Auto intestate, quante se ne possono avere? Le nuove regole
Tra le nuove misure ipotizzate per contrastare le intestazioni fittizie di veicoli, spunta una stretta sui prestanome: per chi ha già 20 auto intestate potrebbero scattare verifiche sull’ISEE in caso di immatricolazione di un’altra vettura.

Una nuova misura punta a contrastare l’evasione fiscale e l’utilizzo dei cosiddetti prestanome professionali. La stretta riguarda chi possiede numerose autovetture intestate a proprio nome, ma non dispone di una situazione economica apparentemente compatibile con un parco veicoli così ampio. Superata la soglia delle 20 auto, per immatricolarne un’altra potrebbe essere necessario dimostrare la propria capacità finanziaria attraverso specifici requisiti.
È un’ipotesi allo studio che forse entrerà in vigore col nuovo Codice della Strada, probabilmente nel 2028 (poi serviranno decreti attuativi e circolari).
Auto intestate
Prestanome e auto fantasma, cosa cambia
Il fenomeno delle intestazioni fittizie rappresenta da tempo una criticità per le autorità. In alcuni casi, infatti, vengono registrati veicoli a nome di persone con redditi molto bassi o nulli, mentre i reali utilizzatori restano nell’ombra. Questa pratica può rendere più complicata l’individuazione dei responsabili di illeciti e favorire attività legate all’evasione fiscale o alla criminalità.
Per limitare il ricorso a queste strategie, la nuova disciplina introduce un meccanismo di verifica preventiva, volto a individuare situazioni considerate potenzialmente anomale prima che venga registrato un ulteriore veicolo.
Oltre 20 vetture, quando serve l’ISEE
La disposizione interessa le automobili di categoria M1 destinate al trasporto di persone, con un massimo di otto posti oltre a quello del conducente, utilizzate per finalità private.
In base alle regole descritte nel provvedimento, quando una persona fisica risulta già intestataria di almeno 20 veicoli appartenenti a questa categoria, l’immatricolazione di una ventunesima auto richiede la dimostrazione di determinati requisiti economici.
In particolare, è previsto un valore ISEE superiore a 50.000 euro. In alternativa, l’interessato può documentare che i mezzi sono funzionali allo svolgimento di un’attività economica oppure di attività di volontariato per conto di un ente iscritto al Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts).
La misura non è quindi pensata per limitare indistintamente gli acquisti degli automobilisti, ma per individuare situazioni che potrebbero nascondere intestazioni non corrispondenti alla reale disponibilità dei veicoli.
Controlli digitali tra Motorizzazione, Inps e Fisco
Le verifiche dovrebbero basarsi sullo scambio di informazioni tra le banche dati pubbliche già esistenti, senza creare nuove strutture ispettive. Il numero di automobili intestate sarà verificato attraverso l’Archivio nazionale dei veicoli, mentre i requisiti economici e le eventuali condizioni alternative saranno controllati mediante le informazioni disponibili agli enti competenti.
Qualora i dati non confermassero il possesso dei requisiti richiesti, spetterà all’interessato fornire la documentazione necessaria a giustificare l’intestazione di un numero così elevato di mezzi.
L’obiettivo è rendere più efficaci i controlli, ridurre gli abusi e ostacolare l’impiego di veicoli intestati fittiziamente a soggetti che non ne sono gli effettivi utilizzatori. Prima di considerare la misura pienamente operativa, resta comunque importante verificare il testo definitivo del decreto attuativo e le relative modalità applicative.
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