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Prezzi carburanti: cosa cambia dal 2026 con le nuove accise. Benzina scende, diesel sale

Dal 1° gennaio 2026 le accise su benzina e diesel saranno uniformate, anticipando la scadenza europea. La benzina costerà circa 4 centesimi in meno, mentre per il diesel si prevedono aumenti: ecco tutti i dettagli e l'impatto sui costi per gli automobilisti.

Da maggio 2025 i prezzi dei carburanti sono influenzati dal riallineamento delle accise richiesto dall’Unione Europea. Inizialmente il Governo aveva previsto aumenti molto graduali, di circa 1-1,5 centesimi l’anno, fino al 2030. Con la nuova Legge di Bilancio 2026, però, la transizione verrà accelerata: niente più passaggi intermedi.

Dal 1° gennaio 2026 benzina e diesel infatti pagheranno la stessa accisa, pari a 0,6729 euro al litro. Oggi la benzina sopporta un’imposta più alta (0,7134 €/l), mentre il diesel beneficia di un’agevolazione (0,6324 €/l). Il risultato è semplice:

• la benzina costerà circa 4 centesimi in meno al litro
• il diesel aumenterà di circa 4 centesimi al litro

Aumenta il diesel, scende la benzina

Con l’allineamento delle accise, il prezzo della benzina dal 2026 scenderebbe da 1,718 a 1,669 €/l, mentre quello del gasolio salirebbe da 1,684 a 1,733 €/l. Per un’auto di segmento C con un serbatoio da 40 litri, il pieno a benzina passerebbe da 68,72 a 66,76 euro, mentre quello a gasolio aumenterebbe da 67,36 a 69,32 euro.

Ma l’aumento del diesel potrebbe essere più contenuto, stando alle parole del presidente dell’Unem, l’ex Unione Petrolifera, Gianni Murano, che prevede un surplus di circa 3 centesimi in più della benzina.

Dal 1° gennaio 2026 benzina e diesel avranno la stessa accisa: 0,6726 euro al litro.
Dal 1° gennaio 2026 benzina e diesel avranno la stessa accisa: 0,6729 euro al litro

La filiera infatti potrebbe rivedere temporaneamente i margini, oggi più elevati sul gasolio, per contenere la differenza tra i due carburanti.

Quanto incassa lo Stato con le nuove accise

Inoltre l’Unem stima che l’allineamento delle accise porterà nelle casse dello Stato circa 2 miliardi di euro fra il 2026 e il 2030. Un gettito non da poco, in un Paese dove i carburanti sono già tra i più tassati d’Europa. Secondo Assoutenti, oggi le imposte pesano per il 60% sul prezzo della benzina e quasi il 57% su quello del diesel. Significa che più di un euro su ogni litro di verde è fatto solo di tasse. E circa 92 centesimi per il gasolio. Solo nel 2023 lo Stato ha incassato 38,1 miliardi di euro di IVA e accise sui carburanti.

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