F1 news Formula 1MotorsportNotizie auto

F1 Sepang, bug del software FIA: cosa è successo alla partenza

La partenza del GP di Malesia di F1 è stata rinviata per un problema al software FIA, causato dalle basse velocità dietro la safety car. Un aggiornamento d'emergenza ha permesso di risolverlo e avviare la gara.

Il caos che ha segnato la partenza F1 del Gran Premio del Bahrain in Malesia ha una spiegazione precisa: un errore nel software fornito dalla FIA e sviluppato negli anni insieme alle squadre. A chiarirlo è stato Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto della Federazione, che nel dopogara ha ricostruito l’accaduto e ammesso i limiti dei test effettuati.

Cosa è andato storto prima della partenza F1 a Sepang

Durante il giro di formazione, con la pista bagnata, alcune vetture hanno rallentato fino quasi a fermarsi. Secondo Tombazis si è creato un effetto fisarmonica: Verstappen, davanti, ha ridotto molto la velocità e chi lo seguiva ha frenato bruscamente per la sorpresa. Nelle vetture che hanno toccato le velocità più basse, il bug ha impedito di riattivare la potenza e di ripartire.

Partenza gara F1 Sepang bug software
Molti piloti hanno avuto problemi alle loro monoposto

Tutto è legato alla riduzione a 250 kW della potenza elettrica con pista bagnata. Il software era stato provato da diverse squadre, tra cui Red Bull e Racing Bulls, ma mai nelle condizioni di marcia dietro la safety car, e dunque a velocità così ridotte. A Sepang quelle velocità sono state raggiunte in alcuni minisettori, con le conseguenze note. Tombazis ha spiegato: «Non siamo riusciti a testare il software tanto quanto avremmo voluto, perché quest’anno si è corso pochissimo sul bagnato. C’è stata una combinazione di circostanze che ha fatto emergere questo bug».

«Il pedale ha smesso di funzionare»

Per i piloti la sensazione è stata quella di un acceleratore scollegato. Oliver Bearman ha raccontato la sua esperienza con evidente sorpresa: «Non ho mai visto né sentito nulla di simile. Non sapevo nemmeno che la FIA potesse controllare il nostro pedale dell’acceleratore. È stato piuttosto spaventoso. Il pedale ha smesso di funzionare, era come se non fosse collegato e il motore girasse al minimo».

Partenza gara F1 Sepang bug software
La partenza a Sepang è stata caratterizzata da molta acqua

Resta aperto un interrogativo: perché anche il motore a combustione è stato coinvolto, se a velocità minime non dovrebbe esserlo? La FIA non ha ancora una risposta formale, ma la prima ipotesi è che il bug abbia indirizzato tutto l’input dell’acceleratore verso la ricarica dell’MGU-K, spiegando l’assenza totale di risposta.

All’apparenza le Mercedes sembravano meno colpite, ma Tombazis ha escluso motivi tecnici: la differenza dipende solo dalle velocità raggiunte nei singoli minisettori.

Come ha fatto la FIA a salvare la partenza F1 in pochi minuti

La Federazione ha reagito rapidamente. Tombazis ha riconosciuto il valore del lavoro dei tecnici, ma ha ammesso i limiti dell’intervento: «I nostri tecnici hanno capito il problema molto, molto rapidamente. Ovviamente è stato un lavoro frettoloso. La priorità era tornare in pista il prima possibile. Non è stato un lavoro perfetto e, chiaramente, non abbiamo testato gli aggiornamenti, ma credo fosse il modo giusto di gestire un caso del genere».

In pratica, nei minisettori in cui le basse velocità avevano innescato il problema è stato rimosso il limite energetico legato ai 250 kW. Una soluzione d’emergenza, non definitiva, che secondo Tombazis non ha compromesso sicurezza, spettacolo o equità: «Non avevamo cinque giorni per fare gli aggiornamenti, ma solo pochi minuti». Dopo l’aggiornamento tutte le squadre hanno dovuto installare il nuovo software, e questo spiega l’ulteriore attesa prima del via.

Partenza gara F1 Sepang bug software
Nikolas Tombazis, Direttore delle Monoposto della FIA

Perché il problema è emerso solo al sedicesimo round? Tombazis ha precisato: «Il software era stato testato. Solo non in quelle condizioni specifiche».

Nei test gomme dedicati, infatti, le velocità tanto basse non si raggiungono. Alla domanda se la FIA non dovesse prevedere che la pioggia porta spesso la safety car, e quindi andature ridotte, il direttore ha risposto: «Qualsiasi bug è il prodotto di un errore. Non conosco nessun software che non abbia bug e aggiornamenti». Con qualche test in più, ha aggiunto, il problema sarebbe stato probabilmente individuato in tempo.

Il futuro della F1 è una garanzia a metà

La FIA dovrà ora rivedere internamente l’accaduto per evitare che una partenza F1 come quella di Sepang possa ripetersi: Tombazis ha ricordato che, a un’ora dalla fine della gara, il debriefing completo non era ancora stato fatto.

Quanto alle garanzie, il direttore è stato prudente: «Posso garantire che non succeda mai più? Questo problema specifico sì. Un problema, no. Ma faremo del nostro meglio per evitarlo». Con tanta energia elettrica in gioco, ha ammesso, tutto diventa più complicato.

Quello di Sepang non è un incidente isolato, ma il sintomo di un’impostazione di fondo. Il software che ha mandato in tilt la partenza serve a gestire un sistema di recupero e rilascio dell’energia così complesso da poter reagire in modo imprevedibile a una situazione banale come un giro di formazione dietro la safety car. Quando una monoposto smette di rispondere all’acceleratore perché un algoritmo si incarta a bassa velocità, il problema non è più solo una riga di codice sbagliata.

Gara F1 GP Bahrain
Fasi iniziali della gara a Sepang

È la conseguenza di un regolamento costruito per inseguire un’idea di Formula 1 «elettrica» più vicina alle esigenze di immagine e di costruttori che alla natura di questo sport. La F1 è sempre stata velocità, meccanica e pilota. Qui invece il pilota si ritrova a fare i conti con limiti di potenza imposti dall’esterno, con gestioni dell’energia da amministrare giro dopo giro e con una elettronica che può arrivare a prendere il controllo del pedale, come ha raccontato un incredulo Bearman.

Le parole stesse di Tombazis dicono molto. Un software sviluppato per anni, testato da più squadre, ma non nelle condizioni più prevedibili di un weekend bagnato. Una correzione fatta «di fretta», in pochi minuti, senza poterla provare. E la consapevolezza che, con così tanta energia elettrica a bordo, ogni nuova variabile moltiplica i rischi. Non è un’accusa alla competenza dei tecnici, che hanno risolto il problema in tempi record: è la fotografia di un sistema diventato più grande della capacità di controllarlo.

Rifare, non rattoppare

Per questo la domanda che a Sepang resta sospesa non è se la FIA riuscirà a evitare un altro bug, ma se abbia senso continuare a rattoppare un impianto regolamentare nato con un difetto d’origine. Aggiornamenti d’emergenza, deroghe nei minisettori e limiti da sbloccare al volo non possono diventare la normalità di un campionato che dovrebbe vivere di duelli in pista, non di patch software.

Il futuro della categoria passa probabilmente da un ripensamento profondo: meno dipendenza dall’elettrico, più spazio al motore, alla meccanica e al talento dei piloti. A volte non basta soltanto fare un riavvio forzato, qui si parla di una vera e propria formattazione da eseguire al più presto.

→ CLASSIFICA F1 MONDIALE PILOTI, TEAM
→ CALENDARIO F1 2026
→ I SEGRETI DEL CIRCUITO DI SEPANG

👇 Ti interessa questo argomento? Clicca sui tag qui sotto per esplorare tutti gli articoli e gli approfondimenti correlati!

⭐ Ti piacciono i nostri articoli?

Aggiungi Newsauto.it tra le tue fonti preferite su Google!

Aggiungi ai Preferiti

👇 Clicca sui tag qui sotto per esplorare gli approfondimenti correlati!

Raffaello Caruso

Mi presento: sono Raffaello Caruso, classe '94 di Catanzaro studente presso l'Università degli Studi "L'Orientale" di Napoli, e da sempre sono un grande appassionato di motori. Coltivo questa grande passione dall'età di 3 anni grazie a mio padre che da sempre mi ha istruito nel "culto dei motori" e, sempre… More »