Notizie auto

Guerra in Ucraina, gli effetti sull’automotive

L’industria dell’auto, già martoriata dalla crisi dei chip e da quella economica causata dal Covid è ora alle prese con gli effetti della guerra in Ucraina: logistici, carenza e rincaro dei materiali.

La guerra in Ucraina sta causando conseguenze devastanti in tutti i settori, da quelli civili a quelli economici. L’effetto delle sanzioni e l’aumento dell’inflazione hanno causato pesanti conseguenze anche sul comparto automotive, già profondamente provato dalla crisi economica generata dalla pandemia e da quella dei semiconduttori.

Effetti guerra sull’automotive, quali sono

Gli effetti della guerra in Ucraina sull’automotive si fanno sentire soprattutto sull’industria. Secondo uno studio dell’agenzia Standard & Poor’s Global Mobility è prevista una riduzione di circa 5 milioni di unità sulla produzione globale del biennio 2022-2023.

Le cause sono da ricercare, in primo luogo, nei problemi logistici e nella catena di approvvigionamento che ha generato il conflitto, oltre alle carenze di alcuni componenti critici.

Linea di produzione nuova Fiat 500 elettrica installazione motore elettrico
In Ucraina vengono prodotti i cablaggi delle auto

In particolare, in Ucraina vengono prodotti i cablaggi, usati nei veicoli per l’energia elettrica e la comunicazione tra le parti: il Paese ospita 17 stabilimenti dediti a queste produzioni ed è secondo solo a Romania e Marocco, oltre ad essere strategicamente coinvolto insieme alla Polonia nella rotta di sdoganamento e smistamento anche di materie prime e prodotti provenienti dalla Cina. D’altra parte, sul fronte opposto, ci sono gli stabilimenti situati in Russia alle prese con le conseguenze delle sanzioni e della difficoltà dei trasporti.

Effetto guerra sul mercato auto

Di fronte alle difficoltà generate dalla guerra, i produttori stanno dando la priorità alla produzione di vetture di fascia alta (in particolare quelle elettriche o ibride) che offrono maggiori margini di profitto, a sfavore della produzione delle utilitarie e, quindi, a danno delle fasce economicamente più deboli.

Non a caso ci troviamo di fronte ad una crescita del mercato dell’usato, amplificando il fenomeno di una maggiore richiesta di pezzi di ricambio.

Mercedes-Benz GLC SUV Plug-in-Hybrid in ricarica
In questo momento di crisi le auto di fascia alta offrono maggiori margini di profitto

La domanda riguarda anche prodotti fuori produzione, con i produttori che si trovano quindi a dover eseguire velocemente una revisione di vecchi progetti con tutto ciò che ne consegue anche in termini di delta-test e omologazione after market.

Allarme auto elettriche e ibride

Se, dunque, c’è un orientamento alla produzione di auto ibride o elettriche, anche in questo campo occorre fare i conti con diversi ostacoli. Sia Ucraina che Russia, infatti, sono Paesi fornitori di materiali preziosi per le batterie elettriche.

Il nichel, il cui prezzo è letteralmente impazzito nelle ultime settimane, è utilizzato sia nelle batterie per auto elettriche che nella produzione di acciaio; sono fortissimi anche i rincari che si registrano per cobalto e litio.

Batteria auto elettriche, qual è la durata minima
La guerra in Ucraina rallenta anche la produzione di auto ibride o elettriche

Secondo un’analisi di IHS Markit, i costi medi delle batterie per vetture elettriche sono aumentati fino a settemila dollari per veicolo sulla scia dell’invasione russa in Ucraina. Quest’ultima è grande esportatore di gas neon che serve per la produzione di semiconduttori, mentre la Russia fornisce circa un terzo del palladio consumato nel mondo, minerale a sua volta utilizzato nella fabbricazione di chip, la cui carenza è ormai più che nota.

Sanzioni alla Russia effetti sulle fabbriche auto

Per quanto riguarda i singoli marchi l’effetto delle sanzioni alla Russia ha colpito principalmente la Renault, che è stata costretta a vendere la sua quota di maggioranza (67,69%) nella casa automobilistica Avtovaz all’istituto scientifico russo “Russian Central Research and Development Automobile and Engine” stipulando un accordo che include un’opzione di riacquisto futuro.

Renault in Russia ha venduto le quote di Lada
Renault in Russia ha venduto le quote di Lada

Altri marchi invece per effetto della guerra hanno deciso di interrompere la produzione nelle loro fabbriche russe: Mazda ha fermato lo stabilimento di Vladivostok, mentre Mitsubishi quello di Kaluga. Anche Stellantis ha sospeso la produzione nella sua fabbrica di Kaluga.

Auto ucraine distrutte nella guerra

Ma a pagare gli effetti maggiori della guerra sono soprattutto gli ucraini, con le bombe ed i carrarmati russi che hanno portato alla distruzione di quasi 105mila auto ucraine.

Auto ucraine distrutte nella guerra
Quasi 105mila auto sono andate distrutte nel conflitto in Ucraina

Si tratta di un danno enorme che ammonta a quasi 1,6 miliardi di dollari. Donetsk, Kharkiv, Luhansk, Chernihiv e Kiev sono tra le regioni con il maggior numero di auto ucraine distrutte.

Potrebbero interessarti anche questi contenuti

👉 Crisi semiconduttori, le cause

👉 Crisi nel settore automotive

👉 Allarme posti di lavoro per l’auto elettrica

👉 Cosa ne pensi? Fai un salto sul FORUM e Google News tutte le notizie dell’auto

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

per ricevere aggiornamenti da Newsauto.it

Seleziona lista (o più di una):

Informativa sulla privacy

COMMENTA CON FACEBOOK

Redazione Web

La Redazione di NewsAuto.it è composta da un team di appassionati collaboratori, profondi conoscitori di automobili, tecnica motoristica e mercato italiano. Le prove delle auto sono realizzate da tester/piloti con strumentazione dedicata. Dello staff fanno parte giornalisti, piloti, tester, ingegneri, fotografi ed operatori video.

Leggi anche

Back to top button

Disattiva l'AD Block

Gentile lettore, per navigare sul sito di NEWSAUTO ti chiediamo di disattivare l'AD Block. Ci sono persone che lavorano per offrire notizie sempre aggiornate, realizzare prove di auto su strada con un servizio puntuale e di qualità che ha bisogno di preziose risorse economiche che arrivano proprio dai banner disattivati. Grazie, siamo fiduciosi della tua comprensione. Il Team di Newsauto