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Storia del Blitz, come nacque il logo Opel?

Perché il logo di Opel è il fulmine? Il Blitz è legato al primo autocarro prodotto a Rüsselsheim, un veicolo iconico che contribuì alla sopravvivenza del marchio tedesco tra le due Grandi Guerre, un successo durato 45 anni.

Il logo Opel, il Blitz, ha origini molto antiche e anche se è entrato ufficialmente nella storia del marchio Opel con il primo autocarro leggero prodotto nel 1931, affonda le sue radici ancora prima, alla fine del 1800, quando la Casa tedesca produceva anche biciclette.

L’autocarro leggero Opel Blitz, per il suo contributo al rilancio del marchio negli anni più duri, dopo la crisi del ’29 e nel secondo dopoguerra, diventò un’icona della rinascita e finì per identificarsi con il marchio della Casa automobilistica tedesca. Una storia lunga 45 anni che vale la pena raccontare.

I primi autocarri Opel “standard”

La storia del Blitz, quindi, è strettamente legata a quella dei veicoli commerciali Opel, i primissimi furono costruiti nel 1899, sulla base della Patent Motor Car “System Lutzmann”, cioè la prima automobile prodotta a Rüsselsheim.

I primi autocarri Standard Opel da 3 tonnellate del 1917

Fu nel 1907 che arrivarono in gamma i primi autocarri veri e propri: tre tonnellate, pneumatici gonfiati a pressione di serie e un motore a due o quattro cilindri. Questi modelli furono prodotti anche durante la prima guerra mondiale, quando le norme definivano come “standard” l’autocarro fino a quattro tonnellate. 

Il concorso del 1930

Arriviamo, così, al 1930 quando un’altra generazione di veicoli commerciali moderni “per il trasporto espresso” era ai blocchi di partenza. Erano pronti, mancava solo il nome e per trovarlo Opel lanciò un concorso nazionale. I requisiti del termine erano: che fosse tedesco, conciso (solo 5 lettere) e che potesse essere pronunciato “in qualsiasi lingua moderna”. 

In palio per il vincitore un’auto Opel 4/20 HP e per gli altri classificati, dal secondo al quinto, una motocicletta Opel Motoclub. Ovviamente, l’eco fu immensa: parteciparono 1.500.000 persone.

E fulmine fu

Alla fine, il Dr. Wilhelm von Opel scelse “Blitz” (“fulmine”) che riprendeva il nome della prima bicicletta costruita da Opel dal 1889, la Victoria Blitz, con la motivazione “simboleggia ugualmente l’origine, la potenza e le prestazioni del nostro nuovo prodotto”.

La calandra del primo Opel Blitz del 1930 con la prima versione del logo che compone il nome del veicolo richiamando la forma del fulmine

La parola “Blitz” sarebbe entrata nella storia della Casa tedesca, come il simbolo grafico del marchio che conosciamo oggi, ma la sua consacrazione arrivò solo grazie al successo avrebbe avuto quel veicolo commerciale leggero prodotto complessivamente in 417.211 unità in 45 anni.

Il primo camioncino Opel Blitz

In un’epoca storica di grave crisi economica e recessione in cui molte industrie automobilistiche e non furono costrette a chiudere, il successo dell’Opel Blitz fu il risultato delle sue caratteristiche e delle sue prestazioni che seppero rispondere perfettamente alle esigenze del mercato di quel periodo. Due le versioni con carico utile da 1,5 a 2 tonnellate, tre differenti passi e due motori: un quattro cilindri da 2,6 litri e un sei cilindri da 3,6 litri. 

Opel Blitz autocarro del 1930
Il primo Opel Blitz del 1930, furgone per il “trasporto espresso”

Negli anni successivi, la gamma fu costantemente raffinata, sempre con successo: cinque anni dopo il debutto, nel 1935, Opel dovette costruire uno stabilimento interamente dedicato alla produzione di autocarri in linea, a Brandeburgo.

Un successo inarrestabile

Nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, nel 1937 dalla catena di montaggio uscì il furgone numero 25.000. Gli aggiornamenti della gamma motori procedevano a stretto contatto con quella delle automobili, la versione da tre tonnellate, Blitz S, ad esempio, fu equipaggiata con il moderno motore della Opel Admiral

Un Opel Blitz da 1,5 tonnellate del 1938

Questo nuovo autocarro era in grado di muoversi in fuoristrada con trazione integrale e semi-cingolato (con il nome di Maultier, cioè “mulo”), ne furono costruiti per scopi bellici oltre 130mila esemplari, fino a quando la fabbrica di Brandeburgo non fu distrutta dai bombardamenti alleati.

La fine del Blitz 

Era il 1945 quando la produzione di Opel Blitz a Brandeburgo si fermò, ciò che rimaneva dello stabilimento di Brandeburgo fu smantellato e inviato come indennità di guerra in Unione Sovietica, dove però le strutture non furono più riassemblate. La versione da tre tonnellate del Blitz, invece, dal 1944 fu prodotta su licenza da Daimler-Benz con un altro nome, L 701, ma questa è un’altra storia.

Non finisce qui

Nel 1946, comunque, lo stabilimento principale di Rüsselsheim iniziò di nuovo la produzione, il primo veicolo Opel prodotto fu un Blitz ordinato da un imprenditore di Wiesbaden.

Gli Opel Blitz da 1,5 tonnellate del 1946

Era un camioncino da 1,5 tonnellate equipaggiato con un motore a 6 cilindri in linea di 2.473 cc da 55 CV (40 kW), lo stesso usato nel 1938 sulla Opel Kapitan. L’autocarro con pianale costò 6.600 marchi.

Verso il boom 

Una volta ripartito, Opel Blitz ebbe di nuovo un successo clamoroso di vendite perchè riuscì ancora una volta ad incontrare le esigenze del mercato e si rivelò un mezzo indispensabile per la ripresa di industria e artigianato nel secondo Dopoguerra. 

Opel Blitz del 1955
Negli anni Sessanta del Miracolo economico Opel Blitz ebbe un successo clamoroso di vendite, anche grazie alle numerose possibilità di allestimento

Grazie ad un nuovo design e al potenziamento della portata da 1,5 a 1,75 tonnellate il camioncino tedesco divenne popolare in tutta Europa. L’ampia griglia e gli eleganti paraurti furono abilmente adattati dal tipico design americano degli anni ’50, l’abitacolo era fatto di acciaio, il silenzioso motore sei cilindri da 2,5 litri si distingueva dai motori più spartani del settore camion. 

Il Blitz del Miracolo economico

L’aumento della capacità di carico aveva reso il modello del 1955 particolarmente speciale: con un carico utile di due tonnellate, l’Opel Blitz poteva trasportare più di quanto pesasse. 

Opel Blitz furgone cassone pubblicità del 1952
Gli Opel Blitz degli anni Cinquanta, ispirati al design americano, assomigliavano più a dei pick-up che a dei camioncini

Allestimenti per autobus, furgoni per traslochi, consegne e autopompe per i vigili del fuoco, sulla base delle piattaforme lunghe 3.300 o 3.750 mm. Ogni anno uscivano dalla fabbrica circa 20.000 unità del cosiddetto “Rundschnautzer” (naso tondo).

Il più amato dai tedeschi

Alla fine degli anni Sessanta, l’Opel Blitz era ancora uno degli autocarri leggeri più apprezzati sul mercato tedesco, quasi un camion a benzina su due fino a tre tonnellate di peso totale a terra (PTT) era un Opel. 

Camioncino Opel Blitz del 1965

La produzione del veicolo commerciale in Germania terminò il 10 gennaio 1975. Dopo 417.211 unità costruite a Rüsselsheim e a Brandeburgo, il modello che diede il nome all’emblema Opel fu ritirato dalla gamma.

Un Opel Blitz del 1943 alimentato a legna, perfettamente restaurato, viene messo in moto dai meccanici del Technik Museen Sinsheim Speyer

Foto Opel Blitz

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Anna Francesca Mannai

Blogger, Editor, PR e Digital PR specializzata in Logistica e Trasporto (www.lalogistica.blog). Ha collaborato negli anni con quasi tutte le principali testate di settore, raccontando il mondo dei motori da lavoro, industriali e commerciali: camion, furgoni, rimorchi, macchine cantiere, ma non è mancata qualche incursione anche nell'universo Automotive, Moto e 4x4. Non solo tecnica ma anche attualità, personaggi, eventi, storie e curiosità. Appassionata di Enogastronomia, dal 2015 cura il progetto "Brigata", l'unico blog italiano su Ristorazione e Food&Beverage, visti dal punto di vista della Sala. Oltre il web, Brigata collabora con molti stakeholders nella promozione delle eccellenze made in Italy: professionalità, prodotti, eventi, locali e aziende.
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