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Nuovo Codice della Strada: novità, multe, limiti e quando entra in vigore

Dopo le consultazioni con le associazioni di settore, sono stati eliminati dallo schema l’obbligo di PEC e i limiti automatici alla guida per gli over 85. Confermate le novità su multe, assicurazione, targhe estere e documenti di guida: ecco cosa cambia e quando entra in vigore.

Il Nuovo Codice della strada ha superato un primo passaggio istituzionale: il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre 2026 lo schema di decreto legislativo che modifica le regole sulla circolazione stradale.

Il testo arriva dopo una consultazione con associazioni di categoria, operatori e rappresentanti del settore, durante la quale sono state presentate numerose proposte di modifica.

Le novità

La riforma interviene su diversi aspetti della mobilità, dalla revisione delle multe alla gestione dei veicoli senza assicurazione, passando per la digitalizzazione dei documenti, le regole per le biciclette a propulsione e la tutela delle persone con disabilità. Rispetto al testo iniziale sono state eliminate alcune disposizioni, tra cui l’obbligo di PEC per i proprietari di veicoli e i titolari di patente e le limitazioni automatiche alla guida per gli over 85. È stata inoltre confermata la revisione delle sanzioni per eccesso di velocità e l’introduzione di misure più severe per alcune violazioni.

Le nuove disposizioni non sono ancora operative: lo schema dovrà completare l’iter legislativo prima della sua approvazione definitiva. L’entrata in vigore potrebbe essere fissata al 2028, ma la data dovrà essere stabilita dal provvedimento finale.

Patente B e guida accompagnata a 17 anni

Lo schema approvato non prevede più l’abbassamento a 17 anni dell’età minima per conseguire la patente B, che resta quindi fissata a 18 anni.

La guida accompagnata per gli autoveicoli fino a 3,5 tonnellate sarà invece possibile a partire dai 17 anni, anziché dai 16 previsti nel testo iniziale. Restano invariati i requisiti e le limitazioni già stabiliti per questa modalità di guida.

Per quanto riguarda i conducenti anziani, è stata eliminata la proposta di introdurre limitazioni automatiche al rinnovo della patente per chi ha più di 85 anni. Non scatteranno quindi, in base a questa disposizione, restrizioni generalizzate come il divieto di circolare in autostrada o l’obbligo di non assumere alcolici. Restano applicabili le regole ordinarie sulla verifica dell’idoneità alla guida.

Limiti di velocità in autostrada

Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità di elevare il limite massimo di velocità a 150 km/h su alcune autostrade. La misura non si applicherebbe automaticamente a tutta la rete autostradale, ma soltanto ai tratti che rispettano specifiche condizioni.

In particolare, il limite potrebbe essere innalzato sulle autostrade con tre corsie di marcia più la corsia d’emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature per il calcolo della velocità media su tratti determinati. Sarebbe inoltre necessario che l’ente proprietario o concessionario decidesse di elevare il limite fino a tale valore.

In caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, i limiti indicati nello schema scendono a 110 km/h in autostrada e a 90 km/h sulle strade extraurbane principali. L’eventuale introduzione del limite a 150 km/h dipenderà quindi dalle caratteristiche del tratto autostradale e dalle decisioni dell’ente competente, oltre che dalle condizioni previste dal testo definitivo.

Negli altri casi, lo schema mantiene i limiti generali indicati dalla normativa:

Tipo di strada Limite MAX
Autostrade 130 km/h
Autostrade con requisiti specifici e limite elevato 150 km/h
Strade extraurbane principali 110 km/h
Strade extraurbane secondarie e locali 90 km/h
Strade nei centri abitati 50 km/h
Strade nei centri abitati con limite specifico segnalato 70 km/h
Limiti di velocità nel nuovo Codice della Strada

Multe: importi più bassi e sanzioni proporzionate

La riforma prevede una revisione complessiva delle sanzioni amministrative, con una riduzione di diversi importi rispetto a quelli attualmente previsti e aumenti in determinate circostanze considerate più gravi.

Secondo il MIT, i minimi edittali più comuni scenderebbero da 26 a 25 euro e da 42 a 40 euro, mentre alcune sanzioni oggi pari a 83 o 87 euro verrebbero ridotte a 80 euro. Il nuovo sistema punta inoltre a differenziare maggiormente le sanzioni in base alla gravità della violazione e alle circostanze in cui viene commessa.

Lo schema prevede aumenti in situazioni specifiche, tra cui:

  • +10% per alcune violazioni commesse da conducenti con meno di 20 punti sulla patente, recidivi o soggetti a particolari limitazioni;
  • +20% in determinati casi di guida in stato di ebbrezza o dopo l’assunzione di stupefacenti, oppure quando la violazione provoca danni alla strada;
  • +33% in alcune situazioni, tra cui incidenti senza lesioni, guida con zero punti o specifiche violazioni notturne;
  • +50% per determinate violazioni commesse con patente sospesa, documenti falsi o veicoli soggetti a divieto di circolazione;
  • +100% in casi particolarmente gravi, come la guida senza patente o alcune violazioni connesse a incidenti con lesioni.

Le maggiorazioni si applicheranno secondo le condizioni specificate dal testo normativo: non rappresentano un aumento generalizzato per tutte le multe.

Stop all’adeguamento automatico biennale

Viene confermata l’abolizione dell’adeguamento automatico biennale delle multe all’inflazione. Gli importi potranno essere aggiornati quando la variazione dell’indice dei prezzi al consumo rilevata dall’ISTAT supererà il 5% rispetto all’ultimo aggiornamento.

Lo schema prevede tuttavia che l’eventuale aumento sia deciso dai ministri competenti, tenendo conto della variazione dei prezzi e degli obiettivi di sicurezza stradale. L’aggiornamento non scatterà quindi automaticamente al superamento della soglia.

Multe per eccesso di velocità

Una delle modifiche più rilevanti riguarda le sanzioni per il superamento dei limiti di velocità. Lo schema prevede di superare l’attuale sistema basato su quattro fasce di importo, introducendo una multa proporzionata ai chilometri orari oltre il limite.

Le sanzioni accessorie, come la decurtazione dei punti e il divieto di guida, continueranno invece a seguire un sistema per fasce, opportunamente rivisto.

Il nuovo impianto mira a collegare maggiormente l’importo della multa all’entità del superamento del limite. Gli importi effettivi e le modalità di applicazione dovranno essere verificati sul testo definitivo del decreto.

Divieto di circolazione per i veicoli senza assicurazione

Tra le misure confermate figura il divieto di circolazione a tempo indeterminato per i veicoli privi di assicurazione, in caso di mancata regolarizzazione della posizione.

Il MIT informerà i proprietari dei mezzi inseriti nell’elenco dei veicoli non assicurati, invitandoli a regolarizzare la copertura assicurativa o a documentare un’eventuale condizione di esonero entro 30 giorni. In assenza di riscontro, scatterà il divieto previsto dallo schema.

Per i veicoli esteri iscritti al Registro dei veicoli esteri (REVE) viene confermato l’obbligo di una polizza RC conforme alle regole italiane, stipulata con un’impresa assicurativa italiana o autorizzata a operare in Italia.

Il provvedimento introduce inoltre strumenti per recuperare le multe non pagate da conducenti stranieri quando non sia possibile notificare il verbale all’estero. In determinate condizioni, la sanzione potrà essere richiesta durante un successivo controllo su strada in Italia.

PEC e documenti digitali

Rispetto al testo iniziale, è stato eliminato l’obbligo di possedere una PEC o un domicilio digitale per conseguire o rinnovare la patente e per alcune pratiche relative ai veicoli. Rimane la possibilità di eleggere un domicilio digitale.

La riforma conferma invece la digitalizzazione della carta di circolazione. Le modalità di rilascio e utilizzo del documento elettronico saranno definite con un successivo decreto ministeriale; per la circolazione all’estero resterà necessario disporre del documento cartaceo, secondo quanto previsto dallo schema.

Il MIT ha inoltre annunciato che i documenti di guida e di circolazione potranno essere verificati telematicamente dagli organi di polizia, superando l’obbligo di portare sempre con sé le versioni cartacee.

Per le notifiche delle multe, le amministrazioni dovranno utilizzare la piattaforma SEND, il Servizio notifiche digitali, oppure inviare gli atti tramite PEC al domicilio digitale. Se il destinatario non dispone di un domicilio digitale o speciale, sarà possibile ricorrere alla notifica postale.

Notifica dei verbali in 45 giorni

Per le violazioni accertate da remoto e senza contestazione immediata, il termine per notificare il verbale scenderà da 90 a 45 giorni. Per gli altri casi resterà il termine ordinario di 90 giorni. La modifica dovrà diventare operativa con l’entrata in vigore della riforma.

Lo schema introduce anche la possibilità di archiviare d’ufficio alcuni verbali errati e prevede un avviso bonario prima dell’avvio della riscossione coattiva. Per le multe non pagate, il termine indicato per saldare dopo l’avviso sarà di 60 giorni.

Biciclette a propulsione e monopattini elettrici

La revisione introduce una nuova categoria di veicoli denominata biciclette a propulsione, riferita ai mezzi alimentati esclusivamente da un motore elettrico e distinta dalle biciclette tradizionali a pedalata assistita.

Per questi veicoli lo schema prevede l’obbligo di casco e di un contrassegno identificativo simile a quello introdotto per i monopattini elettrici. Non è stata invece mantenuta l’età minima di 14 anni prevista nel testo iniziale per condurre questi mezzi. Sono inoltre stabilite limitazioni al trasporto dei passeggeri.

Per i monopattini elettrici viene introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni. Le disposizioni definitive dovranno chiarire le modalità applicative e gli eventuali ulteriori obblighi.

È stata invece eliminata dal testo la proposta che avrebbe imposto il casco ai conducenti e ai passeggeri delle biciclette tradizionali di età inferiore a 14 anni. Per le biciclette a pedalata assistita, pertanto, questa specifica novità non viene introdotta dallo schema.

Monopattini: parcheggio sui marciapiedi

Lo schema di decreto consente ai Comuni di individuare, attraverso apposite ordinanze, aree di sosta riservate ai monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Questi spazi potranno essere collocati anche sui marciapiedi, ma soltanto nel rispetto di specifiche condizioni.

Le aree dovranno essere dotate di rastrelliere fissate al terreno e garantire un corridoio libero da ostacoli per il passaggio dei pedoni. La larghezza minima prevista è di 1,5 metri, riducibile a un metro quando gli stalli non si estendono per più di quattro metri lungo il marciapiede. Gli spazi di sosta sui marciapiedi dovranno inoltre essere segnalati e delimitati attraverso percorsi tattili ed elementi fisici, in modo da rendere riconoscibile l’area destinata ai monopattini e preservare l’accessibilità pedonale.

Le aree collocate al di fuori dei marciapiedi potranno invece essere prive di segnaletica orizzontale e verticale, purché le relative coordinate GPS siano consultabili pubblicamente sul sito istituzionale del Comune. La possibilità di parcheggiare sui marciapiedi non costituirà quindi un’autorizzazione generalizzata, ma dipenderà dall’individuazione degli spazi da parte delle amministrazioni comunali e dal rispetto dei requisiti previsti.

Motociclisti, utenti vulnerabili e sicurezza stradale

Tra le novità confermate c’è la possibilità per i motociclisti di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti, secondo le condizioni previste dal nuovo Codice.

In caso di code sulle strade con carreggiate separate e più corsie, in determinate situazioni i conducenti dovranno inoltre lasciare uno spazio sufficiente per il passaggio dei motocicli e, quando possibile, dei mezzi di polizia e soccorso.

Lo schema prevede anche l’obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza e i sistemi di ritenuta per bambini sui quadricicli pesanti di categoria L7e. Viene inoltre introdotto un divieto specifico di modificare i sistemi di infotainment per consentire la riproduzione di video che possano distrarre il conducente.

Per gli istruttori di guida e gli esaminatori viene confermato il divieto di utilizzare smartphone, computer portatili, tablet e cuffie durante le esercitazioni e le prove pratiche.

Contrassegno disabili e piattaforma CUDE

Il provvedimento prevede l’adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), così da consentire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano.

I Comuni avranno sei mesi dall’entrata in vigore del Codice per aderire. In caso di inadempienza, non potranno utilizzare dispositivi di accertamento a distanza per rilevare le violazioni relative alla sosta riservata alle persone con disabilità e alle Zone a traffico limitato (ZTL).

Proventi delle multe e spese dei verbali

La destinazione dei proventi delle multe è stata modificata rispetto al testo iniziale. Non è stata mantenuta la proposta di destinare il 100% delle somme alla sicurezza stradale: lo schema ripristina una ripartizione in base all’amministrazione cui appartiene l’organo che ha accertato la violazione.

Quando l’accertamento viene effettuato da agenti o militari dipendenti dallo Stato, il 30% dei proventi andrà allo Stato e il 70% al proprietario della strada. Se la violazione è accertata da agenti degli enti locali, il 70% spetterà all’ente da cui dipendono e il 30% al proprietario della strada.

La quota destinata agli enti locali potrà essere utilizzata per i controlli, la manutenzione e la messa in sicurezza delle infrastrutture, la segnaletica, le barriere di protezione e altre attività connesse alla sicurezza stradale.

Lo schema interviene anche sulle spese di accertamento e notifica dei verbali, sull’accesso dei Comuni alle banche dati dei veicoli e sulle procedure di recupero delle somme non pagate.

Altre modifiche alla circolazione

Il testo approvato comprende ulteriori interventi sulle regole di circolazione:

  • Superamento a destra: sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali con almeno tre corsie per senso di marcia sarà possibile procedere per file parallele, anche con il superamento a destra. Non sarà invece consentito effettuare un sorpasso a destra.
  • Corsia di sinistra: sulle autostrade in cui è ammessa la circolazione per file parallele, salvo diversa segnalazione o condizioni particolari, sarà previsto il divieto di percorrere la corsia di sinistra a velocità inferiori a 100 km/h.
  • Rotatorie: salvo diversa segnalazione, la precedenza spetterà ai veicoli già in circolazione nella rotatoria rispetto a quelli che si immettono dai bracci laterali.
  • Sosta di traverso: in determinate condizioni, i veicoli lunghi non più di 2,70 metri potranno essere parcheggiati perpendicolarmente.
  • Pneumatici invernali: in caso di nevicate di rilevante intensità, i proprietari delle strade potranno prescriverne l’uso esclusivo.
  • Climatizzatore durante la sosta: lo schema prevede eccezioni al divieto di tenere acceso il motore per utilizzare il climatizzatore, comprese alcune situazioni con persone fragili a bordo e specifiche esigenze di trasporto merci.
  • Guida automatizzata: viene introdotta una categoria di veicoli a guida automatizzata, con la presenza a bordo di una persona incaricata del controllo e dell’intervento in caso di emergenza.
  • Retromarcia ai caselli: sarà prevista un’eccezione al divieto di retromarcia in autostrada in caso di avaria della barriera o del sistema di pagamento, per raggiungere un varco funzionante.

Quando entrerà in vigore il Nuovo Codice della strada?

Dopo il via libera del Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026, lo schema dovrà essere sottoposto ai pareri del Consiglio di Stato, della Conferenza Unificata e delle commissioni parlamentari. I pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata sono previsti entro 30 giorni, mentre le commissioni di Camera e Senato avranno fino a 150 giorni per esprimersi.

Il Governo potrà successivamente valutare le osservazioni ricevute e apportare eventuali modifiche prima dell’approvazione definitiva. In base alle tempistiche indicate, il testo potrebbe concludere il percorso legislativo entro la metà di marzo 2027.

L’entrata in vigore sarà stabilita dal decreto legislativo definitivo e potrebbe essere fissata al 1° gennaio 2028. La data non è ancora confermata: fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni continueranno ad applicarsi le norme attualmente vigenti.

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Marco Savo

Marco Savo, classe 1983. La mia carriera è iniziata nel mondo del calcio per poi approdare a quello dell’auto. Cerco di aggiornare gli appassionati e gli utenti dell'auto con gli argomenti più interessanti legati alle automobili.