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Negli ultimi tre anni i prezzi di ricambi auto sono saliti alle stelle, ciò che emerge in uno studio della DAT-Italia.

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7 luglio, 2017

Prezzi di ricambio, e di conseguenza quello delle riparazioni, alle stelle. Proprio adesso che le assicurazioni stanno cominciando ad annunciare che cercheranno di ridurre i premi RcAuto. I numeri parlano di aumenti che – in tre anni – sono andati dal più 4 fino ad oltre il  30%. E’ quanto emerge dall’ultimo studio della DAT-Italia, azienda leader nel settore automotive per dati e sistemi che calcolano i costi delle riparazioni e le valutazioni dei veicoli usati. Per lo studio sono stati presi in considerazione i ricambi di carrozzeria “coinvolti” nei più frequenti sinistri (paraurti, parafanghi, porte, parabrezza, fari, ecc.) e le auto più vendute. Si passa dalla Fiat che in tre anni si è accontentata del 4-5% alle Volkswagen Golf 16-35% e Toyota Yaris 13-23%, sempre in 3 anni. Nel mezzo Renault Clio 7-30, Peugeot 4-7%, Ford 6-18%.

Spiega l’ing. Antonio Coppola, direttore Generale Dat-Italia

Analizzando i dati dell’ANIA si vede che negli ultimi 5 anni i sinistri sono diminuiti di circa il 9%. Non è un caso perché a causa della crisi, circa il 60% del parco circolante (ovvero le auto a benzina) ha consumato il 9% di combustibile in meno e quindi meno mobilità ha inevitabilmente generato una minor frequenza di sinistri (mentre il consumo e la presenza del diesel nel parco circolante è rimasto pressocché invariato). Sicuramente anche le campagne di sicurezza stradale avranno fatto la loro parte nella riduzione dei sinistri, ma ciò sarà confermato dalla ripresa della mobilità. La conseguenza di ciò è stata una leggera riduzione dei costi dei sinistri RC auto per le assicurazioni (3,8mrd nel 2012 e 3,7mrd nel 2015 per RC auto danni a cose). Poca roba insomma.

Non solo: Negli ultimi 5 anni il costo della manodopera pagata dalle assicurazioni si è ridotta del 5%, mentre l’importo pagato per i ricambi è rimasto invariato (circa 1,6mrd/anno). L’autoriparatore ha preferito sostituire i ricambi piuttosto che ripararli e la maggior richiesta ha fatto aumentare i prezzi dei ricambi a discapito della manodopera. Solita e inesorabile legge di mercato.

Conclude Coppola

Il buonsenso avrebbe dovuto portare ad incentivare la vendita di auto e a dare un miglior servizio post vendita, e non lucrare sui ricambi. Si consideri che il prezzo di un ricambio originale viaggia da 3 fino a 20 volte il prezzo della serie. Quindi era già ben pagato…”. Come finirà? Probabilmente ci sarà un fiorire dei ricambi alternativi e/o equivalenti che riporteranno giù i prezzi. E già adesso alcune assicurazioni si sono già attrezzate con programmi per la “ottimizzazione” dei prezzi dei ricambi per mantenere i propri profitti.

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