Caro diesel, allarme carburanti: Governo e autotrasporto verso l’intesa
Convocato per il 27 ottobre un confronto tra Governo e associazioni dell'autotrasporto per affrontare l'emergenza carburanti e le difficoltà del settore.

In Calabria l’impennata del costo del gasolio e la progressiva riduzione delle scorte stanno provocando gravi disagi alla logistica e all’economia del territorio. La combinazione tra i forti rincari alla pompa, con cifre salite ben oltre la soglia di guardia (il price cap ha un peso specifico minimo), e il fermo dei trasporti ha generato un forte clima di tensione, portando moltissimi automobilisti ed autotrasportatori ad affollare i distributori nel timore di rimanere a secco.
Allarme diesel
Cosa succede in Calabria
La situazione appare particolarmente critica lungo l’area della costa ionica e nel territorio di Corigliano-Rossano, dove i carburanti sono diventati pressoché introvabili. Si tratta di uno snodo nevralgico per l’intera regione, cuore pulsante della produzione agricola e in particolare della filiera agrumicola, famosa per le clementine e le coltivazioni locali. La mancanza di gasolio sta paralizzando sia i mezzi d’opera impiegati nei campi, sia i camion deputati alla raccolta e alla distribuzione delle merci verso i mercati nazionali ed esteri, mettendo a serio rischio la conservazione dei prodotti e la continuità operativa delle aziende agricole dell’intera fascia ionica.
La Regione Calabria si mobilita
A fronte di questa emergenza, la Regione Calabria ha predisposto un primo pacchetto di aiuti straordinari destinato ad alleviare la pressione economica sui settori dell’agricoltura e del trasporto merci, anche se le associazioni di categoria sottolineano la necessità di sostegni ben più strutturali. Nel frattempo, i primi cenni d’intesa con il Governo centrale e la prospettiva di un confronto istituzionale a Palazzo Chigi hanno favorito un graduale allentamento dei presidi sulle arterie viarie, con l’obiettivo di ripristinare il prima possibile le forniture di carburante e discutere misure concrete come la mitigazione delle accise e i crediti d’imposta per le imprese di trasporto.
Secondo capitolo: le proteste del Sud
Dopo la paralisi delle autostrade al Sud per le proteste dell’autotrasporto, vertice d’emergenza a Milano, presso la Prefettura di Palazzo Diotti: segna una prima svolta nella vertenza, che negli ultimi giorni ha causato i primi episodi di carenza di merci negli scaffali dei supermercati, soprattutto nel Mezzogiorno. L’incontro ha visto protagonisti il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il viceministro Edoardo Rixi e i rappresentanti delle principali sigle del settore.
Le misure del Governo
Al centro del pacchetto di interventi presentato dall’esecutivo c’è lo sblocco immediato di circa 480 milioni di euro. Tali risorse serviranno a soddisfare tutte le richieste di contributo per il caro-carburante pervenute entro il 30 agosto, azzerando l’arretrato per il periodo compreso tra marzo e agosto. Come confermato dai rappresentanti di governo, le erogazioni partiranno già nell’immediato per coprire fino al 70% degli importi spettanti. A queste somme si aggiungeranno ulteriori 60 milioni per i mesi di settembre e ottobre, i cui bonus saranno fruibili nel 2027, portando l’iniezione complessiva per il ristoro dei carburanti a 110 milioni aggiuntivi.
Oltre ai rimborsi diretti sul gasolio, l’intesa prevede lo sblocco di un fondo da 590 milioni di euro destinato al rinnovo del parco veicolare a partire dal 1° gennaio 2027. Per stabilizzare la gestione dei costi nel lungo periodo, la Ragioneria dello Stato sta inoltre esaminando una norma da inserire nel prossimo decreto Infrastrutture: un meccanismo automatico di adeguamento dei costi del carburante (sulla scia del modello spagnolo).
Ampio spazio è stato riservato anche al settore marittimo tramite il Marebonus, l’incentivo rivolto alle imprese che utilizzano navi e autostrade del mare al posto del trasporto su gomma. Il governo ha garantito la liquidazione delle annualità pregresse entro i primi dieci giorni di novembre e la copertura di circa 50 milioni per l’anno corrente.
Ma c’è tuttora agitazione
Nonostante l’apertura delle istituzioni e la sospensione di alcuni blocchi autostradali (come sulla A1 in Sicilia, Campania e Puglia) definita da Salvini un gesto di disponibilità, la tensione resta alta, in particolare tra le sigle minori e i gruppi estranei al Comitato dell’Albo. Il governo ha fissato un nuovo aggiornamento del tavolo per il 27 ottobre per monitorare l’effettiva attuazione degli impegni assunti, ribadendo la necessità di porre fine ai blocchi stradali per evitare ulteriori disagi alla distribuzione nazionale.
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