Notizie auto

Camion storici, la storia dell’Opel Blitz

Negli anni ’30 Opel lanciò il progetto Blitz, un autocarro leggero che contribuì al rilancio il marchio dopo la crisi della Grande Depressione. Il suo nome si identificò con il marchio del costruttore.

La storia del fulmine, il blitz del logo Opel, ha avuto inizio ottanta anni fa, nelle settimane immediatamente successivi al Crollo di Wall Street. In quel periodo Opel, come tantissime altre imprese in tutto il mondo, dovette affrontare le conseguenze della Grande Depressione. Anche a Rüsselsheim si dovette licenziare una parte del personale, ma, mentre altre aziende dichiararono fallimento, alla Opel almeno le catene di montaggio rimasero in funzione, sia pure a ritmo ridotto. Cessata la produzione dei grandi modelli a 6 cilindri per i quali non c’era ormai più clientela, ci si rivolse di nuovo ai modelli piccoli per mezzo dei quali si era superata la depressione del Primo Dopoguerra.

Opel e la storia della grande crisi del 1930

La recessione portò però anche qualche vantaggio: i controlli di qualità, ad esempio, migliorarono sensibilmente e furono effettuati utilizzando un maggior numero di persone. L’inizio dell’orario di lavoro fu anticipato per permettere ai dipendenti di occuparsi, dopo il lavoro in fabbrica, dei loro orti e campi che allora erano determinanti per il mantenimento delle famiglie.

Dopo la Grande Crisi del 1930 si produssero modelli più piccoli e cambiarono i turni di lavoro in fabbrica

A partire dall’Estate 1930 furono inoltre organizzate delle visite guidate alla fabbrica che contribuirono anch’esse, sia pure in minima parte, al fatturato della ditta.

Camion storici: Opel Blitz

Nel 1930 l’azienda indisse un concorso nazionale per scegliere il nome del nuovo autocarro leggero con motore a 4 cilindri di 2,6 litri che sarebbe uscito sul mercato l’anno successivo. Il primo premio consisteva in una autovettura Opel 4/20 HP, quelli dal secondo al quinto in una motocicletta Opel Motoclub. L’eco fu immensa: 1.500.000 persone parteciparono al concorso.

Opel Blitz del 1952
Blitz è stato il nome scelto per il nome del nuovo autocarro leggero Opel degli anni ’30

Alla fine la giuria scelse il nome Blitz (“fulmine”) che riprendeva il nome di una bicicletta, Victoria Blitz, costruita da Opel esattamente 40 anni prima, e che era destinata a entrare nella storia della Casa tedesca, come simbolo grafico del suo marchio.

Opel Blitz autocarro leggero

L’autocarro leggero Blitz si conquistò una fama quasi leggendaria che durò fino agli Anni ’70 contribuendo allo sviluppo dell’azienda. La domanda di questo modello, che veniva fornito con una gran varietà di allestimenti differenti e passi diversi, crebbe tanto rapidamente che nel giro di otto mesi la Opel si vide costretta ad aprire una nuova fabbrica, dedicata esclusivamente ai veicoli industriali, a Brandeburgo, in cui assemblare i camion da 2,0 e da 2,5 tonnellate.

Ad essi si affiancò, nel 1936, il Blitz S (dove la lettera “S” stava per “Standard”), un autocarro da 3 tonnellate equipaggiato con il motore Admiral di 3.600 cc. Questo nuovo autocarro che, come volevano la normativa del Ministero del Traffico, era in grado di muoversi in fuoristrada, era disponibile anche nelle versioni a trazione integrale e semi-cingolato (con il nome di Maultier, cioè “mulo”). La Opel ne costruì complessivamente oltre 130.000 esemplari, fino a quando la fabbrica di Brandeburgo non fu distrutta dai bombardamenti alleati.

Opel Blitz e la produzione nel secondo dopoguerra

La produzione dell’Opel Blitz riprese nel 1946 a Rüsselsheim. Il primo cliente del Dopoguerra fu un imprenditore di Wiesbaden che pagò 6.600 Marchi un Opel Blitz dotato di un motore a 6 cilindri in linea di 2473 cc da 55 CV (40 kW), lo stesso motore usato nel 1938 per la prima Kapitan che ora era disponibile con alimentazione a benzina e a gasogeno.

Opel Blitz del 1955
Opel Blitz ebbe un successo clamoroso di vendite

L’Opel Blitz si rivelò un mezzo indispensabile per l’industria e l’artigianato: le sue vendite passarono dalle 3.219 unità del 1947 alle 11.574 del 1949.

Opel Blitz da 1,9 tonnellate

Nel 1952 ne fu presentata una nuova versione da 1,9 tonnellate caratterizzata fra l’altro da linee più moderne e arrotondate. Prodotta fino al 1960, in 89.767 unità, diede origine a numerose allestimenti speciali. Nel 1960 fu presentato un Opel Blitz sensibilmente rinnovato: un autocarro leggero da 1,9 tonnellate disponibile con 2 passi diversi (3.000 e 3.300 mm). Equipaggiato con il motore della Kapitan maggiorato a 2.605 cc da 70 CV (52 kW), successivamente portata a 80 CV (59 kW), raggiungeva una velocità di circa 100 km/h. Per chi poi avesse voluto un motore Diesel, c’era un economico 2.100 da 60 CV (44 kW) di derivazione Peugeot.

Dotato in seguito del 4 cilindri da 70 CV (52 kW) della Opel Rekord, il Blitz da 1,9 tonnellate restò in produzione fino al 1972 quando la produzione dei veicoli commerciali leggeri fu trasferita da Rüsselsheim negli stabilimenti della Bedford, in Inghilterra.

Opel Blitz da 1,9 tonnellate del 1975
Opel Blitz restò in produzione fino al 1972

Gli Opel Blitz che arrivarono in Italia in pochi esemplari alla fine degli Anni ’60 erano i modelli della serie 300-350-375 DL con motori Diesel di 2.112 cc da 67 CV (49 kW) e di 2.490 cc da 96 CV (71 kW) oppure a benzina di 1.897 cc da 83 CV (61 kW). La produzione del Opel Blitz cessò definitivamente nel 1975. Il blitz però rimase protagonista fino ad oggi, identificando il marchio Opel.

Foto Opel Blitz

Se sei appassionato del marchio segui tutte le news OPEL da Newsauto, il listino prezzi OPEL e gli Annunci auto usate OPEL.

💥 Avviso: per restare aggiornato e ricevere le ultime news sulla tua mail iscriviti alla newsletter automatica di Newsauto QUI

👉 Lascia un commento sul nostro FORUM!

Commenta

Tags

Redazione Web

La Redazione di NewsAuto.it è composta da un team di appassionati collaboratori, profondi conoscitori di automobili, tecnica motoristica e mercato italiano. Le prove delle auto sono realizzate da tester/piloti con strumentazione dedicata. Dello staff fanno parte giornalisti, piloti, tester, ingegneri, fotografi ed operatori video.
Back to top button
Close