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Mercato auto Europa, vendite in crisi per la carenza di chip

La crisi dei semiconduttori affonda il mercato auto in Europa, già provato dalla pandemia. A settembre c’è stato un calo di oltre il 25%, addirittura sul 2020 ovvero l’anno del Covid.

La crisi del mercato auto è senza fine ed è certificata dai numeri impietosi delle vendite, sia in Italia che in Europa. Il crollo è più grave di quello del 2020 quando ancora eravamo in piena pandemia. A settembre infatti con 972.723 auto immatricolate nei 30 paesi del panel (UE+UK+EFTA) si è registrato un calo del -25,2% sul 2020.

Il cumulato dei nove mesi 2021, pari a 9.161.918 immatricolazioni, segna comunque un lieve recupero del 6,9% sul 2020, ma ancora una consistente riduzione del -24,4% sul 2019.  

Auto vendute in Europa settembre 2021

A settembre in Europa sono state vendute in totale 972.723 auto, con le immatricolazioni complessivi hanno registrato un crollo del 25,2% rispetto al 2020, l’anno più duro della pandemia.

Dati vendite auto in Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna
Dati vendite auto in Italia, Germania, Francia, Regno Unito e Spagna

Il crollo è stato costante in tutto il 2021, con i primi 9 mesi che vanno in archivio con una riduzione di oltre il 24%.

Perché il mercato auto è in crisi?

I motivi della crisi del mercato auto sono molteplici. Sulle speranze di ripresa del mercato dell’auto stremato dalla pandemia ora si è abbattuta la crisi nelle forniture di semiconduttori, che sono particolari essenziali per la costruzione di auto.

Questa crisi sta fortemente penalizzando la produzione con ripercussioni che cominciano ad essere importanti anche sui tempi di consegna delle vetture nuove che si allungano sempre di più e ha riflessi anche sul mercato dell’usato a cui si rivolge in maniera crescente parte degli automobilisti che non riescono ad ottenere tempi di consegna ragionevoli per comprare un’auto nuova.

crisi microchip
Sulle vendite auto in Europa pesa come un macigno la grave crisi dei semiconduttori

La situazione è particolarmente pesante in tutta Europa anche per le aziende concessionarie che vedono fortemente penalizzate le vendite di auto nuove con un danno che non è certo compensato dagli aumenti dei prezzi delle auto usate di cui hanno scorte che si stanno sempre più assottigliando.

Vendite auto in Germania, Regno Unito, Francia e Spagna

Analizzando i dati delle vendite auto in Germania, secondo i dati diffusi dalla KBA, dopo il crollo registrato nei mesi estivi, nell’ultimo periodo dell’anno si avvia verso una stagnazione, se non un vero e proprio calo. A settembre vengono archiviate 196.972 unità, -25,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche il cumulato gennaio-settembre, con 2.017.561 immatricolazioni segna una leggera negatività dell’1,2% sul 2020, perdita che aumenta al 17% rispetto alla media decennale. Nel mese mostrano una perdita sia i privati con 71.238 nuove autovetture (-25,4%), sia le persone giuridiche che archiviano 125.602 immatricolazioni (-25,9%). 

A settembre anche il mercato automobilistico francese stenta a decollare e dopo la contrazione subita nei mesi estivi, nel nono mese dell’anno continua a registrare un importante calo dei volumi del 20,5% sul 2020 con 133.830 autovetture immatricolate. Il cumulato dei nove mesi segna 1.260.373 unità, in crescita sul 2020 (+8%) e in arresto se confrontato con il 2019 (-30,2%).

Auto più vendute settembre, mercato in caduta libera
La crisi riguarda tutti i principali mercati europei

Nel Regno Unito, secondo la SMMT il mercato delle auto nuove ha registrato il settembre più debole dal 1998; nel mese infatti sono state immatricolate 215.312 unità, con un calo del 34,4% rispetto allo stesso periodo 2020 (1.316.614 nel cumulato dei primi nove mesi, +5,9% sul 2020). Tra le principali cause, la continua carenza di semiconduttori che impatta notevolmente sulla disponibilità di veicoli, facendo crollare le vendite di settembre del 44,7% rispetto alla media decennale pre-pandemia.

Infine in Spagna si prospetta l’arrivo di una “tempesta perfetta” sul settore automotive. Prosegue infatti anche a settembre il trend negativo dei mesi precedenti (59.641 unità immatricolate, -15,7% nel confronto con settembre 2020), a causa del mix dato dall’incertezza dei consumatori, dalla mancanza di semiconduttori e dall’aumento spropositato del prezzo sia delle materie prime che dei costi della logistica.

produzione auto operario sulla linea di montaggio
La crisi dei semiconduttori rallenta la produzione e la vendita di auto nuove

Nei primi nove mesi dell’anno si registra un aumento dell’8,8% sul 2020 con 647.955 nuove autovetture ma, se confrontati con lo stesso periodo del 2019, le vendite diminuiscono del 33%.

Allarme UNRAE: Più risorse nella Legge di Bilancio per infrastrutture di ricarica

“Il mercato italiano, ancora su livelli di oltre il 20% inferiori rispetto al pre-Covid, rimane purtroppo attestato alla quarta posizione in Europa, dopo aver occupato per anni la seconda e poi la terza – l’analisi di Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE – la penetrazione dell’auto ricaricabile cresce anche in Italia, ma lo fa su volumi in caduta libera, e il gap verso gli altri principali mercati resta molto ampio anche in termini percentuali. Le previsioni di mercato totale per il 2021 si aggirano intorno al milione e mezzo di immatricolazioni, e quelle per il 2022 non lo superano di molto”

“In questa situazione, il supporto alla domanda di vetture a basse, bassissime e zero emissioni rimane indispensabile per portare avanti la transizione ecologica già avviata – prosegue il Direttore.

Prendiamo atto in queste ore dell’ulteriore rifinanziamento degli incentivi per autovetture nuove e usate e per veicoli commerciali, inserito nel DL fiscale che, però, visti gli stanziamenti, non arriverà a fine anno e, quindi, ancora una volta si dimostrerà insufficiente. “Auspichiamo, invece, che la prossima Legge di Bilancio possa costituire l’occasione per prevedere fondi strutturali triennali, evitando i continui “stop & go”.

Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere
Andrea Cardinali, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere

Una misura così formulata fornirebbe ad operatori, consumatori e aziende clienti (in qualunque settore) regole chiare, certe e stabili per poter pianificare le loro scelte. Inoltre, un solido piano di sostegno consentirebbe di raggiungere gli ambiziosissimi obiettivi europei di decarbonizzazione, e di disinnescare quella bomba ecologica che è il nostro parco circolante. Questo vale non solo per gli incentivi ma anche per le infrastrutture di ricarica pubbliche, fortemente arretrate rispetto ai partner europei: serve un chiaro programma per lo sviluppo di una rete di potenza adeguata, capillare in area urbana ed extraurbana, omogenea sul territorio, con colonnine HPC in sede autostradale”.

Anche la Francia ha assegnato circa un miliardo del PNRR per l’acquisto di veicoli elettrici, 1,1 miliardi per il rinnovo del parco circolante, aggiungendo anche altri 100 milioni al piano nazionale già varato nel 2018, con un obiettivo di 7 milioni di infrastrutture di ricarica elettriche nel 2030. In Italia il PNRR indica solo un generico obiettivo per il 2026 senza nessun cronoprogramma, e dimentica completamente il sostegno alla domanda e lo svecchiamento del parco circolante, mentre l’Ecobonus vigente, già depotenziato e con i fondi in via di esaurimento, non è stato ancora rifinanziato nemmeno per il 2022”. 

DATI VENDITE AUTO IN EUROPA SETTEMBRE 2021
(File PDF scaricabile da link diretto)

👉 Immatricolazioni di autovetture in Europa – Settembre 2021

👉 Listino prezzi auto NUOVE 👉 Annunci auto USATE

FONTE DATI UNRAE

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