Isuzu D-Max 2026 motore 2.2 diesel e automatico 8 marce la prova anche in fuoristrada
Prova del nuovo D-Max 2026, lo abbiamo testato con il motore 2.2 turbo diesel da 154 CV e cambio automatico in allestimento Nitro Sport e cabina Crew.
Abbiamo avuto l’opportunità di testare su strada e in fuoristrada il nuovo Isuzu D-Max 2026, nella versione Nitro Sport Crew con cambio automatico a 8 rapporti e il nuovo motore diesel 2.2 litri. L’occasione è stata la driving experience riservata alla stampa organizzata da Isuzu Italia presso la Cantina Montezovo di Caprino Veronese, con un percorso misto che ha incluso strade provinciali, tratti autostradali e un impegnativo tracciato off-road tra i vigneti. Dalla prova è emerso che si tratta di un pick-up che fa passi avanti importanti, soprattutto per chi lo usa come strumento di lavoro quotidiano.

La prova su strada del D-Max 2026
L’elemento che cambia davvero il carattere del nuovo D-Max rispetto al modello con il 1.9 è la disponibilità di coppia a bassi regimi. Il nuovo motore 2.2 litri RZ4F-TC Maxforce eroga 400 Nm tra 1.600 e 2.400 giri/min, ma la vera sorpresa è la presenza di 255 Nm già a 1.000 giri/min, pari a un incremento del 56% rispetto al precedente 1.9 a parità di regime. Questo significa che nelle situazioni tipiche di un pick-up da lavoro: ripartenza con il cassone carico, inserimento nel traffico, sorpasso in quarta, il nuovo 2.2 risponde con una prontezza che il vecchio motore non poteva offrire. La potenza massima rimane invariata a 164 CV a 3.600 giri/min: una scelta precisa, non una mancanza, perché Isuzu ha preferito lavorare sulla risposta reale piuttosto che sull’incremento del dato di punta.

Il cambio automatico AISIN a 8 rapporti sostituisce il precedente 6 marce e si fa apprezzare fin dai primi chilometri. A 90 km/h il veicolo viaggia già in ottava marcia con il motore intorno ai 1.500 giri/min, mantenendo un consumo istantaneo di circa 8,5 litri per 100 km in condizioni di scorrimento regolare. Gli innesti sono morbidi e i salti di regime tra una marcia e l’altra si attestano attorno ai 200 giri, segnale di una calibrazione orientata al comfort più che alla sportività.
Chi vuole più controllo può passare alla gestione manuale delle marce, una funzione utile sia in autostrada per i sorpassi che in off-road per mantenere il regime ideale. Abbiamo avuto anche l’opportunità di guidare il precedente 1.9 sullo stesso percorso: la differenza in ripresa è netta, con il vecchio motore che richiede attese più lunghe al cambio in scalata e una turbina che entra in scena più tardi, rendendo la spinta complessivamente meno lineare e meno gestibile nei passaggi tecnici.

Il comfort di marcia su asfalto è buono a velocità di crociera, con un abitacolo che si mantiene silenzioso fino ai 2.500 giri/min. Superata questa soglia il quattro cilindri si fa sentire con più insistenza, un comportamento tipico della categoria. Le sospensioni anteriori indipendenti a doppio braccio oscillante con molle elicoidali garantiscono un buon isolamento, mentre le balestre posteriori tendono a trasmettere all’abitacolo le irregolarità dell’asfalto cittadino in modo più diretto, specialmente per i passeggeri seduti nella seconda fila.
Il cruise control adattivo intelligente (IACC) con Traffic Jam Assist si è dimostrato efficace nel gestire una coda incontrata durante il percorso, con interventi fluidi e naturali. Il Driver Monitoring System di serie, introdotto per rispettare le nuove normative europee GSR, si è rivelato reattivo: in meno di un minuto di sguardo distolto dalla strada, l’avviso visivo e sonoro entra in azione senza indugi. Dopo circa 150 km di percorso misto su strade provinciali e autostrada sotto la pioggia, il consumo medio rilevato si è attestato a 9,6 litri per 100 km, un dato coerente con il ciclo WLTP dichiarato di 9,0 litri per 100 km per la versione automatica.
Come va in fuoristrada
È sul percorso off-road tra i vigneti di Caprino Veronese che il D-Max 2026 esprime la sua vera vocazione. Il tracciato allestito per l’occasione non era una passerella formale: canaloni profondi con fondo argilloso, pendenze accentuate, pozze d’acqua reali e superfici scivolanti dopo una mattinata di pioggia. Condizioni concrete, non simulate. In trazione posteriore l’argilla bagnata mette immediatamente in difficoltà anche i generosi Dunlop All Terrain, che slittano senza trovare presa. Bastano pochi secondi di selezione in 4WD alta per trasformare completamente il comportamento del veicolo, che riprende a avanzare con sicurezza e con una progressione costante che raramente richiede correzioni brusche.

Nei canaloni più profondi il sistema di controllo della trazione lavora selettivamente, pinzando le ruote in perdita di grip e ridistribuendo la coppia su quelle che trovano appoggio. Con un filo di gas costante e le ridotte inserite, il D-Max avanza a 1-2 km/h senza che il guidatore debba fare granché: è il mezzo che lavora per lui, con una logica di intervento trasparente e prevedibile. Per le rampe con pendenza accentuata abbiamo inserito il blocco del differenziale posteriore meccanico con comando elettrico: l’operazione richiede il veicolo in leggero movimento in avanti, poi il blocco scatta con un click percepibile e la trazione diventa massima.

L’Hill Descent Control gestisce le discese ripide a velocità costante attorno a 1 km/h, senza toccare i freni. Gli angoli di attacco (30,5°), dosso (22,9°) e uscita (24,2°) si rivelano preziosi nei passaggi dove paraurti e sottoscocca rischiano il contatto con il terreno, e la capacità di guado dichiarata di 800 mm non è stata messa alla prova al massimo, ma le pozze affrontate hanno confermato la solidità della taratura. Un piccolo appunto riguarda il sistema di visione a 360° con telecamere: la disattivazione automatica sopra i 30 km/h appare una soglia un po’ bassa per l’uso in fuoristrada, dove sarebbe utile averla disponibile anche a velocità leggermente superiori su percorsi lunghi e tecnici.
Il motore 2.200 4 cilindri diesel
Il cuore tecnico del MY26 è il motore diesel 2.2 litri quattro cilindri in linea, codice RZ4F-TC. Non si tratta di un semplice aggiornamento del precedente 1.9: il blocco motore è più rigido, la testata è completamente riprogettata, i pistoni montano un rivestimento in grafite a basso attrito, l’albero motore è nuovo, il turbocompressore a geometria variabile è stato aggiornato nella calibrazione e il sistema di post-trattamento dei gas di scarico LNT/DPD + SCR è stato ottimizzato per rispettare la normativa Euro 6e-bis.

La pressione di iniezione raggiunge i 2.500 bar, e gli iniettori montano un rivestimento Diamond Like Carbon (DLC) mutuato da applicazioni aeronautiche. La distribuzione a catena mantiene gli intervalli di manutenzione che possono arrivare fino a 250.000 km grazie al recupero automatico del gioco valvole e al tendicinghia dei servizi automatico. Il serbatoio diesel da 76 litri è affiancato da un serbatoio AdBlue da 14,5 litri, e il motore è compatibile con il carburante HVO per chi vuole ridurre l’impatto ambientale del proprio mezzo.
ADAS sul nuovo D-Max
Il pacchetto di sicurezza attiva del D-Max 2026 è tra i più completi del segmento pick-up. Tutti i sistemi ADAS sono di serie sull’intera gamma e non richiedono optional aggiuntivi. Si parte dall’ABS con ripartitore elettronico di frenata (EBD), controllo di trazione (TSC) e controllo di stabilità (ESC), per arrivare ai sistemi più evoluti come il mantenimento attivo della corsia (LKAS) con avviso di superamento (LDWS), la prevenzione del superamento della carreggiata (LDP), la frenata automatica di emergenza anteriore e posteriore con Turn Assist (AEB), il monitoraggio dell’angolo cieco (BSM) e l’assistenza all’uscita dal parcheggio con frenata automatica posteriore (RCTA/RCTB).

Il riconoscimento della segnaletica stradale (TSR), il limitatore intelligente di velocità (ISL), la segnalazione di frenata di emergenza (ESS) e il sistema di frenata automatica post-collisione multipla (MCB) completano un arsenale che, unito agli 8 airbag di serie, ha portato il D-Max al risultato di 5 stelle Euro NCAP nel test del 2022.
Design e Dimensioni Esterne
Il D-Max 2026 si riconosce subito per il frontale aggiornato rispetto al modello uscente. Le tre nuove feritoie orizzontali sul paraurti anteriore migliorano il raffreddamento del nuovo motore e richiamano simbolicamente le tre generazioni di D-Max, evolvendo il concetto del cosiddetto Miura Origami Design adottato da Isuzu nelle ultime stagioni. Il disegno della griglia inferiore è completamente rivisto rispetto al precedente, mentre i fendinebbia anteriori e posteriori hanno ricevuto un aggiornamento estetico che li integra meglio nel paraurti.
I fari bi-LED, sia anteriori che posteriori, adottano nella versione Nitro Sport un design a calotta trasparente che conferisce al veicolo un aspetto più moderno e raffinato rispetto al passato. Non mancano le Air Side Curtains ai lati, le stesse già viste sulla generazione precedente, pensate per ottimizzare i flussi d’aria davanti alle ruote e contribuire all’efficienza aerodinamica anche su un mezzo dalle forme volutamente squadrate.

La versione Crew che abbiamo guidato misura 5.280 mm di lunghezza totale, con un passo di 3.125 mm, una larghezza di 1.870 mm e un’altezza di 1.790 mm. Il cassone interno misura 1.495 mm in lunghezza e 1.530 mm in larghezza, numeri che lo rendono uno strumento pratico per il trasporto di materiali ingombranti. La versione Nitro Sport si distingue ulteriormente per le pedane laterali con finitura metallizzata, le finiture esterne in dark gray met. e i cerchi in lega bruniti da 18 pollici calzati con pneumatici Dunlop All Terrain 265/60 R18, la soluzione ideale per chi affronta quotidianamente fondi misti.
Interni leggermente rivisti
L’abitacolo del D-Max MY26 non tenta di imitare i SUV premium, e questa è una scelta che si rispetta. La plancia è dominata da materiali rigidi, con una consolle centrale ben organizzata e comandi fisici per climatizzatore bi-zona e selettori di trazione, che gli appassionati di fuoristrada apprezzeranno perché garantiscono un’interazione diretta e affidabile in ogni condizione. La grande novità è il cruscotto semidigitale: al centro campeggia un display digitale da 7 pollici, affiancato da due strumenti analogici tradizionali per contagiri e indicatori di livello e temperatura. Un mix che funziona bene nella lettura immediata dei dati, anche con guanti alle mani.

l centro della plancia l’allestimento Nitro Sport monta il display multimediale touch da 9 pollici con Android Auto e Apple CarPlay in modalità wireless, Wi-Fi integrato, Radio DAB+, Bluetooth e supporto per Mirrorlink e Miracast. Il sistema presenta widget laterali per la gestione rapida degli ADAS ed è arricchito dalla navigazione integrata. Sul volante, tra i comandi per il cruise control adattivo e i ADAS, spicca il tasto dedicato all’attivazione della camera a 360°, una funzione molto utile nei passaggi tecnici più stretti.

I sedili anteriori sono rivestiti in pelle ed eco-pelle con cuciture aggiornate, riscaldabili, con 8 regolazioni elettriche per il guidatore e regolazione lombare elettrica. Lo spazio posteriore si è rivelato genuinamente generoso, con piede a terra abbondante anche per un passeggero di 170 cm di altezza, attacchi ISOFIX sui sedili posteriori e bocchette dell’aria dedicate. Il freno a mano rimane meccanico, una scelta che gli appassionati di off-road troveranno particolarmente sensata.
Prezzi D-Max 2026
Il D-Max MY26 è disponibile in tre configurazioni di carrozzeria: Single Cab (che torna in gamma dopo un’assenza), Space Cab e Crew Cab, con quattro livelli di allestimento: B-Strong, Evolution, Prestige e Nitro Sport. La versione di ingresso B-Strong è proposta con cerchi da 16 pollici in acciaio e pneumatici Yokohama nella misura 205/16, con uno spirito dichiaratamente operativo e paraurti non verniciati in tinta.

Salendo di allestimento cambiano progressivamente dotazioni, cerchi e rivestimenti, fino ad arrivare al Nitro Sport qui provato, con i cerchi bruniti da 18 pollici, i sedili in pelle, la camera 360° e il display da 9 pollici. I prezzi partono da 33.000 euro per la versione B-Strong in cabina singola con cambio manuale e arrivano a 45.300 euro per la Nitro Sport Crew con automatico, tutti IVA esclusa. Isuzu accompagna l’acquisto con una garanzia di 5 anni o 100.000 km, con ricambi originali garantiti per oltre 20 anni dalla casa madre.
→ CARATTERISTICHE TECNICHE Isuzu D-Max 2026
Scheda Tecnica Isuzu D-Max 2026 2.2 Ddi automatico Nitro Sport
| Caratteristica | Dettaglio |
| Modello in Prova | Isuzu D-Max 2026 2.2 Ddi automatico Nitro Sport cabina Crew |
| Carrozzeria | Pick-up |
| Alimentazione | Diesel |
| Motore anteriore | 2.2 Ddi (4 cilindri, Turbo) |
| Potenza e coppia | 164 CV e 400 Nm |
| Cambio | Automatico a 8 rapporti |
| Serbatoio | 76 litri |
| Capacità di traino | 3.500 kg |
| Consumi | 11,1 km/l |
| Assetto | Rialzato (circa 24 cm da terra) |
| Dimensioni | Lung. 5.280 mm, Larg. 1.870 mm, Alt. 1.790 mm, Passo 3.500 mm |
| ADAS principali | AEBS (Frenata d’Emergenza), TSR (Riconoscimento Segnali), LKA (Assistenza Corsia), BSW (Angolo Cieco – su allestimenti superiori), ESP |
| Abitabilità | Spaziosa (per 4 adulti) |
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POSITIVO
– Nuovo cambio fluido e ben calibrato
– Doti in fuoristrada
– Pacchetto ADAS completo
– Cinque anni di garanzia
– Camere a 360°
– Display infotainment da 9″
NEGATIVO
– Fruscii aerodinamici in autostrada.
– Plastiche interne migliorabili.
– Ruota di scorta sacrificata per GPL.