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Calendario Formula 1, Domenicali: «Il campionato potrebbe finire in Europa»

Il calendario di Formula 1 resta in bilico tra Medio Oriente ed Europa: Domenicali apre anche allo scenario 2027 visto che le prime due gare della stagione saranno in Medio Oriente.

Il calendario della Formula 1 continua a muoversi su un filo sottile, tra conferme e scenari ancora tutti da definire. Dopo il ritorno della Malesia a Sepang, il focus resta sul possibile finale di stagione 2026 e sulle incognite che accompagnano già il Mondiale 2027, con Stefano Domenicali che ha chiarito le priorità della F1 e tracciato la linea sulle prossime decisioni.

Finale di stagione in Europa

Dopo l’ufficializzazione del ritorno di Sepang come host del GP del Bahrain, la Formula 1 è tornata a contare 23 appuntamenti nel calendario. Resta però un interrogativo pesante sul finale di stagione, con il tradizionale back to back tra il Gran Premio del Qatar, in programma il 29 novembre, e quello di Abu Dhabi, fissato per il 6 dicembre.

Nel frattempo, i dubbi non riguardano soltanto il presente. Sul tavolo c’è anche l’avvio del Mondiale 2027, per il quale la bozza iniziale prevede Bahrain e Jeddah come prime due tappe. Stefano Domenicali ha affrontato il tema in una conferenza stampa dedicata, toccando sia le incertezze immediate sia gli scenari che attendono il futuro della F1.

Le parole di Stefano Domenicali

Dopo il ritorno di Sepang in calendario, ci sarà una finestra di attesa fino a metà settembre prima di arrivare a una decisione. “Ci prenderemo tutto il tempo necessario per valutare come evolverà la situazione e sarà presa una decisione nel momento opportuno, che non sarà prima della metà di settembre. Ad oggi, quindi, le gare del Qatar e di Abu Dhabi sono confermate, e tra l’altro sono già entrambe sold out. Naturalmente, se entro metà settembre la situazione non sarà sufficientemente chiara, valuteremo le decisioni necessarie. Imola è tra le opzioni prese in considerazione, ma non è stato ancora scelto nulla. Posso solo dire che è nel gruppo delle possibilità disponibili, questo è ciò che intendo. Qualora non fosse possibile disputare le ultime due gare in Medio Oriente, la stagione si concluderà in Europa perché non abbiamo alternative praticabili in altre aree del mondo. Questa è la situazione attuale.

Se guardiamo alle statistiche delle temperature medie in Europa in quel periodo dell’anno, scopriamo che in molti casi fa meno freddo rispetto a quelle di Las Vegas nel periodo in cui ci corriamo sono dati oggettivi, potete verificarli. Naturalmente nessuno può sapere con certezza quale sarà il meteo: oggi, con i cambiamenti climatici, è sempre più difficile fare previsioni.

Speriamo naturalmente che non nevichi. Ricordo che molti anni fa, al Nürburgring, ci trovammo a correre con qualche fiocco di neve, che poi si trasformò in pioggia. Pirelli, però, non è ancora pronta con le gomme da neve ma… scherzi a parte, credo che le condizioni climatiche ci consentirebbero comunque di correre in Europa anche all’inizio di dicembre.

Stefano Domenicali campionato F1 2026 chiusura europa
Formula 1 2024: Emilia Romagna GP

Posso però garantirvi una cosa, non organizzeremo un’altra gara negli Stati Uniti. C’era stata anche l’ipotesi di disputare due gare a Las Vegas, ma non vogliamo, passatemi il termine, svalutare un gioiello che sta crescendo così bene.

Non dobbiamo dimenticare che in quel periodo dell’anno negli Stati Uniti ci confrontiamo con la NFL, che rappresenta uno degli eventi sportivi più seguiti del Paese. Dobbiamo evitare di metterci in una situazione di competizione diretta con qualcosa che, oggi, ha ancora un’enorme forza sul mercato americano. Considerando anche tutti i vincoli logistici che abbiamo – il rientro nel Regno Unito, la gestione della documentazione doganale e il successivo trasferimento verso un’altra sede – l’unica soluzione praticabile è concludere la stagione in Europa, mantenendo sostanzialmente l’attuale struttura del calendario“.

Incertezze sul calendario 2027

Le incertezze che gravitano attorno al Medio Oriente si riflettono anche sul 2027. Dodici mesi fa il calendario 2026 era stato annunciato in primavera; oggi, invece, la sensazione è che nulla possa essere ufficializzato prima di novembre. «Il calendario che presenteremo in autunno sarà, diciamo, quello previsto in condizioni normali – ha spiegato il CEO della F1– naturalmente, se la situazione in Medio Oriente non dovesse risolversi, abbiamo già pronti diversi scenari alternativi. La decisione definitiva, però, dovrà essere presa verso la fine dell’anno, quindi abbiamo ancora tempo per adattarci. In ogni caso voglio rassicurarvi: abbiamo già predisposto diverse opzioni che ci consentirebbero comunque di mantenere l’obiettivo di disputare 24 Gran Premi anche nel 2027».

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Gara F1 sul tracciato di Yas Marina ad Abu Dhabi

Intanto le candidature continuano ad arrivare. «Riceviamo numerose candidature, ma abbiamo una base molto solida su cui costruire il futuro e, guardando almeno fino al 2028-2029, la stabilità del calendario è estremamente forte. Esistono comunque nuove sedi che potrebbero entrare a far parte della Formula 1, a conferma del fatto che il nostro sport continua a crescere».

«Posso dirvi che le trattative in Africa stanno procedendo molto bene, come sapete il prossimo anno torneranno in calendario anche Portogallo e Turchia. Sono quindi altri due Paesi che torneranno a ospitare un Gran Premio. Abbiamo inoltre discussioni in corso in Sud America e nell’Estremo Oriente. Posso aggiungere una cosa: dalla Cina continuiamo a ricevere richieste per ospitare altri Gran Premi, così come dal Giappone. Ma al momento vogliamo mantenere una sola gara: crediamo sia importante consolidare ulteriormente quei mercati prima di valutare l’inserimento in calendario di un secondo appuntamento».

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Raffaello Caruso

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre… More »