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FALSI O REPLICHE D’AUTORE?

Anche nel mondo dell'automobile si riscontrano riproduzioni fedeli alle orginali....

Anche se i puristi potrebbero storcere il naso, le richieste dei falsi d’autore sono in costante crescita.
Mi riferisco soprattutto a quelli “dichiarati”, molto frequenti nel fiorente mercato dei quadri.
E non sono neanche fuorilegge. A livello legale, infatti, il Codice dei beni culturali e del paesaggio stabilisce che la vendita o la diffusione di copie di opere e oggetti, dichiarate espressamente non autentiche all’atto dell’esposizione o della vendita, non rientrano nell’ipotesi di contraffazione.
Per quanto riguarda l’ambito automobilistico, dobbiamo distinguere chi realizza una replica al solo scopo di consentire a chiunque di guidare una vettura da sogno (dichiarandola), da chi invece falsifica un prodotto per poi spacciarlo come originale. Perché questo esercizio di stile nel realizzare copie e repliche?
Nel campo automobilistico ci sono auto d’epoca che costano un patrimonio e sono anche diventate da collezione. Parliamo di Campionesse Mondiali, divenute dei veri oggetti di culto inarrivabili, come la mitica Lancia 037 Rally, la Peugeot 205 T16 e molte altre.
Poi ci sono dei veri e propri “falsi” (spesso non dichiarati) di alcune vetture: è il caso delle Fiat 500 o 600, che in molti si sono “divertiti” a trasformare in Abarth oppure chi da una Ferrari 250 GT ha costruito una GTO fedelissima.
Insomma in tutto il mondo, oltre ai falsari finiti sulle pagine della cronaca, c’è chi si diletta nella realizzazione di repliche col solo fine di regalare “quasi” le stesse sensazioni dell’auto originale blasonata dal prezzo inarrivabile.
La legge garantisce la tutela alle riproduzioni per le quali si dichiari la non autenticità. Più volte l’Autorità giudiziaria italiana si è espressa ritenendo che non si trattasse di attività illecita, poiché anche se la replica è ottenuta copiando l’originale “la riproduzione non configura alcuna falsificazione, giacché l’opera resta autentica” (Cass. Civ., n.29/1996).
Così lunga vita ai cosiddetti “falsi d’autore”, purché ne sia rilasciata contestualmente una certificazione di non autenticità.
Delle repliche auto se ne parla sulla rivista ELABORARE CLASSIC in edicola a genn/febb 2018 con 2 vetture analizzate, una Lancia 037 ed una Peugeot 205  T16.
Abbiamo scovato due appassionati che hanno realizzato due repliche interessanti che presentiamo su questo numero.
Uno è Giampaolo Boldrin, un imprenditore veneto che ha deciso di costruire delle repliche della Lancia Rally 037 partendo dalla base di una Beta Montecarlo.
L’altro è Mauro Pellegrini, titolare dell’omonima carrozzeria di Montepulciano, in provincia di Siena, che talmente rapito dalle gesta della Peugeot 205 T16, a vent’anni dalla conquista dell’ultimo Titolo Mondiale e dalla definitiva uscita di scena di queste vetture, realizzò una sorta di replica. I puristi possono dormire sonni tranquilli perché in questo caso è tutto dichiarato e disciplinato.
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Giovanni Mancini

Ingegnere, pilota, giornalista appassionato da sempre di auto e motori. Segue la direzione di questo portale newsauto.it ed è direttore responsabile dei magazine Elaborare, Elaborare 4x4 ed Elaborare Classic da oltre 20 anni il riferimento degli appassionati. Nell'anno 2004 ha conseguito il titolo di Campione Italiano nel Campionato Velocità Turismo. Pilota attualmente attivo su gare in pista del Campionato Italiano Turismo con Peugeot e nei monomarca con Seat e Renault. Tra le tante auto speciali provate una in particolare (esclusiva italiana): la Mazda 787B vincitrice della 24H di Le Mans nel 1991.
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