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Targa estera assicurazione scaduta non sanzionabile

Secondo il Ministero dell'Interno chi circola in Italia con un’auto con targa estera senza assicurazione non può essere soggetto a sanzione e quindi non può essere multato.

TARGA ESTERA ASSICURAZIONE – In Italia è frequente vedere sulle strade auto con targa estera, spesso di stranieri ma residenti nel Bel Paese oppure di qualche italiano che usano questo stratagemma per difendersi da un fisco italiano troppo accanito sull’automobile soprattutto per quanto riguarda le auto di grossa cilindrata.
Con la soluzione della targa estera si paga il giusto, si risparmia su assicurazione, tassa di possesso, superbollo ed in alcuni casi si riesce anche ad evitare il recapito di qualche multa.

TARGA ESTERA ASSICURAZIONE SCADUTA

Per quanto riguarda la RC Auto c’è anche un’altra novità per chi viaggia con targa straniera sul territorio italiano. Il Ministero dell’Interno infatti, attraverso la circolare 300/A/2792/17/124/9 del 3 aprile 2017, ha stabilito che chi circola in Italia con un’auto con targa estera senza assicurazione non è soggetto a multe: “si ritiene che per tali veicoli sia esclusa l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 193 del Codice della strada anche quando, attraverso qualsiasi mezzo, sia accertato che il veicolo sia effettivamente sprovvisto di copertura assicurativa”.

In particolare la Circolare si riferisce ai veicoli immatricolati in: Andorra, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Slovenia, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria. Infatti secondo gli accordi e le normative internazionali, le auto con la targa di questi Paesi non hanno l’obbligo di essere assicurate.
C’è di più: la Polizia non deve neanche controllare la loro Carta Verde. Un “agevolazione” buonissima anche per chi abita in Italia e circola con una targa estera da più di un anno, i quali se ne sono fregati della legge e non hanno provveduto ad immatricolare nel nostro Paese i veicoli in questione. Infatti, in assenza di una Dogana, è impossibile risalire alla data d’ingresso in Italia dell’auto in questione.
Circolare MINISTERO DELL’INTERNO (scarica QUI)

Targhe straniere che cosa dice il CdS?

Il Codice della Strada a tal proposito dice che i veicoli immatricolati all’estero e di proprietà di cittadini residenti in Italia (anche con nazionalità diversa da quella italiana) possono circolare nel nostro Paese al massimo per un anno. Dopo devono essere immatricolati nuovamente con targa italiana. Se invece il proprietario di un veicolo con targa straniera non è residente in Italia, ma in un qualsiasi Paese della Comunità europea, può circolare in Italia ed in tutta la Comunità Europea senza limiti di tempo. E se risiede in un Paese extra-europeo, la macchina può circolare qui per un massimo di sei mesi.
Gli stranieri in Italia riescono a raggiare facilmente la legge, basta solo mantenere la residenza nel Paese di origine circolando così liberamente qui o in un’altra Nazione dell’UE. Mentre gli italiani fanno i furbi guidando spesso macchine concesse in leasing o in locazione senza conducente ed intestate a società straniere. Un’altra trovata, soprattutto per evitare le multe, è anche quella di immatricolarle in Paesi con banche dati non accessibili dalle Forze dell’Ordine. Infatti negli ultimi anni si sono triplicate le macchine con targa rumena o bulgara o polacca, cioè in Paesi dove non esiste il bollo e le tariffe delle assicurazioni sono più convenienti.

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