Smartphone vietato agli istruttori di scuola guida: cosa cambia
Il testo-base del nuovo Codice della Strada - se approvato - introdurrà il divieto d’uso dello smartphone per gli istruttori di guida durante le esercitazioni pratiche

Ancora cellulare protagonista del testo-base del nuovo Codice della Strada: divieto di uso dello smartphone per l’istruttore di guida seduto sul lato passeggero, accanto all’allievo che è al volante. Questo l’obiettivo del Ministero delle Infrastrutture che mira a estendere la norma a esaminatori e genitori accompagnatori (che insegnano al ragazzo col Foglio Rosa a guidare).
Niente smartphone per l’istruttore di guida
La sicurezza stradale rappresenta una sfida prioritaria e in costante evoluzione. Tra le cause principali di incidente e di distrazione al volante spicca da sempre l’uso scorretto dei dispositivi elettronici, un’abitudine diffusa che il legislatore cerca continuamente di scoraggiare. Tuttavia, l’impianto normativo in fase di aggiornamento accende i riflettori su una figura finora rimasta in un’area d’ombra dal punto di vista sanzionatorio specifico: l’istruttore di scuola guida. Come si evince dalle discussioni nei social.
In realtà, per il Codice della Strada, l’istruttore “deve vigilare a tutti gli effetti sulla marcia del veicolo, intervenendo tempestivamente ed efficacemente in caso di necessità“. Qui è già detto tutto: chiaro che non possa distrarsi con lo smartphone, o sedersi in condizioni alterate da alcol e droga.
Il presunto vuoto normativo e il ruolo della supervisione
Durante le esercitazioni pratiche di guida per il conseguimento della patente, il candidato al volante è affiancato da un professionista o da un accompagnatore autorizzato. Secondo il Codice della Strada, chi siede al lato passeggero con funzione di supervisione condivide la responsabilità del controllo del veicolo. Ciononostante, la formulazione delle norme passate concentrava l’esplicito divieto di utilizzo manuale di cellulari e tablet prevalentemente su chi impugna direttamente il volante.
Questa sovrapposizione ha creato in passato incertezze interpretative e lacune sanzionatorie. Qual è la tesi? Un istruttore intento a consultare messaggi, inviare e-mail o interagire con lo smartphone durante una lezione compromette la capacità di intervento tempestivo tramite la doppiapedaliera o il freno a mano in situazioni di emergenza. Oltre al pericolo oggettivo, si aggiunge una questione di carattere educativo: il tutor dovrebbe rappresentare il primo modello di condotta responsabile per un futuro automobilista.

Le novità della riforma
Il pacchetto di modifiche al Codice della Strada punta a risolvere questo cortocircuito normativo. Il testo estende formalmente le limitazioni sull’uso di smartphone, tablet e dispositivi multimediali analoghi a chiunque svolga mansioni di affiancamento e supervisione durante le sessioni di esercitazione con Foglio Rosa o durante gli esami pratici.
La ratio della norma è chiara: la vigilanza attiva richiede una concentrazione totale. Non è sufficiente che il guidatore principiante mantenga gli occhi sulla strada se chi ha il compito di guidarlo e correggerlo distoglie l’attenzione dal traffico. L’equiparazione delle responsabilità sotto il profilo della distrazione tecnologica mira a garantire che l’abitacolo dell’auto-scuola rimanga uno spazio protetto e focalizzato esclusivamente sulla sicurezza.
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