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Viaggio in Sud America, con l’auto in fuoristrada sulle dune!

Un gruppo di amici verso il deserto del Sud America: dopo un mese, si ritrovano in Perù, alla ricerca dell'Erg sulle tracce della Dakar

Viaggio in Sud America in fuoristrada 4×4

Siamo un gruppo di amici sempre in cerca di emozioni da vivere in fuoristrada e l’Erg peruviano, con le sue dune altissime, ci ha subito colpito. Decidiamo di partire per questo viaggio utilizzando sul posto le auto per andare in fuoristrada!
Mettiti comodo, ti racconterò questa avventura spettacolare che abbiamo vissuto.
Contatto Maurizio, il mio amico di avventure, ne parlo ed inizia subito la ricerca per trovare l’esatta ubicazione di questo magnifico luogo. Dopo pochi giorni stiliamo un itinerario di base e lo controlliamo subito sulle mappe digitali a disposizione, per verificarne la fattibilità: viaggio in direzione Sud America, Perù.
Tutto procede veloce e rapidamente esce fuori un viaggio in 4×4 a dir poco ardito; ma siamo carichi e la voglia di partire è enorme. Nel giro di un mese il nostro gruppo d’avventura, formato da 10 persone provenienti da Roma e Bologna, si ritrova con gli zaini in spalla fuori dall’Aeroporto internazionale di Lima.

Viaggio nel deserto a nord di Lima (ERG)

Verso il deserto a nord di Lima a scoprire l’erg. Saliamo in taxi e ci “immergiamo” letteralmente nel traffico caotico della capitale (Lima), una bolgia infernale di suoni e incroci “creativi”, il tutto condito da mezzi così vetusti, che chiamarli auto è davvero un eufemismo!

Le auto utilizzate: Toyota Hilux a noleggio

Noleggiamo tre auto per andare in fuoristrada: 3 Toyota Hilux 3.0. Sbrighiamo le formalità burocratiche e carichiamo sul cassone dei pick-up la nostra attrezzatura tecnica da offroad, come strops, compressori, piastre da sabbia, taniche per il carburante, ecc, mentre altri montano e collegano la strumentazione satellitare per la navigazione.
Completiamo le nostre prime mosse con il rifornimento di cibo, acqua e carburante e nel giro di poche ore siamo pronti per l’avventura. Lasciamo Lima in direzione nord, guidando sulla Panamericana, e in un paio d’ore raggiungiamo il “punto mappa” che avevamo fissato come “trampolino di lancio” per attraversare il primo tratto desertico: il piccolo villaggio di Jecuan.

Sgonfiamo i pneumatici dei nostri 4×4 in religioso silenzio, come se il timore verso questo spazio desolato, immenso e sconosciuto avesse conquistato un po’ tutti noi…

D’altronde non abbiamo mai guidato su questo tipo di sabbia e non possiamo immaginare come sia e se magari abbia la stessa consistenza di quella del Sahara, molto fluida e insidiosa. Controllato il carico nel cassone posteriore, rientriamo in auto, ci mettiamo in comunicazione radio, inseriamo le ridotte e via in direzione est, verso i cordoni di dune all’orizzonte!

Tappa Dakar

Siamo gasatissimi, forse anche troppo, e la voglia di scoprire questa zona desertica, tappa della mitica Dakar, è tanta: per questo procediamo abbastanza spediti sui primi pianori che incontriamo. C’è ancora un po’ di vegetazione fra la sabbia, ma ben presto, salendo rapidamente sulle prime dune, ci ritroviamo proiettati in un vero e proprio mare di “granelli dorati” senza soluzione di continuità!
Non possiamo credere ai nostri occhi, perché dei simili Erg di dune maestose e perfette non ce li saremmo mai aspettati a queste latitudini del Perù in Sud America……..(continua su ELABORARE 4×4)

Viaggio nel deserto della California nel Perù

Da Yunguy, dopo circa 300 km verso sud, lungo la Panamericana che costeggia l’Oceano Pacifico, arriviamo nel distretto di S. Juan Batista, a 50 km dalla costa. Qui c’è un Erg con altissime dune, ma molto fertile, con una vastissima zona di colture dislocate lungo tutto il suo perimetro. E’ il deserto della California. Tutto ciò ci crea un grande e inaspettato problema, perché fra le recinzioni con filo spinato che delimitano i confini dei vari latifondi e le altissime dune, è molto difficile procedere nel suo interno, anche con i potenti motori dei nostri Toyota.

Cerchiamo quindi d’insinuarci negli stretti corridoi sabbiosi che separano i diversi poderi agricoli, ma la guida del 4×4 non è proprio così agevole, perché questi sentierini sono pieni di vecchi rami di palme, con foglie aguzze che possono agevolmente forare le ruote, unitamente a ogni tipo di palizzata e vecchio filo spinato usati per delimitare i vari confini, molte volte anche occultati sotto un velo di sabbia…….(continua su ELABORARE 4×4)

Viaggio 4×4 deserto di Ica

Il giorno seguente ci prepariamo ad affrontare altri due giorni di deserto, seguendo sempre le tracce della Dakar. Ottenuti i permessi per la Riserva Naturale di Parcas, iniziamo a guidare su piste veloci che costeggiano il Pacifico, correndo sulle numerose scogliere che lo sovrastano. Notiamo subito che questa porzione desertica della riserva si differenzia dalle altre precedenti per la sua varietà di colori e di ambienti naturali: dune che precipitano in un mare blu cobalto, centinaia di colline rosse di riolite, altre marroni, verdi e gialle.

Superiamo svariati cordoni di dune, lambendo le onde dell’oceano fino a metà giornata. Ci fermiamo per la sosta pranzo in una piccola baia, in una zona denominata sulle mappe S. Domingo, disseminata di scheletri di foche mummificate, unitamente a carcasse di tartarughe e teste di squalo. Sembra un posto surreale, anche per la sua vastissima pianura che dal giallo acceso più interno, degrada al bianco candido della sabbia in riva al mare.

 

Proseguendo lungo la costa, prima del tramonto ci troviamo letteralmente a scalare i 400 metri di dislivello che ci separano dagli alti cordoni di dune verso est, dove abbiamo fissato il punto per il bivacco notturno. Iniziamo ad affrontare questa ripida salita sabbiosa in piena V ridotta, dopo una lunga rincorsa sul bagnasciuga. I motori girano al massimo, mentre ogni pilota cerca la traiettoria migliore per non rimanere inghiottiti nella morsa della sabbia. Si avanza con difficoltà, con una traiettoria a zig zag per poter meglio prendere un po’ di velocità prima della svolta successiva.

Un vero braccio di ferro fra natura e mezzi che ci ripaga, raggiunta la sommità, con un meraviglioso e coloratissimo tramonto sull’oceano. Facciamo campo su una pianura, vicino a un rilievo denominato Cerro Barlovento, formata da sabbia bicolore, nera sulla superficie e bianca sotto il primo strato, con i nostri 4×4 che lasciano una singolare traccia sul terreno vergine…….(continua su ELABORARE4x4)
Ossa teschi nel deserto

Deserto Ocucaje e Canyon de Los Perdidos

La mattina ci rechiamo nella vicina cittadina di Ica per i vari rifornimenti di mezzi e… persone! Quest’operazione ci prende più tempo del previsto, perché abbiamo difficoltà a reperire il carburante, per via di alcuni problemi elettrici all’intera zona nei giorni precedenti. Partiamo quindi da Huacachina in tarda mattinata, con una temperatura già oltre i 30°C. Tentiamo la risalita della prima grande duna, ma non riusciamo a guadagnarne la cima. Proviamo in tutti i modi, con rincorse più lunghe, sgonfiando al minimo i pneumatici, cercando le traiettorie migliori, ma niente, la sabbia è troppo calda e nonostante gli sforzi proseguiamo lenti, con moltissima fatica.

Ormai molto stanchi, tentiamo comunque di proseguire, ma l’errore è dietro l’angolo: infatti, nonostante il controllo preventivo a piedi di un tratto in salita, un nostro 4×4 finisce in un catino di fech fech (polvere impalpabile derivante dall’erosione di terreni argillosi e calcarei, comune nei deserti n.d.r.) con le ruote in twist: siamo bloccati e nel bel mezzo del solleone! Iniziamo a spalare per tentare di usare le piastre da sabbia, ma l’auto è in una posizione molto scomoda.

Proviamo a dislocarci sui vari spigoli del pick-up per ripartire meglio il peso e cercare di avere più grip sulla sabbia, ma invano. A un certo punto vediamo nelle vicinanze alcuni buggy locali, usati normalmente per portare i turisti a fare dei giri sulle dune intorno all’oasi.
Pensiamo di poterci far trainare da uno di loro, visto che gli altri due nostri fuoristrada sono a loro volta in posizioni non proprio ottimali per un traino efficace, ma l’unico buggy che riesce ad arrivare alla nostra altezza, una volta spento il motore non si riaccende più… Incredibile ma vero!

VIAGGIO IN SUD AMERICA Perù, leggi articolo completo sulla rivista ELABORARE 4X4 N°61 disponibile QUI

 

VIAGGIO AMERICA IN AUTO INFORMAZIONI

ORGANIZZAZIONE:  4X4 Viaggi Avventura
Cell. 339/6028081 (Igor) – 393/9236115 (Maurizio)
www.4x4viaggiavventura.it – info@4x4viaggiavventura.it
ORGANIZZAZIONE TECNICA Il Tropico del Camper s.r.l.
TIPO DI VIAGGIO Fly & Drive in 4×4 (viaggio in aereo con noleggio fuoristrada da guidare in prima persona o con autista)
VEICOLI 3 Toyota Hilux 3.0
DIFFICOLTÀ medio-difficile nella guida dei 4×4 su pista e dune; nessun problema legato all’altitudine
GIORNI TOTALI DI VIAGGIO 10+4, per l’estensione extra alla volta di Cuzco e Machu Picchu
GIORNI NEL DESERTO 7
NUMERO PARTECIPANTI 10
CHILOMETRI PERCORSI 1.200
ITINERARIO Lima, Ica, Ocucaje, Paracas, con il suo villaggio e la Riserva Nazionale che si snoda lungo l’Oceano, Nazca e i suoi geoglifi
PERNOTTAMENTI motel e bivacchi nel deserto
PERIODO DEL VIAGGIO febbraio, ma può essere fatto tutto l’anno anche se il periodo migliore è tra ottobre ed aprile

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