Alex Zanardi ci ha lasciati: addio a ‘Zanna’, leggenda dello sport italiano
The Italian Legend si è spento all'età di 59 anni. A dare la notizia sono stati la famiglia e "Obiettivo 3", l'associazione benefica degli atleti disabili ideata proprio da Zanardi.

Alex Zanardi ci ha lasciati. Il grande campione si è spento il 1° maggio 2026 all’età di 59 anni (ne avrebbe compiuti 60 il prossimo 23 ottobre). È una notizia che lacera il cuore del mondo del motorsport e di tutta Italia.
Dopo il gravissimo incidente in handbike avvenuto nel 2020 durante la staffetta di Obiettivo 3, Alex ha smesso di soffrire. Citando il film L’Ultimo Samurai: «Non vi racconteremo come è morto, ma come è vissuto». Solo così possiamo onorare “Zanna”, l’uomo che ha sconfitto il destino con la pura forza di volontà.
Addio ad Alex Zanardi
La storia di Alex Zanardi è una delle più straordinarie del panorama sportivo mondiale. Una parabola capace di unire mondi diversi sotto un unico filo conduttore: il talento e la resilienza.
Dagli inizi nei Kart alla Formula 1
Soprannominato negli Stati Uniti “The Italian Legend”, Zanardi inizia la scalata nel motorsport negli anni ’80 con i kart, per poi brillare in Formula 3 e Formula 3000. L’approdo in Formula 1 arriva nei primi anni ’90 con team storici come Jordan, Minardi, Lotus e Williams. Sebbene il potenziale fosse evidente, la massima serie non gli permise inizialmente di raccogliere i successi sperati.
Il dominio negli USA in IndyCar
La vera svolta avviene oltreoceano nel campionato CART (l’attuale IndyCar). Tra il 1996 e il 1998, con il team Chip Ganassi Racing, Zanardi diventa un’icona assoluta. Conquista due titoli mondiali consecutivi (1997 e 1998), entrando di diritto nel cuore dei tifosi americani grazie a sorpassi leggendari (come quello “al Cavatappi” di Laguna Seca).
L’incidente del Lausitzring e la “seconda vita” di Alex
Il 2001 segna il ritorno di Alex in CART dopo una breve parentesi in Williams. Il 15 settembre 2001, sul circuito del Lausitzring, la tragedia: a causa di liquidi in pista, la sua monoposto finisce in testacoda e viene colpita lateralmente dalla vettura di Alex Tagliani.
L’impatto è devastante. Zanardi perde le gambe e rischia la morte per dissanguamento, salvandosi solo grazie a un miracoloso intervento dei medici in pista.
Il ritorno alle corse con BMW
Mentre chiunque avrebbe rinunciato, Alex decide di piegare l’impossibile. Dopo la riabilitazione, torna a gareggiare nel WTCC (World Touring Car Championship) con BMW, diventando Brand Ambassador della casa bavarese e ottenendo vittorie incredibili.

Il cerchio si chiude: anni dopo, Alex tornò proprio al Lausitzring per completare simbolicamente quegli ultimi 13 giri che il destino gli aveva interrotto nel 2001.
Il successo nel Paraciclismo e le medaglie d’oro olimpiche
Non pago dei successi a quattro ruote, Zanardi scopre una nuova vocazione nel paraciclismo. Anche in handbike, i risultati sono leggendari:
- Londra 2012: 2 Medaglie d’Oro e 1 d’Argento.
- Rio 2016: 2 Medaglie d’Oro e 1 d’Argento.
Zanardi diventa così il simbolo globale del movimento paralimpico, dimostrando che la disabilità non è un limite, ma una nuova sfida da vincere.
L’eredità di un eroe contemporaneo
Nonostante l’ultimo, durissimo calvario iniziato nel 2020 a causa dell’incidente contro un tir durante una manifestazione sportiva, l’eredità di Alex rimane intatta.
Zanardi ci ha insegnato a reinventarci, a guardare oltre l’ostacolo e a sorridere anche davanti alle prove più dure. È stato, e resterà per sempre, una fonte di ispirazione eterna per chiunque ami lo sport e la vita.
Grazie di tutto, Alex. Non ti dimenticheremo mai.
