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Stirling Moss, storia e aneddoti del “Campione senza corona”

Ripercorriamo la storia e la carriera di Sir Stirling Moss, pilota automobilistico inglese denominato il 'Campione senza corona' per essersi qualificato quattro volte secondo in un mondiale di Formula 1

Stirling Moss, celebre pilota automobilistico inglese degli anni ’50 e ’60 è venuto a mancare il 12 aprile 2020 a Londra dove era nato il 17 settembre del 1929: aveva 90 anni. Sir Moss è stato uno dei maggiori e straordinari piloti automobilistici del dopo guerra che vinse 212 delle 529 gare che disputò in ogni categoria, comprese Targa Florio, Mille Miglia, Tourist Trophy e ovviamente Formula 1, in cui riuscì a battere anche Juan Manuel Fangio, suo compagno di squadra in Mercedes.

Intervista a Stirling Moss alla Mille Miglia del 2015 su Mercedes 300 SLR

Nella massima categoria a ruote scoperte, vinse il maggior numero di gran premi senza aver mai vinto il titolo mondiale, difatti terminò quattro volte secondo e tre volte terzo in classifica finale guadagnandosi il titolo di Campione senza corona.

Stirling Moss e Lewis Hamilton Silverstone GP
Stirling Moss in compagnia di Lewis Hamilton

Vita e carriera di Stirling Moss

Nato a West Kensington, quartiere londinese, nel 1929 mostrò fin da giovane una gran passione verso i motori grazie alla famiglia. Suo padre, Alfred Moss, gareggiò e alla 500 Miglia di Indianapolis del 1929 (dove arrivò 14°) mentre la sorella, Pat Moss, prese parte a diverse gare di rally.

Debuttò al volante di una Cooper 500 dimostrando una grandissima abilità in pista vincendo numerose gare a livello nazionale guadagnandosi un posto in Formula 3.

L’esordio in Formula 1 di Stirling Moss

Per Stirling Moss nel 1951 arrivò il momento tanto atteso: esordire in Formula 1. Ad un anno dalla creazione di quella che sarebbe diventata la massima serie automobilistica, Stirling Moss debuttò durante il GP di Svizzera a bordo di una HWM-Alta: piazzatosi 14º in griglia, concluse la gara in ottava posizione a due giri dal vincitore Juan Manuel Fangio.

Storia Stirling Moss

Nel 1954 andò a podio(primo della carriera), chiudendo terzo, durante il GP del Belgio approfittando di un errore di Nino Farina. Mentre nel 1955 venne ingaggiato dalla Mercedes a bordo della W196 al fianco di Juan Manuel Fangio. Quell’anno Stirling Moss riuscì a chiudere il campionato in seconda posizione, subito alle spalle del compagno di squadra che venne battuto nel GP di Gran Bretagna.

Stirling Moss Mercedes W196
Stirling Moss sulla sua Mercedes W196 #12

Nel 1955 vinse la Mille Miglia al volante di una Mercedes 300 SLR. Una folle gara guidata da Brescia a Roma e ritorno alla velocità media di 157,650 km/h: 1.597 km in 10 ore, 7 minuti e 48 secondi, su strade urbane che gli valsero il record di percorrenza e l’incoronazione a simbolo dei piloti di questa gara di auto storiche, entrando di diritto nel “wall of fame” di questa gara. Accanto a lui, come navigatore, il giornalista Denis Jenkinson.

“I rettilinei sono quei tratti noiosi che uniscono due curve”

Sir Stirling Craufurd Moss

Accadde che nel 1958 non si laureò campione del mondo in F1 per una sola lunghezza, a favore del rivale ferrarista Mike Hawthorn. Rimase nella massima serie fino al 1961 ritirandosi poi dopo aver ottenuto la sua sedicesima vittoria durante il GP di Germania, anche se l’ultima gara ufficiale a cui presenziò fu il GP degli USA dove però non prese parte per dei problemi al motore della sua vettura.

L’incidente a Goodwood ed il ritiro dal mondo delle corse

Correva l’anno 1962 quando Stirling Moss rimase gravemente ferito durante il Trofeo Glover, a Goodwood, alla guida della sua Lotus 18 Climax #7. L’incidente lo fece cadere in coma per 30 giorni ed al suo risveglio la parte sinistra del suo corpo rimase paralizzata per sei mesi. L’anno seguente decise di tornare in pista per effettuare qualche test con la Lotus che non portarono ottimi risultati anzi, portarono al ritiro del talentuoso pilota inglese.

Sir Stirling Moss alla guida della sua Lotus 18 Climax con cui correva l'anno 1962
Sir Stirling Moss alla guida della sua Lotus 18 Climax con cui correva l’anno 1962

Durante le prove, Stirling Moss girava qualche decimo sotto i suoi soliti tempi ed in più non si sentiva in confidenza con la vettura, segno di insicurezza o meno non lo sappiamo, ma questo motivo lo portò a ritirarsi dal mondo delle corse, almeno momentaneamente.

Ritornò a gareggiare nel 1968 a bordo di una Lancia Fulvia HF ufficiale in occasione della 84 Ore del Nürburgring, dividendo il volante della vettura torinese con Innes Ireland e Claudio Maglioli. Poi si ripresentò nel British Touring Car Championship del 1980 alla guida di un’Audi al fianco di Martin Brundle.

Addio a Stirling Moss

Negli ultimi anni ha continuato a correre nelle gare riservate alle auto d’epoca: nella stagione 2009 ad esempio fu alla guida di una OSCA FS372. In realtà Moss non ha mai annunciato il suo ritiro ufficiale dall’attività agonistica fino al giugno del 2011: in occasione delle prime prove della Le Mans Classic, gara per vetture d’epoca di contorno alla 24 Ore di Le Mans, il pilota inglese ha spiegato che per la prima volta nella sua vita aveva provato paura al pensiero di mettersi al volante di un’auto da corsa. I pochi giri al volante di una Porsche Rsk gli bastarono per decidere di smettere con le corse in maniera ufficiale. Prima di morire è stato l’ultimo dei piloti in vita ad aver partecipato ad un campionato di F1 nel 1951.

Moss e la travagliata storia con Ferrari

Esiste una storia molto carina tra Stirling Moss e la Ferrari. Torniamo un attimo indietro agli esordi del pilota inglese, durante il periodo in cui vinceva gara dopo gara nei campionati di Formula 3 e poi Formula 2. Questi ottimi risultati attirarono l’attenzione del Drake, Enzo Ferrari che gli offrì un sedile a bordo di una sua Ferrari per il GP di Bari del 1951.

Quando Moss arrivò lì, dopo una traversata dalla Gran Bretagna molto burrascosa, scoprì che la sua vettura venne affidata a Piero Taruffi e Stirling Moss andò su tutte le furie, giurando di non prendere più in considerazione offerte da parte del team di Maranello. Nel resto della sua carriera fu infatti impegnato al volante di Mercedes, Maserati, Vanwall, BRM, Cooper e Lotus.

Stirling Moss Ferrari 250 berlinetta gt swb
Stirling Moss, a Londra, a fianco della sua Ferrari 250 Berlinetta GT

Nel 1962 ci fu un avvicinamento tra il pilota inglese e la Ferrari ma purtroppo neanche questo lo portò a debuttare per il glorioso team italiano a causa del bruttissimo incidente che avvenne a Goodwood nell’aprile del 1962. Per lui il team di Maranello aveva progettato una bellissima Ferrari 250 SWB verde British Racing e un contratto da pilota ufficiale ma il destino ha voluto diversamente, quasi come se 11 anni prima fosse tutto scritto e destinato a non far mai collaborare team e pilota assieme.

Enzo Ferrari ha sempre avuto un’ottima considerazione dell’inglese, dicendo che gli ricordava Tazio Nuvolari per la sua ossessione di correre su ogni tipo di vettura.

Video tributo Stirling Moss

Video tributo Stirling Moss

Ripercorriamo la storia e la carriera di Sir Stirling Moss, pilota automobilistico inglese denominato il ‘Campione senza corona’ per essersi qualificato quattro volte secondo in un mondiale di Formula 1

Stirling Moss, raccontato da Emiliano Perucca Orfei con Paolo Ciccarone

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Raffaello Caruso

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre grazie a lui, all'età di 8 anni ho partecipato in maniera agonistica a diverse competizioni di GoKart. Seguo assiduamente ogni competizione motoristica a quattro ruote, soprattutto la F1 di cui sono grande appassionato.
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