controllo di Maserati da parte della casa francese. Ripercorriamo la storia che ha portato il marchio francese ad acquisire quello italiano.

L’eredità di André Lefebvre

Pochi mesi dopo il lancio della DS 19, André Lefebvre, l’ingegnere capo che per il Double Chevron aveva immaginato e costruito anche la 2CV, la Traction Avant ed il furgone HY, si ammalò gravemente e fu costretto a lasciare la guida del Centro Studi. Lefebvre non fu rimpiazzato: i suoi colleghi, coordinati da Jean Cadiou, si fecero carico delle competenze di Lefebvre e ciò rese ancor più corale il lavoro nel più creativo dei reparti del più creativo dei costruttori d’automobili.

Citroën Traction Avant
Citroën Traction Avant

DS da competizione nei rally

MONTECARLO Nel frattempo, nel 1959, una ID 19 guidata da un rappresentante di calzature si aggiudicò il prestigioso Rally di Montecarlo: non era la prima e non sarà certo l’ultima affermazione sportiva della DS, auto pensata come vettura da turismo, non certo per le competizioni! La tenuta di strada e l’eccezionale telaio permisero a piloti tutt’altro che esperti di primeggiare in competizioni di durata e di resistenza, ma anche sui terreni difficili, come neve e ghiaccio.

CORSICA Dopo il Montecarlo fu la volta del Rally della Corsica, quando a causa di una tempesta di neve le DS furono le uniche due vetture a raggiungere il traguardo. Il fenomeno non poteva più essere ignorato ed era arrivata l’ora di dare una sorella sportiva all’ammiraglia di Quai de Javel e quando René Cotton, capo del team sportivo che correva con le DS ufficiali, chiese una versione più veloce e più potente della DS, il Centro Studi fu incaricato di avviare ufficialmente il progetto “S”, come Sport.

Rally di Montecarlo DS
ID 19 al Rally di Montecarlo 1959

PROGETTO “S” SPORT A capo del team dedicato allo sviluppo della “DS da corsa” fu posto uno sportivo: Jacques Né che chiese al gruppo di realizzare un primo prototipo su un telaio specifico, derivato da quello della DS, con una carrozzeria disegnata da Flaminio Bertoni (da subito inserito in squadra). I tempi erano necessariamente lunghi e intanto fu allestita una DS di serie equipaggiata con un motore con due assi a camme in testa progettato dal motorista italiano Walter Becchia.

Lo scopo era quello di verificare il comportamento di una vettura a trazione anteriore quando il motore superava una certa potenza, all’epoca era molto accesa la polemica tra i tecnici dell’automobile su quali fossero i limiti “fisici” della trazione anteriore in fatto di potenza applicabile alla trasmissione.

Progetto S, disegno di Flaminio Bertoni, 1962

DS cabriolet 1964

Nel ’61 la prima DS sperimentale di monsieur Né superava tranquillamente i 180km/h, senza palesare “limiti” della trazione anteriore. Nel 1964 fu messa in strada una cabriolet DS alleggerita ed accorciata, per ridurre le masse e l’inerzia dovuta alle stesse. L’anno successivo veniva provata una nuova cabriolet DS con motore a due assi a camme in testa di nuova progettazione da 130 cavalli (la versione monoalbero laterale andrà ad equipaggiare tutte le DS da quell’anno in poi).

Nel 1967 è la volta di una DS coupé con servosterzo a ritorno assistito che sarà la prima DS a superare i 200km/h.

Progetto S, disegno di Jean Giret, 1966
Progetto S, disegno di Jean Giret, 1966

DS verso il matrimonio con Maserati

I motori per le auto sportive DS, progettati da Becchia, sono eccellenti ma Jacques Né vuole ancora qualcosa in più e ne discuterà con Pierre Bercot, all’epoca presidente e direttore generale di Citroën: “vorrei un motore più sportivo, ancor più potente, con un’architettura adatta ad una vettura da gran turismo: un bel V6 all’italiana”.

Pare che Bercot abbia risposto qualcosa sul tipo “ok, facciamo un accordo con chi è bravo a far queste cose”. Pochi mesi dopo Citroën rilevava il pacchetto di controllo di un costruttore di Gran Turismo: la modenese Maserati che entrava così nell’orbita del Double Chevron.

DS Prototipo S 1967
DS Prototipo S 1967

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