Nuovo Codice della Strada: come cambiano i proventi delle multe
Con il nuovo Codice della Strada cambiano i criteri di ripartizione e utilizzo dei proventi delle multe: il 70% sarà destinato alla sicurezza stradale.

La riforma del Codice della Strada potrebbe modificare in modo significativo le regole sulla destinazione dei proventi delle multe. Il testo-base perciò prevede una semplificazione della disciplina e una maggiore quota delle somme destinata alla sicurezza stradale.
Nuovo Codice della Strada
Multe, cosa cambia
La proposta elimina alcune delle distinzioni oggi previste per la gestione dei proventi delle sanzioni. Il principio di fondo è quello di applicare criteri comuni alle multe, indipendentemente dal tipo di violazione e dall’ente a cui appartengono gli agenti che effettuano l’accertamento.
Una delle modifiche riguarda la soppressione della disciplina specifica relativa ai proventi delle multe per violazione dei limiti di velocità. Nel nuovo impianto, le somme derivanti dalle diverse violazioni del Codice della Strada saranno quindi trattate secondo gli stessi criteri di ripartizione e destinazione.
Il testo prevede inoltre il superamento della separazione tra le violazioni accertate dagli organi dello Stato e quelle rilevate dagli agenti di regioni, province e comuni.
La nuova disciplina stabilirebbe quindi criteri comuni per tutti i proventi delle sanzioni, senza differenziare la loro destinazione in base all’ente da cui dipendono gli agenti che hanno effettuato l’accertamento.
Ripartizione dei fondi
La ripartizione dei proventi verrebbe uniformata. Il 30% delle somme sarebbe destinato all’ente da cui dipendono gli agenti o i militari che hanno accertato la violazione, mentre il restante 70% andrebbe all’ente proprietario della strada sulla quale è stata contestata l’infrazione. La regola varrebbe indipendentemente dal tipo di violazione e dall’ente di appartenenza degli agenti.
70% vincolato alla sicurezza stradale
La parte più consistente dei proventi, pari al 70%, sarebbe destinata dagli enti locali a interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, compresi segnaletica e barriere di protezione.
Le risorse potrebbero essere utilizzate anche per altre attività legate al potenziamento della sicurezza stradale e alla sua promozione, comprese le iniziative di educazione stradale nelle scuole svolte dagli agenti di polizia. Questo vincolo di destinazione riguarderebbe però gli enti locali e non lo Stato.
Anche la quota del 30% avrebbe una parte vincolata. Il testo-base stabilisce infatti che una percentuale, ancora da definire, dovrà essere utilizzata per il potenziamento dell’attività di controllo. La parte restante potrà invece essere utilizzata senza specifici vincoli di destinazione, sia dallo Stato sia dagli enti locali.
Stop ai proventi per previdenza e assistenza degli agenti
Tra le modifiche previste c’è anche l’eliminazione della possibilità di utilizzare la parte vincolata dei proventi delle multe per finanziare assistenza e previdenza degli agenti della polizia municipale e provinciale. Queste spese dovrebbero essere sostenute con la quota non vincolata dei proventi oppure attraverso le risorse della fiscalità generale.
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