Imola pronta al ritorno in F1? Possibile presenza a fine stagione
Imola torna in gioco come possibile tappa di recupero per completare il calendario F1, ma il clima di dicembre mette in dubbio la fattibilità.

La necessità di raggiungere almeno 22 Gran Premi ha riacceso il dibattito sul ritorno di Imola in F1: soluzione rapida e simbolica, ma potenzialmente compromessa dalle basse temperature di dicembre che mettono sottosopra gomme, prestazioni e sicurezza. Liberty Media studia quindi piani alternativi come una tappa europea dopo Las Vegas per salvare la stagione e gli accordi commerciali.
Imola in calendario di F1 come round finale nel 2026
Il circuito di Imola è tornato prepotentemente sotto i riflettori come possibile soluzione per completare il calendario di Formula 1 in caso di cancellazioni nelle ultime settimane della stagione. Con due Gran Premi in Medio Oriente – attualmente previsti per fine stagione – a rischio annullamento, la serie scenderebbe a 20 appuntamenti contro i 24 programmati: un totale che non soddisferebbe gli obblighi presi da Liberty Media verso sponsor e investitori. Per questo motivo la ricerca di alternative praticabili è diventata prioritaria, e Imola figura tra le opzioni considerate.
Il vantaggio principale di Imola è logistico e mediatico: circuito storico, infrastrutture familiari al circus e una fanbase italiana sempre molto reattiva. La pista del Santerno potrebbe ospitare una gara sostitutiva con tempi di adattamento contenuti, sfruttando anche la vicinanza alle infrastrutture già impiegate per eventi internazionali.

Tuttavia il principale ostacolo è climatico. Una gara a dicembre in Emilia Romagna si scontrerebbe con temperature medie basse e condizioni meteorologiche potenzialmente sfavorevoli: asfalto freddo riduce la temperatura delle gomme e altera il comportamento delle monoposto moderne, che richiedono condizioni di funzionamento precise per offrire performance e sicurezza. Pioggia, nebbia o gelate sarebbero inoltre elementi di rischio per organizzazione e trasmissione televisiva, con possibili impatti su spettatori e logistica.
Gli ingegneri dei team e i vertici F1 dovrebbero valutare l’adattabilità delle monoposto alle basse temperature e l’eventuale necessità di modifiche regolamentari temporanee (dalle pressioni di gomma a configurazioni di raffreddamento). Anche l’aspetto commerciale è rilevante: una gara in condizioni estreme potrebbe compromettere la qualità dello spettacolo e quindi il valore per sponsor e broadcaster.
Alternative praticabili
Per limitare il calo sotto la soglia minima di 22 GP certi, la prima opzione già confermata è stata quella di introdurre la Malesia in calendario a inizio ottobre: il recupero tra Baku e Singapore poiché è logisticamente preferibile ai team per la vicinanza a Singapore e per infrastrutture ancora adeguate.
Per il finale di campionato si sta valutando anche la sostituzione della doppietta Qatar‑Abu Dhabi con un’unica tappa europea dopo Las Vegas. Tra i nomi emersi ci sono Portimão e Istanbul: entrambi torneranno in calendario regolarmente dal 2027, ma sono destinatari in questi mesi di lavori di ristrutturazione che ne rendono incerta la disponibilità per un evento a dicembre. Questa difficoltà tecnica, unita al problema climatico per sedi come Imola, spinge Liberty Media a preferire soluzioni che garantiscano stabilità operativa e valore commerciale fino all’ufficialità dei calendari.

Imola resta una carta praticabile ma problematica per dicembre: efficace sul piano storico e logistico, meno convincente sotto il profilo meteorologico e tecnico. La soluzione più realistica per raggiungere quota 22 Gp sembra invece il recupero a ottobre oppure l’inserimento di una singola gara europea dopo Las Vegas, purché i circuiti coinvolti siano pronti a livello infrastrutturale.
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