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Nuovo Codice della Strada, multe: cosa cambia con la soglia del 5%

Il nuovo Codice della Strada cambia il sistema di aggiornamento delle multe: gli aumenti non scatteranno più automaticamente ogni due anni, ma solo al superamento del 5% di inflazione.

Il nuovo Codice della strada modifica il meccanismo di aggiornamento delle multe legato all’inflazione. Il testo-base della riforma elimina infatti l’aggiornamento automatico ogni due anni e introduce una soglia del 5%.

La modifica può sembrare favorevole agli automobilisti, perché gli importi delle sanzioni non aumenterebbero più necessariamente ogni biennio. Gli aumenti sarebbero quindi meno frequenti, ma quando scatteranno potrebbero essere anche più consistenti.

Nuovo sistema delle multe

La modifica proposta dal testo-base del nuovo Codice della strada cambia quindi il momento in cui può scattare l’aumento delle multe, ma non elimina il principio dell’adeguamento all’inflazione.

La nuova norma stabilisce perciò che gli importi delle multe possano essere aggiornati soltanto quando la variazione dell’indice Foi accertata dall’Istat risulti superiore al 5%, calcolata a partire dalla data dell’ultimo aggiornamento. Scompare quindi il riferimento fisso all’aggiornamento biennale.

Il funzionamento sarebbe il seguente: fino a quando l’inflazione cumulata dall’ultimo aggiornamento rimane entro il 5%, le multe non vengono aumentate. Una volta superata questa soglia, invece, l’importo della sanzione viene aggiornato sulla base dell’inflazione maturata dall’ultimo aumento.

La soglia del 5% rappresenta quindi una sorta di periodo di protezione dall’aumento, ma non elimina il meccanismo di adeguamento all’inflazione.

Come funziona oggi l’aumento delle multe

L’attuale articolo 195 del Codice della strada prevede che gli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie siano aggiornati ogni due anni sulla base dell’intera variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (indice Foi) rilevata dall’Istat.

In sostanza, l’importo delle multe viene adeguato all’inflazione registrata nei due anni precedenti. È lo stesso indice utilizzato, tra le altre cose, anche per l’aggiornamento dei canoni di locazione.

Questo meccanismo è stato applicato fino al 2020, con gli aggiornamenti previsti per il biennio 2021-2022. Alla fine del 2022, però, l’elevata inflazione legata anche alla crisi energetica successiva all’inizio della guerra in Ucraina avrebbe determinato un forte aumento delle sanzioni.

Per questo motivo il Governo ha deciso di bloccare l’adeguamento. Il congelamento è stato successivamente confermato anche per il biennio 2025-2026.

Confronto tra il nuovo e vecchio sistema

Il confronto tra i due sistemi mostra differenze molto contenute. Prendendo come riferimento una multa iniziale di 100 euro, gli effetti cambiano a seconda del periodo considerato.

Tra il 2001 e il 2025, con gli aggiornamenti biennali previsti dal sistema attuale, la sanzione sarebbe arrivata a 156 euro. Applicando invece il nuovo meccanismo, con gli aumenti soltanto quando l’inflazione supera il 5%, sarebbe arrivata a 152 euro: appena 4 euro in meno.

Nel periodo 2011-2025, il risultato si ribalta. La multa sarebbe passata da 100 a 125 euro con il sistema attuale, mentre con il nuovo meccanismo avrebbe raggiunto 128 euro. Considerando infine il periodo più recente, 2021-2025, i due sistemi producono nuovamente valori quasi identici: 115 euro con il metodo attuale e 114 euro con quello previsto dal nuovo Codice della strada.

Nel complesso, quindi, il confronto mostra che la nuova modalità di aggiornamento non comporterebbe un vantaggio significativo per gli automobilisti: a seconda del periodo analizzato, la multa potrebbe risultare leggermente più bassa oppure più alta, ma le differenze restano contenute.

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Redazione NEWSAUTO

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