Limite di 100 km/h per le auto termiche e 130 per le elettriche: cosa succede
Un politico austriaco propone 100 km/h per le auto termiche e 130 km/h per le elettriche in tutta l’UE, sulla base della norma già in vigore in Austria.

Su Web e social si parla tanto in queste ore del limite di velocità di 100 km/h per l’auto termica, e di 130 per l’elettrica: come stanno le cose? In Austria, la legge sull’aria (Immissionsschutzgesetz-Luft, o IG-L) prevede su diversi tratti autostradali (come la A12 nella valle dell’Inn o nei pressi di Salisburgo) un limite ridotto a 100 km/h per le auto a combustione interna.
Questo provvedimento nasce per contenere le emissioni nocive (principalmente ossidi di azoto e polveri sottili). Poiché i veicoli 100% elettrici (BEV) non emettono gas di scarico sul posto, la legge austriaca prevede un’eccezione: nei tratti in cui il pannello a messaggio variabile indica il limite di 100 km/h IG-L, le auto elettriche possono viaggiare al limite generale di 130 km/h.
Limiti di velocità auto elettriche e termiche
La proposta che fa discutere
Su quanto previsto in Austria arriva la proposta che fa discutere: un politico ed economista austriaco, Gunther Fehlinger-Jahn, propone di introdurre in tutta l’Unione Europea un limite di 100 km/h sulle autostrade per le auto termiche, mentre le elettriche potrebbero continuare a viaggiare a 130 km/h. L’obiettivo sarebbe ridurre consumi, emissioni e velocità, puntando su un compromesso tra efficienza energetica e sicurezza stradale.
L’idea riprende i provvedimenti adottati da alcuni Paesi durante la crisi petrolifera del 1973, quando furono introdotti limiti di velocità e giornate di blocco della circolazione per contenere i consumi. Oggi, però, un limite uniforme per tutte le autostrade europee avrebbe diverse difficoltà applicative, considerando le caratteristiche molto diverse delle infrastrutture e dei singoli tratti stradali.
Limiti differenziati in Austria
L’eccezione si applica solo dove compare la dicitura IG-L sul segnale. Se il limite di 100 km/h è imposto per motivi di cantieri, meteo o sicurezza, vale 100 km/h per tutti.
In Austria le auto elettriche locali si riconoscono dalla targa verde. Per i veicoli elettrici immatricolati all’estero (compresa l’Italia), l’esenzione vale in teoria, ma in caso di rilevamento automatico tramite autovelox può capitare di ricevere la sanzione, da contestare poi dimostrando il tipo di alimentazione del mezzo tramite libretto di circolazione. L’eccezione non si applica alle auto ibride (Plug-in o Full Hybrid), che restano soggette al limite di 100 km/h.
Cosa succede in Europa
In altre nazioni europee (come i Paesi Bassi) esistono limiti generalizzati a 100 km/h in determinate fasce orarie, ma la differenziazione attiva tra alimentazione termica ed elettrica a 100 vs 130 km/h è una prerogativa dell’impianto normativo austriaco.
Al momento non esiste alcuna proposta ufficiale né un dibattito concreto da parte della Commissione Europea o dell’Europarlamento per estendere il modello IG-L austriaco (con la differenziazione dei limiti di velocità tra auto elettriche e a combustione) a livello comunitario.
Per ora in UE tutto come prima
Le ragioni principali per cui l’Unione Europea non sta pianificando una misura simile sono legate alla competenza normativa e alla logica applicativa di questo provvedimento.
Il Codice della Strada, la gestione del traffico e l’imposizione dei limiti di velocità sulle reti autostradali nazionali rientrano nella sovranità dei singoli Paesi membri. L’UE stabilisce target generali sulla qualità dell’aria (come le direttive sulle emissioni di NOx e PM10) e sugli standard di omologazione dei veicoli (Euro 6, Euro 7), lasciando ai singoli Paesi la libertà di scegliere gli strumenti d’intervento locali.
La legge austriaca non nasce come norma d’incentivo alla mobilità elettrica in sé, ma come misura eccezionale di tutela ambientale applicata in aree geografiche critiche (come le valli alpine tipo la Valle dell’Inn, caratterizzate dall’effetto “inversione termica” che intrappola i gas di scarico). L’esenzione per i veicoli BEV è legata al fatto che questi non producono emissioni allo scarico di ossidi di azoto (NOx), ovvero la sostanza per la quale scatta il superamento dei limiti di legge dell’aria.
Sicurezza: molti dubbi
A livello europeo, l’idea di applicare limiti differenziati per categoria di alimentazione suscita forti perplessità sul piano della sicurezza stradale (creare differenziali di velocità consistenti sulla stessa corsia, es. 100 vs 130 km/h, viene considerato rischioso da molti esperti di traffico) e dell’applicazione sanzionatoria per le auto immatricolate all’estero, come dimostrano le difficoltà di riconoscimento automatico delle targhe già riscontrate dagli automobilisti stranieri in Austria.
Sebbene l’Unione Europea spinga verso la transizione elettrica (attraverso norme come lo stop alla vendita di auto a combustione dal 2035), la regolamentazione dei limiti di velocità rimane una prerogativa nazionale e locale, rendendo improbabile un’introduzione centralizzata da Bruxelles.
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